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Lo sai che? Se l’avvocato non fattura la pratica con l’assicurazione: accertamento fiscale automatico

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2014

Le parcelle rinvenute presso le assicurazioni inchiodano l’avvocato che si occupa di sinistri stradali all’accertamento dell’Irpef: il fisco può effettuare l’accertamento anche con presunzioni semplici.

L’avvocato che riceve il compenso a seguito delle pratiche di sinistro stradale con l’assicurazione e poi non emette la parcella, può essere preda di un facile accertamento fiscale. Infatti, secondo una recente ordinanza della Cassazione [1], è legittimo l’accertamento a carico del legale occupatosi di infortunistica anche se l’accertamento viene effettuato solo sulla base delle ricevute dei compensi rinvenute dalla Guardia di finanza presso le compagnie di assicurazione.

Nel caso di specie, dagli accessi della Guardia di finanza presso le compagnie di assicurazione erano emerse, a carico di un legale, delle parcelle e un reddito superiore rispetto a quanto dichiarato da questi. Sulla base di questi dati l’amministrazione finanziaria ha emesso l’accertamento.

Secondo la Cassazione, in tema di accertamento dell’imposta sui redditi e al fine della determinazione sintetica del reddito annuale complessivo [2], è possibile l’applicazione di presunzioni semplici, in virtù delle quali l’ufficio finanziario è legittimato a risalire da un fatto noto (nella specie, l’acquisizione di onorari da parte di clienti risarciti dalle compagnie assicurative) a quello ignoto (sussistenza di un certo reddito e, quindi, di capacità contributiva).

Tale presunzione semplice genera l’inversione dell’onere della prova, trasferendo al contribuente l’impegno di dimostrare che il dato di fatto sul quale essa si fonda non corrisponde alla realtà. Sarà quindi l’avvocato a dover dare prova contraria in merito agli emolumenti ricevuti e al reddito dichiarato: prova tutt’altro che agevole se la finanza ha rinvenuto presso la compagnia le ricevute.

note

[1] Cass. ord. n. 3445 del 14.02.14.

[2] Secondo la previsione dell’art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Autore immagine: 123rf.com


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