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6 consigli per difendersi da uomini ossessionati

2 Marzo 2021 | Autore:
6 consigli per difendersi da uomini ossessionati

Come riconoscere un corteggiatore o un partner ossessionato? Quando si configura il reato di stalking e come sporgere querela?

Durante una cena in compagnia dei tuoi amici, hai conosciuto un uomo affascinante che per tutta la sera non ha smesso di toglierti gli occhi di dosso. Tra un sorriso e una battuta arguta, è riuscito a conquistare la tua simpatia. Dopo una bella chiacchierata, vi siete scambiati i numeri di telefono con la promessa di risentirvi nei giorni successivi e conoscervi meglio davanti a un buon caffè. Non appena sei ritornata a casa, trovi un suo messaggio e rispondi con piacere. Il mattino seguente trovi la sua richiesta di amicizia su Facebook. Fin qui, tutto nella norma. Anche se non ami molto i social, decidi di aggiungerlo lo stesso, anche per non risultare scortese.

Nel pomeriggio, inizia a scriverti su WhatsApp. Presa dal lavoro, non badi ai suoi messaggi. Allora, in tarda serata, quando spegni il pc, ti ritrovi una lunga sfilza di commenti sull’app di messaggistica istantanea e sul social di Mark Zuckerberg. A questo punto, rispondi con ironia e gentilezza ai suoi messaggi spiegandogli le tue abitudini. Sembra aver capito.

Dopo un primo incontro e qualche chiacchierata telefonica, ti accorgi che non siete compatibili caratterialmente e per non tirarla troppo per le lunghe e non illudere nessuno, gli fai capire che tra di voi può esserci solo una bella amicizia. Lui non sembra prenderla molto bene. Inizia ad inviarti messaggi ad ogni ora del giorno e della notte. È assillante. Tu smetti di rispondergli. Ti rivolgi ai tuoi familiari chiedendo dei consigli per difendersi da uomini ossessionati. Lui si presenta persino davanti al tuo ufficio per chiederti ulteriori chiarimenti. Ti spaventa. Appare scontroso e inizia a rivolgerti epiteti volgari. La situazione sta degenerando.

Cosa fare? Se ti trovi in una situazione simile, saprai che il corteggiamento ossessivo del tuo spasimante ha assunto le sembianze del reato di stalking. In tal caso, il suggerimento è sporgere subito querela.

Se vuoi saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. Troverai l’intervista al dr. Maurizio Cottone. Lo specialista in psicoterapia psicoanalitica ci indicherà 6 consigli per difendersi da uomini ossessionati. Scoprirai come riconoscere i comportamenti ossessivi di un corteggiatore, quando si configura la violazione della privacy nel rapporto di coppia, in che modo la gelosia e il sospetto di tradimento possono incrinare un rapporto, come possono intervenire gli amici e i parenti per offrire un aiuto concreto alla vittima.

Dopo l’intervista all’esperto, ti spiegherò quando si configura il reato di stalking e come difendersi. Ma procediamo con ordine.

Come riconoscere il corteggiamento di un uomo ossessionato?

La persona ossessionata ha grande difficoltà a gestire i propri sentimenti ossessivi. Spesso, la gelosia finisce per dominarlo causando dei comportamenti evidenti, critici e dispotici. Tra questi comportamenti sono resi evidenti le chiamate e i messaggi continui e incessanti, episodi di rabbia se non si riceve una risposta immediata, controllo e monitoraggio di dove si trova il partner o la persona oggetto dell’ossessione in qualunque momento, che relazioni sta intrattenendo e con chi si trova nonché la continua verifica dell’evidenza dell’informazione appena ricevuta.

Questi tipi di comportamento ledono la libertà personale, sono comportamenti che arrivano ad essere percepiti come intrusivi proprio perché hanno a che fare con sorveglianza e controllo dell’altro. Si arriva a vere e proprie forme di violenza, non necessariamente fisica. Alla base di questi atteggiamenti c’è sempre una forte insicurezza emotiva.

Cosa si innesca nella mente della persona ossessionata?

La persona ossessionata è incapace di distogliere il proprio pensiero ossessivo dalla persona oggetto della sua ossessione; per questo, le sue energie saranno dirette al controllo totale del partner, al monitoraggio delle sue relazioni, del luogo in cui si trova: elementi che diventano il fulcro della relazione.

Questi tipi di comportamento sono indice di un profondo senso di insicurezza, una fiducia mancata nei propri confronti che viene riflessa e proiettata sul partner.

Negli uomini ossessionati, la gelosia e il sospetto di tradimento possono trasformarsi in forme di violenza verso la vittima?

Per la persona ossessionata il partner non è più una persona, ma viene visto piuttosto come colui che deve rispondere ai suoi bisogni di possesso e controllo. Di fronte ad una situazione di rifiuto da parte dell’altro di proseguire la relazione, di fronte ad un’ipotesi di tradimento all’interno della coppia o ancora di fronte ad una gelosia morbosa è possibile che si presentino veri e propri episodi di violenza.

In un primo momento, al crescere dell’ansia, l’ossessivo comincia a controllare assillare e minacciare intimidendo la vittima, la rabbia aumenta fino ad essere agita anche concretamente. “Il geloso patologico distrugge ciò che non può avere”: in questo modo, può riappropriarsi del controllo perduto.

Come guarire dall’ossessione?

La psicoterapia si configura come l’unico strumento adatto per affrontare i fantasmi del passato. Solo avendo padronanza della propria storia e dei propri affetti si può costruire una relazione sana.

6 consigli per difendersi dagli uomini ossessionati?

Per parlare di un “uomo ossessionato” è utile introdurre il concetto di “stalking” (letteralmente “fare la posta”): un atto persecutorio che presuppone la messa in atto di condotte che hanno l’obiettivo di seguire la vittima nei suoi movimenti, controllarla e monitorarla causando nella persona che subisce stalking un grave disagio psichico.

Esistono alcune strategie che possono aiutare la vittima a liberarsi da queste condotte persecutorie che ricordiamo essere reato.

In primo luogo, acquisire consapevolezza del problema è la base di partenza per affrontare il problema stesso (spesso si è portati a sottovalutare la situazione e il rischio che questa comporta).

È importante informare le persone che fanno parte della cerchia familiare e le amicizie più fidate nonché monitorare tutti gli eventi che si verificano per facilitare una eventuale ricostruzione degli atti di stalking.

È necessario acquisire la capacità di “dire no” evitando di giustificare e cercare di comprendere lo stalker, in quanto questo potrebbe rinforzare i suoi comportamenti ossessivi.

Adottare un atteggiamento di “indifferenza” cercando di non mostrarsi impauriti, proprio per non rinforzare i comportamenti dell’ossessivo. È bene essere sempre prudenti cercando dunque di non trovarsi in luoghi isolati.

Se lo stalking si esprime anche in forma telefonica, è utile avere una seconda linea telefonica e adottare solo questa.

È importante denunciare alla polizia i comportamenti persecutori dello stalker.

Quali sono i sentimenti della vittima di un amore ossessivo?

Il problema che spesso emerge in situazioni di amore ossessivo e stalking è quello che la vittima in primis non si rende conto che le dinamiche instaurate nella coppia e ciò che si sta vivendo non è qualcosa di “normale”. Nel momento in cui la vittima comincia ad acquisire consapevolezza, spesso, si vergogna di parlare del disagio e della solitudine profonda che sta vivendo con le persone più fidate e con la famiglia.

Un consiglio per gli amici e i parenti della vittima?

Il compito principale dei parenti e degli amici che si accorgono o a cui viene confidata una situazione di pericolo è quello di sostenere la vittima. È importante che chi sta a fianco alla persona che vive questo disagio profondo cerchi di aiutare la persona a compiere quei passi spesso difficili: denunciare alla polizia o recarsi ad un consultorio per vittime di reati. Spesso, le vittime arrivano a parlare quando hanno già perso fiducia in sé stesse e sono già emerse forme di violenza fisica o verbale.

I parenti e gli amici dovrebbero ascoltare con attenzione e mostrare comprensione per la vittima, senza mettere in dubbio i racconti che fa la vittima (le vittime soffrono spesso della mancata comprensione da parte della famiglia e delle persone più vicine a loro).

Reato di stalking: quando si configura e come difendersi?

Dopo averti spiegato come difendersi dagli uomini ossessionati con i suggerimenti del dr. Maurizio Cottone, a seguire ti spiegherò quando si configura il delitto di stalking e come difendersi.

Partiamo dall’analisi del testo normativo.

L’articolo 612 bis del Codice penale [1] disciplina il reato di atti persecutori (meglio conosciuto come stalking) e stabilisce che «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita».

Con l’inserimento di questa norma nel Codice, il legislatore ha voluto fornire una tutela penale alla vittima di minacce o molestie reiterate; condotte in grado di ledere la sua libertà personale, psichica e morale. Ecco perché parliamo di reato abituale: gli episodi sono legati da un unico filo conduttore.

Come precisa la Corte di Cassazione, il reato di stalking [2] si consuma nel momento e nel luogo della realizzazione di uno degli eventi previsti dalla norma incriminatrice come conseguenza della condotta unitaria costituita dalle diverse azioni causalmente orientate. Il reato si consuma al compimento dell’ultimo degli atti della sequenza criminosa integrativa dell’abitualità del reato complessivamente inteso, anche in caso di “accumulo” di eventi.

Lo stalker mette in atto una serie di comportamenti finalizzati ad imprigionare la vittima nella sua ragnatela provocandole:

  • un perdurante e grave stato di ansia e/o di paura. Si innesca così un’alterazione nel suo equilibrio mentale;
  • il fondato timore per la propria incolumità o quella dei suoi affetti;
  • la costrizione a modificare le proprie abitudini di vita.

Dunque, a proposito degli effetti della condotta persecutoria sulla vittima, possiamo osservare che per l’integrazione del reato di stalking [3] è necessario che risulti evidente il nesso di correlazione causale tra la condotta dello stalker e la destabilizzazione della serenità e dell’equilibrio psichico della vittima, che seppure non sia stato accertato attraverso criteri medici, abbia determinato un mutamento dei suoi comportamenti per timore della propria incolumità.

Come difendersi dallo stalking?

Nel momento in cui riconosci le caratteristiche tipiche dello stalking di cui ti ho parlato nel precedente paragrafo, il consiglio è correre subito ai ripari e rivolgerti alle autorità. Devi sapere che il reato di stalking è tra i reati perseguibili a querela di parte: ciò significa che la macchina della giustizia si attiva soltanto dopo la querela della persona offesa. Querela che eventualmente potrà essere sporta da un procuratore speciale al posto della vittima (nel caso in cui lo richieda) oppure da un rappresentante legale qualora la vittima dovesse essere un minore di 14 anni o un infermo di mente.

La querela per stalking deve essere presentata entro sei mesi che decorrono dall’ultimo atto di persecuzione dello stalker. L’eventuale rimessione (cioè il ritiro) della querela può avvenire soltanto in udienza di fronte al giudice. La querela è invece irrevocabile qualora le minacce siano gravi o commesse con l’uso delle armi o da una persona travisata.

La querela non è necessaria e si procede di ufficio nel caso in cui la vittima sia un minore o una persona disabile oppure se lo stalking è collegato ad un altro reato per cui occorre procedere d’ufficio.


note

[1] Articolo introdotto con D.L. n. 11 del 23.02.2009, convertito nella L. n. 38 del 23.04.2009.

[2] Cass. pen. sez. V n. 3781 del 24.11.2020.

[3] Trib. Napoli sez. V n.6069 del 20.10.2020.

Autore immagine: depositphotos.com


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18 Commenti

  1. Un tema sempre attuale e ben approfondito. Gli aspetti giuridici sullo stalking fanno comprendere che non bisogna giustificare né sottovalutare certi episodi, perché a lungo andare il clima di tensione e di paura che emergono nella vittima, portano al cambiamento delle proprie abitudini di vita e ad uno stato d’ansia inarrestabile. E’ importante trattare questi argomenti e leggere con attenzione i suggerimenti, perché spesso la vittima può sentirsi sola e magari ha vergogna a confidarsi con i suoi cari, quando invece chi dovrebbe vergognarsi del pressing sulla vittima è lo stalker.

  2. Ho letto tutto d’un fiato e trovato molto interessanti questi aspetti giuridici e psicologici ben approfonditi. Purtroppo, certa gente non riesce a capire, o meglio, non vuole capire quando una persona mette il punto ad una relazione oppure ad una frequentazione e allora insiste, generando la reazione inversa cioè il rifiuto, la paura e l’allontanamento… Bisogna darsi una regolata e capire quando il contatto non è più gradito

  3. In percentuale, sono sempre le donne ad essere le vittime, ma non dimentichiamo che ci sono molte donne che non ci scherzano neppure sugli atteggiamenti da stalker. Ho lasciato la mia ragazza qualche tempo fa. Ormai, non stavamo più bene insieme. Ogni scusa era buona per litigare e allora un bel giorno sono scoppiato e l’ho piantata. Lei sembrava impazzita. Non rispondevo al telefono e allora veniva sotto casa oppure nei luoghi di ritrovo con i miei amici. Era diventata insopportabile. Un giorno, ha minacciato di togliersi la vita. Potete immaginare il mio terrore di fronte il suo messaggio. Quindi, sono corso da lei e invece aveva preparato una cena. Lì, allora mi sono ripromesso che l’avrei denunciata

  4. A me è successo di essere pedinata da un tizio che poi ho scoperto essere amico di una mia conoscente. La prima volta si è presentato e dichiarato. Dopo il mio rifiuto, lui non contento ha deciso di seguirmi al supermercato, all’università dicendo che capitava sempre di lì per caso. Era inquietante e sinceramente non mi faceva stare tranquilla questo tipo di “corteggiamento” così gli ho detto chiaramente che se avesse continuato avrei preso seri provvedimenti. Lui non si era reso conto di ave superato il limite ma dopo quella mia frase, pose fine alle sue attenzioni invadenti

  5. Spesso, lo stalker sa bene di creare nella vittima questo stato di tensione e paura e credo che lo faccia sentire potente perché crede di avere una forte influenza sulla persona su cui riflette i suoi atteggiamenti persecutori. Forse, crede che dall’altra parte la vittima non abbia il coraggio di sporgere querela e quindi prosegue con il suo intento, rilegando la quotidianità della persona tra le quattro mura domestiche. Ecco perché non bisogna lasciarsi controllare la vita da nessuno e non cedere alle pressioni dello stalker. Denunciate subito!!!

  6. Ci sono uomini viscidi, subdoli, in grado di mostrarsi splendidi e brillanti e poi invece dimostrano la loro vera natura…dopo che sei caduta nella loro trappola, inizia l’incubo! Ci sono uomini manipolatori, che carinamente ti dicono che vogliono trascorrere del tempo con te, limitando le tue uscite e gli incontri con le tue amicizie, cercando di farti terra bruciata intorno, mettendoti conto su cosa fai, dove vai, cosa indossi…E si innescano delle dinamiche malate che distruggono la donna psicologicamente perché questi uomini sono ossessionati…

  7. Bisogna riconoscere subito questi uomini perché possono distruggerti la vita e intaccare seriamente la tua salute psicologica… Ma vi pare che un uomo possa farvi spaventare perché il suo corteggiamento insistente non viene accettato? Ma possiamo essere libere di decidere con chi vogliamo stare e rifiutare coloro che non ci piacciono? Dobbiamo arrivare a bloccare sui social questi tizi perché altrimenti conoscono i nostri spostamenti, le nostre abitudini, i nostri contatti? Mi sembra assurdo che si possa vivere in questo terrore! Dobbiamo difenderci!!!

  8. E’ importante affrontare questi temi e vi ringrazio per aver scritto su un argomento sempre più diffuso anche con l’avvento dei social. Mi sembra che il mondo abbia fatto un passo indietro quando si verificano certi episodi… Grazie perché è importante ribadire che bisogna denunciare lo stalking e capire come procedere i questi casi non sottovalutando la situazione che, se si protrae, può peggiorare…

  9. Io direi che questi episodi si verificano spesso anche nelle adolescenti. Molte volte, pubblicano foto in cui sembrano molto più grandi della loro età e vengono contattate da uomini adulti che iniziano a scambiare con loro dei messaggi per poi creare una certa fiducia… Magari, ci scappa pure l’incontro con questi depravati, perché le ragazzine si vedono apprezzate da uomini più grandi di loro che dovrebbero solo stare lontani dalle adolescenti, che magari potrebbero anche essere loro figlie… E quando loro si innamorano di un loro coetaneo e vogliono lasciare l’uomo maturo, questo inizia a perseguitarle…Tenete sempre d’occhio le vostre figlie!

  10. Sono tantissime le donne che devono combattere con questi uomini ossessionati… Magari, iniziano una relazione e dopo un po’ ci si rende conto che non va… Nel frattempo, si sono scambiati dei messaggi spinti e delle foto esplicite… Una volta finita, lui ossessionato, magari minaccia di diffondere le immagini hot online. Un disastro sociale e psicologico. Ma quali sono le conseguenze per chi commette un’azione del genere?

    1. La diffusione del materiale sessualmente esplicito (foto, video) contro la volontà oppure all’insaputa della persona offesa prende il nome di revenge porn. Si tratta di una nuova fattispecie di reato introdotta dalla Legge n. 69 del 19 luglio del 2019 (il cosiddetto Codice rosso). Il revenge porn è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa che va da 5mila a 15mila euro. Per maggiori informazioni sull’argomento, ti consiglio la lettura del mio articolo “Cos’è il revenge porn?”.

  11. Purtroppo, questo articolo mi è stato utile perché sono appena uscita da una situazione molto delicata in cui il mio ex non riusciva a lasciarmi in pace e continuava a mandarmi messaggi, a contattarmi sui social… All’inizio, ho cercato di capirlo, dopo tanti anni insieme… Poi, ho iniziato a sentirmi in colpa per averlo lasciato. Ma lo stato d’ansia che avvertivo quando ricevevo un messaggio o vedevo un’auto parcheggiata sotto casa mi hanno fatto scattare una lampadina ed ho capito che era ora di denunciare i vari episodi inquietanti in cui mi sono trovata. Per fortuna, adesso, sembra che la situazione sia migliorata e grazie al mio psicologo sto cercando di uscirne più “tranquilla”

  12. Da chi meno te l’aspetti, anche dietro il miglior soggetto ben voluto da tutti, può nascondersi uno stalker! Si insinuano nella tua vita cercando di farti sentire amata e poi cercano di controllare le tue mosse e di isolarti per avere il pieno potere su di te. Soggetti subdoli e pericolosi!

  13. Mai mi sarei immaginata di querelare quello che ritenevo che un giorno sarebbe potuto diventare il padre dei miei figli. Eppure, dopo la fine del nostro primo anno di matrimonio, la cosa è andata peggiorando. Non appena mi ha vista insieme ad un altro, è andato fuori di testa. Era davvero ossessionato. Ma io ho diritto ad una vita? Ho diritto ad essere felice? Mi sentivo in colpa quando frequentavo il mio nuovo compagno perché lui mi faceva sentire una poco di buono dicendo che l’avevo lasciato per un altro. Non era assolutamente vero, ma pure che fosse. Quale sarebbe stato il problema? Le storie a volte finiscono e uno deve accettarlo, seppure ci sta male. Mica può perseguitare l’ex. Il mio compagno mi è stato vicino e mi ha convinta a sporgere querela.

  14. Il mio ex continua a cercarmi nonostante io continui ad ignorarlo. Tenta di essere un’ombra, una presenza costante nella mia vita, ma ormai non mi fa alcun effetto. Quando leggo i suoi messaggi, non apro neppure la chat e lascio accumularli nella speranza che prima o poi si stanchi di contattarmi.

  15. C’è un mio vecchio spasimante che mi chiede insistentemente se ho interesse a sentirlo ed io continuo ad ignorarlo. Ma come si fa a far capire a certa gente che ha superato il limite di tollerabilità? E se non ti rispondo, mi sembra chiaro che non ho alcun interesse ad instaurare alcuna frequentazione né una conversazione con te. No? Devi stare al posto tuo. E’ tanto difficile da capire?

  16. Ho rotto da anni con il mio primo ex e dopo che scoperto che sono ritornata single, si è rifatto vivo. Insomma, la sua intenzione è cercare di riallacciare i rapporti e riprovarci. Ho sofferto tanto per la nostra relazione e sebbene la sua instabilità mentale mi faccia ancora un po’ di tenerezza ed io tenda a giustificare il suo narcisismo patologico, non posso mica sacrificare la mia vita sentimentale e fare da crocerossina ad un uomo egocentrico ed egoista. Rischierei di restare intrappolata di nuovo in una relazione che mi terrebbe chiusa in gabbia e rischierebbe di togliermi la possibilità di vivere una storia d’amore felice

  17. Meglio soli che mal accompagnati dice un vecchio detto. Ed io ne sono più che convinta. Non è affatto semplice trovare un uomo stabile mentalmente e questa pandemia causata dal Covid-19 non ha fatto che aggravare la situazione. Molti credono che basti un approccio ridicolo e superficiale sui social per instaurare una conversazione per poi arrivare a stalkerarti se non rispondi subito o se ignori i loro messaggi o lo scambio di like. Ma allora la soluzione è bloccarli tutti ed evitare di cadere nelle trappole di quelli che cercano di carpire la tua fiducia e poi si rivelano psicopatici ossessionati

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