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Benefici fiscali per chi assume detenuti o internati

6 Gennaio 2015 | Autore:
Benefici fiscali per chi assume detenuti o internati

Al rispetto di determinate condizioni e adempimenti, chi favorisce l’assunzione di reclusi o condannati in semilibertà può conseguire crediti d’imposta e sgravi contributivi.

Di recente è stato varato un piano di incentivi fiscali [1] destinato a supportare imprese e cooperative che intendono assumere lavoratori detenuti o in semilibertà. La manovra muove dall’interesse di recuperare la finalità rieducativa della pena [2] mediante il reinserimento dei condannati nel tessuto economico e le agevolazioni si concentrano sul riconoscimento, in capo al datore di lavoro, di una serie di sgravi fiscali e contributivi. I benefici possono essere acquisiti solo per i contratti subordinati stipulati dal 2013 e che:

– non siano di durata inferiore a 30 giorni;

– prevedano stipendi in linea con i contratti collettivi di lavoro.

La prima forma di agevolazione consiste nell’attribuzione di crediti d’imposta, pari a 700 euro mensili per lavoratore, per chi ha provveduto ad assumere un detenuto nel corso del 2013 e sempre che ricorrano le condizioni sopra menzionate. Il credito è ridotto a 520 euro mensili per lavoratore, per gli assunti dal 2014 in avanti. Stesse misure ma con diversi importi per chi ha assunto carcerati in semilibertà. In questo caso l’ammontare del credito scende a 350 euro per il 2013 e si assesta a 300 euro per chi ha assunto nel 2014 o intende farlo nel prossimo futuro.

Per incentivare una più ampia partecipazione al progetto, la legge [1] sgancia il riconoscimento del credito d’imposta al solo periodo di reclusione. Infatti, il datore di lavoro ha diritto a usufruire del credito d’imposta per un ulteriore arco temporale compreso tra i 18 e i 24 mesi [3] successivi alla scarcerazione del lavoratore, a patto che l’assunzione di quest’ultimo sia avvenuta quando ancora vigeva lo stato di detenzione [4]. Quanto detto si applica anche alle imprese che hanno svolto corsi di formazione professionale finalizzati all’immediata assunzione o impiego in attività dirette dall’amministrazione penitenziaria [5].

Infine, come accennato in apertura, un’altra forma di beneficio fiscale è rappresentata da un taglio netto dei contributi assicurativi e previdenziali obbligatori dovuti dal datore di lavoro. Si tratta di una riduzione del 95% sul dovuto. Cosi come per il credito d’imposta, gli sgravi contributivi si protraggono per gli ulteriori 18 (o 24) mesi successivi alla scarcerazione purché l’assunzione sia avvenuta precedentemente.

Come assumere un detenuto?

Per avvantaggiarsi degli sgravi fiscali è necessario che l’imprenditore interessato stipuli un’apposita convenzione con la Direzione dell’istituto penitenziario dove si intende effettuare la selezione dei lavoratori [6]. Seguirà un procedimento amministrativo interno per i vari adempimenti burocratici che si concentrerà sia sull’individuazione delle persone idonee all’assunzione che sui vari controlli di competenza dell’agenzia dell’entrate sui soggetti coinvolti.

Come ottenere il credito d’imposta?

L’incentivo in parola è utilizzabile solo in compensazione, tramite F24, da indicare nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui l’agevolazione è stata erogata. Entro la fine del 2015 la compensazione si effettuerà definitivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, ma fino alla compiuta entrata in regime del sistema si applicheranno le disposizioni stabilite in precedenza.

note

[1] D.M. Giustizia del 24 luglio 2014, n. 148.

[2] Art. 27, c. 3, Cost.

[3] In particolare il bonus proseguirà per soli 18 mesi se il detenuto ha beneficiato di permessi premio o di condizioni di semilibertà. Il termine sale a 24 mesi per tutti gli altri.

[4] Art. 4, D.M. Giustizia del 24 luglio 2014, n. 148.

[5] Art. 2, D.M. Giustizia del 24 luglio 2014, n. 148.

[6] Art. 3, c. 2, D.M. Giustizia del 24 luglio 2014, n. 148.


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