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Spese straordinarie per i figli da concordare: giurisprudenza

25 Febbraio 2021
Spese straordinarie per i figli da concordare: giurisprudenza

Spese mediche, per la scuola, per i viaggi e tutte le altre spese straordinarie per il figlio: spetta il rimborso se prima non sono state concordate tra i coniugi? 

Secondo la giurisprudenza, non tutte le spese straordinarie per i figli devono essere concordate in anticipo tra i coniugi. Lo sono solo quelle che non rivestono i caratteri dell’urgenza o della necessità. Ecco a riguardo le ultime sentenze della giurisprudenza in merito alle spese straordinarie per i figli da concordare.

Quali spese straordinarie per i figli vanno concordate dai coniugi?

A fronte di una spesa straordinaria non è sempre operante il regime di cui all’art. 155, comma 3, c.c., secondo il quale le decisioni di maggior interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo considerando le capacità, le inclinazioni naturali e l’aspirazione dei figli (ribadito all’art. 6, comma 4, legge n. 898/1970 che dispone altresì che l’esercizio della potestà genitoriale è affidato in via esclusiva al coniuge affidatario e comprende, evidentemente, anche la decisione sui costi di carattere straordinario e che il genitore cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione).

Occorre, infatti, distinguere tra “spese straordinarie” e “scelte straordinarie” (ossia scelte di maggior interesse), e soltanto per queste ultime il genitore non affidatario ha diritto di interloquire perché non sempre le spese straordinarie implicano decisioni di maggior interesse e, quindi, l’obbligo del coniuge affidatario di previa concertazione con l’altro coniuge; nelle scelte di maggior interesse della vita quotidiana del minore, come normalmente sono quelle riguardanti l’istruzione, ciascun genitore ha un autonomo potere di attivarsi nei confronti dell’altro per concordarne le eventuali modalità, potendo in difetto ricorrere al giudice.

Giudice di pace Campobasso, 30/11/2020, n.348

Le spese straordinarie non concordate sono dovute se rispondenti all’interesse del minore

In tema di separazione personale tra coniugi, il principio di bigenitorialità non può comportare la effettuabilità e la rimborsabilità delle sole spese straordinarie che abbiano incontrato il consenso di entrambi i genitori escludendo così anche quelle spese che si dimostrino non voluttuarie e corrispondenti all’interesse del figlio beneficiario del diritto al mantenimento (quali quelle conseguenti alla scelta dell’università più adatta agli studi universitari del figlio) sempre che le stesse siano compatibili con le condizioni economiche dei genitori.

Dunque non è configurabile a carico del coniuge affidatario o collocatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro, in ordine alla determinazione delle spese straordinarie, compatibili con i mezzi economici di cui i genitori dispongono, trattandosi di decisione “di maggiore interesse” per il figlio, e sussistendo, pertanto, a carico del coniuge non affidatario un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso; conseguentemente se le spese straordinarie concordate danno sicuramente diritto al rimborso, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, dovrà verificarsi in sede giudiziale la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione, riservata al giudice del merito, della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità per il minore e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

Tribunale Reggio Calabria sez. I, 02/07/2020, n.658

Spese straordinarie non concordate eseguite nell’interesse del minore

In tema di partecipazione alle spese di mantenimento dei figli in caso di divorzio, il principio di bi -genitorialità non può comportare la effettuabilità e la rimborsabilità delle sole spese straordinarie che abbiano incontrato il consenso di entrambi i genitori escludendo così anche quelle spese che si dimostrino non voluttuarie e corrispondenti all’interesse del figlio beneficiario del diritto al mantenimento , e che, conseguentemente, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

Tribunale Piacenza, 14/05/2020, n.254

Le spese straordinarie non concordate sono dovute solo se rispondenti all’interesse del minore

In caso di mancata concertazione preventiva delle spese straordinarie e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, le stesse sono dovute se corrispondono all’interesse del minore.

Tribunale Monza sez. IV, 30/01/2020, n.208

Separazione: il genitore non è tenuto a rendicontare all’altro le somme percepite dai figli

Va escluso che, in caso di separazione e/o divorzio un genitore possa chiedere all’altro il conto delle gestione delle somme erogate in favore (nel caso di specie: da parte dell’I.N.P.S.) del figlio sia per l’assenza di un fondamento normativo a tale pretesa, sia per la normativa speciale in tema di rapporti familiari che prevede altri strumenti di tutela per il caso che un genitore deduca e dimostri fatti che rivelino la distrazione da parte dell’altro delle somme erogate in favore dei figli dalle finalità loro proprie.

Va, peraltro, rilevato che in caso di affidamento condiviso le decisioni di maggior interesse per il figlio devono essere assunte di comune accordo e anche le spese di carattere straordinario devono essere concordate, fatta eccezione per alcune spese urgenti e obbligatorie, talché anche il genitore non convivente con il figlio è coinvolto nell’assunzione di decisioni che incidono sulle spese da sostenere nell’interesse del figlio. Appare quindi superfluo e inutilmente gravoso per il genitore convivente con i figli prevedere un obbligo di rendicontazione nei confronti dell’altro.

Tribunale Monza sez. lav., 30/01/2020, n.207

L’obbligo del mantenimento da parte dei genitori ai sensi degli artt. 315 bis c.c., 316 c.c. e 316 bis c.c. è contemperato dal corrispondente dovere del figlio a contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze ed al reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa (comma quarto art. 315 bis c.c.). Orbene, tale norma esclude in radice la illegittimità dei pagamenti effettuati dai genitori con le sostanze della prole finché quest’ultima conviva in famiglia con conseguente inconferenza della richiesta di rendiconto.

Tribunale Velletri sez. I, 03/02/2020, n.250

Nessun rendiconto è dovuto al marito che versa il mantenimento per la figlia minore anche se la madre, per non aver saldato le spese condominiali, lascia che la casa coniugale venga sottoposta ad azioni espropriative.

Cassazione civile sez. I, 18/06/2015, n.12645

Che succede se le spese straordinarie non vengono concordate

In tema di separazione dei coniugi, in regime di affidamento condiviso, le spese straordinarie da concordare (quindi ad eccezione di quelle “obbligatorie” per le quali non è richiesta la previa concertazione tra i genitori come quelle per i libri scolastici,  sanitarie urgenti e le altre indicate in sentenza) dovranno essere previamente concordate tra i genitori; in difetto di previo accordo, dovranno essere sostenute dal genitore che unilateralmente  ha assunto la decisione di affrontarle.

Tribunale Roma sez. I, 06/06/2017, n.11433

Spese straordinarie: rimborso anche se non concordate

Non è configurabile a carico del coniuge affidatario o collocatario dei figli, anche nell’ipotesi di decisioni di maggiore interesse per la prole, un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro genitore in ordine all’effettuazione e determinazione delle spese straordinarie, che, ove non adempiuto, possa determinare la perdita del diritto al rimborso, atteso che nel caso di mancata concertazione preventiva e rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del genitore che non ha sostenuto le spese, il giudice è comunque tenuto a verificare la rispondenza dell’esigenza che ha determinato l’esborso all’interesse del minore, nonché alla utilità e sostenibilità della spesa.

Le spese straordinarie dei figli, ove non sia espressamente previsto nel titolo l’obbligo di preventivo accordo, devono essere rimborsate al genitore che le ha anticipate, a meno che l’altro non dimostri che le predette non siano nell’interesse del figlio.

Cassazione civile sez. VI, 02/03/2016, n.4182

Le spese straordinarie, anche se non concordate, vanno rimborsate al genitore che vive con i figli

A carico del coniuge affidatario o presso il quale sono normalmente residenti i figli, non è configurabile un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro genitore, in ordine all’effettuazione e determinazione delle spese straordinarie, che, se non adempiuto, comporti la perdita del diritto al rimborso, anche nell’ipotesi di decisioni di maggiore interesse per i figli.

Cassazione civile sez. VI, 03/02/2016, n.2127

Non è configurabile a carico del coniuge affidatario o collocatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro, in ordine alla determinazione delle spese straordinarie, compatibili con i mezzi economici di cui i genitori dispongono trattandosi di decisione “di maggiore interesse” per il figlio, e sussistendo, pertanto, a carico del coniuge non affidatario un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso (nella specie, spese di soggiorno all’estero per imparare una lingua).

Conseguentemente se le spese straordinarie concordate danno sicuramente diritto al rimborso, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, dovrà, verificarsi in sede giudiziale, la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione, riservata al giudice del merito, della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità per il minore e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

Cassazione civile sez. VI, 30/07/2015, n.16175



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2 Commenti

  1. Salve, mio marito è scostante e sembra fregarsene di suo figlio…Capisco che ormai tra di noi sia finita, ma potrebbe quantomeno preoccuparsi del piccolo e contribuire alle spese straordinarie. In caso di inadempimento, posso rivolgermi al tribunale e chiedere che il mio ex marito sia condannato dal giudice? Aspetto vostri chiarimenti. Vi ringrazio come sempre per le vostre risposte

    1. In caso di inadempimento delle spese straordinarie, puoi ricorrere al tribunale per ottenere la condanna del tuo ex marito. In mancanza di prova sull’accordo, per legittimare l’esecuzione forzata, devi promuovere un giudizio affinché il giudice accerti l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità. Dopo questo passaggio, è possibile avviare il pignoramento dei beni. 

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