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Lo sai che? Mancata notifica della cartella: come far valere la prescrizione

Lo sai che? Pubblicato il 16 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 febbraio 2014

Più di 10 anni fa mi è stata notificata una cartella da Equitalia per tributi (Iva, Irpef, ecc.) senza che sia seguito alcun ulteriore sollecito o un pignoramento: ora il debito si dovrebbe considerare prescritto perché trascorsi 10 anni dall’ultima notifica; come posso fare per eccepire l’avvenuta prescrizione della cartella e chiederne l’annullamento? Di certo non posso più impugnare la cartella perché sono abbondantemente passati i 60 giorni dalla sua notifica.

Per far valere la prescrizione di una cartella esattore non c’è bisogno di seguire alcuna procedura né alcuna contestazione o impugnazione, almeno per il momento. Il solo fatto che l’Agente per la riscossione non abbia più proceduto contro il contribuente potrebbe essere già sintomatico del fatto che la pratica sia stata “archiviata” e cancellata la posizione debitoria. Se però così non fosse, e dunque la pendenza dovesse risultare ancora negli archivi dei terminali di Equitalia, il cittadino avrebbe due possibilità.

La prima è quella di andare a chiarire tale posizione con l’Agente della riscossione. Su sollecitazione del contribuente, infatti, Equitalia potrebbe cancellare i crediti dai propri registri, in seguito alla procedura di “discarico amministrativo per inesigibilità”, con conseguente eliminazione del titolo esecutivo [1]. La legge, a riguardo, stabilisce che “decorsi tre anni dalla comunicazione di inesigibilità della quota, il concessionario è automaticamente discaricato; contestualmente sono eliminati dalle scritture patrimoniali i crediti erariali corrispondenti alle quote discaricate”.

La seconda alternativa è quella di “restare ad aspettare” che Equitalia compia una nuova mossa, ossia provveda:

– alla notifica di un preavviso di fermo [2];

– alla notifica di un preavviso di ipoteca [3];

­- all’invio di una nuova intimazione ad adempiere [4];

– all’avvio di un pignoramento mobiliare [5] o immobiliare [6] o presso terzi [7].

Contro tali atti, il contribuente potrebbe sollevare un’opposizione e far valere la prescrizione davanti al giudice.

Non solo, il contribuente, qualora gli dovesse essere successivamente notificato un nuovo sollecito o un’ulteriore cartella, potrebbe attivare la procedura in autotutela contro le cosiddette cartelle pazze, segnalando la suddetta prescrizione e chiedendo l’annullamento d’ufficio dell’atto stesso. Si tratta di una procedura che, da oggi, può essere effettuata anche comodamente dal proprio pc, online da casa. Per la guida completa, leggi l’articolo: “Cartelle Equitalia non dovute: puoi chiedere la sospensione online dal pc di casa”.

note

[1] Art. 19, comma 3, del Dlgs 13 aprile 1999, n. 112.

[2] Dpr 29 settembre 1973 n. 602, art. 86.

[3] Dpr 29 settembre 1973 n. 602, art. 77.

[4] Dpr 29 settembre 1973 n. 602, art. 50.

[5] Dpr 29 settembre 1973 n. 602, art. 65.

[6] Dpr 29 settembre 1973 n. 602, art. 78.

[7] Dpr 29 settembre 1973 n. 602, art. 872 e 72-bis.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. il problema maggiore è che Equitalia fa (di nascosto ma contemplato dall’art.140 cpc) le pubblicazione atti presso l’albo Pretorio del Comune di residenza, così che interrompe le varie prescrizioni…

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