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Eccessiva onerosità sopravvenuta: ultime sentenze

25 Febbraio 2021
Eccessiva onerosità sopravvenuta: ultime sentenze

Quando c’è la risoluzione del contratto per il prezzo eccessivamente alto.

Requisiti necessari perché l’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione determini la risoluzione del contratto

In un rapporto contrattuale, l’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione, per potere determinare, ai sensi dell’art. 1467 cod. civ., la risoluzione del contratto richiede la sussistenza di due necessari requisiti: da un lato, un intervenuto squilibrio tra le prestazioni, non previsto al momento della conclusione del contratto, dall’altro, la riconducibilità della eccessiva onerosità sopravvenuta ad eventi straordinari ed imprevedibili, che non rientrano nell’ambito della normale alea contrattuale. Il carattere della straordinarietà è di natura oggettiva, qualificando un evento in base all’apprezzamento di elementi, quali la frequenza, le dimensioni, l’intensità, suscettibili di misurazioni (e quindi, tali da consentire, attraverso analisi quantitative, classificazioni quanto meno di carattere statistico), mentre il carattere della imprevedibilità ha fondamento soggettivo, facendo riferimento alla fenomenologia della conoscenza. L’accertamento del giudice di merito circa la sussistenza dei caratteri evidenziati è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione adeguata ed immune da vizi.

Corte appello Roma sez. II, 29/05/2020, n.2565

La transazione a esecuzione differita è suscettibile di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta

La transazione ad esecuzione differita è suscettibile di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, in base al principio generale emergente dall’art. 1467 c.c., in quanto l’irresolubilità della transazione novativa stabilita in via eccezionale dall’art. 1976 c.c. è limitata alla risoluzione per inadempimento, e l’irrescindibilità della transazione per causa di lesione, sancita dall’art. 1970 c.c., esaurisce la sua “ratio” sul piano del sinallagma genetico.

Cassazione civile sez. II, 20/02/2020, n.4451

Risoluzione preliminare di vendita immobiliare per eccessiva onerosità

Ai fini della risoluzione del contratto preliminare di vendita di un bene immobile per eccessiva onerosità sopravvenuta verificatasi nello spazio di tempo intercorso fra la conclusione del preliminare e la sua esecuzione, non costituisce avvenimento straordinario ed imprevedibile il fatto che, al momento dello spirare del termine contrattualmente previsto nel contratto preliminare per la stipula del definitivo l’Ente locale territoriale non abbia approvato la richiesta di concessione edilizia, trattandosi di evento che rientra nella comune alea contrattuale (nella specie, il tribunale ha dichiarato la risoluzione del contratto preliminare per inadempimento ex art. 1453 c.c., non per eccessiva onerosità sopraggiunta, evidenziando che gli eventi inerenti il bene immobile oggetto di causa si erano verificati dopo che i promittenti venditori avevano messo in mora l’attore per la stipula del contratto definitivo).

Tribunale Catania sez. I, 09/01/2019, n.88

La revisione prezzi evita che il corrispettivo del contratto di durata subisca aumenti incontrollati nel corso del tempo

La finalità dell’istituto della revisione dei prezzi è da un lato di salvaguardare l’interesse pubblico a che le prestazioni di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni non siano esposte col tempo al rischio di una diminuzione qualitativa, a causa dell’eccessiva onerosità sopravvenuta delle prestazioni stesse, e della conseguente incapacità del fornitore di farvi compiutamente fronte, dall’altro di evitare che il corrispettivo del contratto di durata subisca aumenti incontrollati nel corso del tempo tali da sconvolgere il quadro finanziario sulla cui base è avvenuta la stipulazione del contratto; l’obbligatoria inserzione di una clausola di revisione periodica del prezzo, da operare sulla base di un’istruttoria condotta dai competenti organi tecnici dell’amministrazione, non comporta anche il diritto all’automatico aggiornamento del corrispettivo contrattuale, ma soltanto che l’Amministrazione proceda agli adempimenti istruttori normativamente sanciti.

Consiglio di Stato sez. III, 06/08/2018, n.4827

La richiesta di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta del contratto con prestazioni corrispettive ha natura di domanda, non di eccezione

La richiesta di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta del contratto con prestazioni corrispettive (articolo 1467 c.c.) costituisce, anche quando proviene dalla parte convenuta per l’esecuzione del contratto, una vera e propria domanda, e non una eccezione, essendo diretta al conseguimento di una pronuncia che va oltre il semplice rigetto della domanda principale, né – tantomeno – una mera difesa.

Cassazione civile sez. II, 07/11/2017, n.26363

Risoluzione del contratto per eccessiva onerosità

L’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione determina, ai sensi dell’art. 1467 c.c., la risoluzione del contratto laddove vi sia, da un lato, lo squilibrio tra le prestazioni non previsto al momento della conclusione del contratto, e dall’altro la riconducibilità dell’eccessiva onerosità ad eventi straordinari ed imprevedibili, non rientrabili nella normale alea contrattuale. Il carattere della straordinarietà è valutato in modo oggettivo, dovendosi qualificare in base alla frequenza dell’evento, alle dimensioni ed all’intensità, mentre il carattere dell’imprevedibilità ha natura soggettiva facendo riferimento alla fenomenologia della conoscenza.

Tribunale Roma sez. II, 13/04/2017, n.7407

La domanda di risoluzione di un contratto con prestazioni corrispettive per eccessiva onerosità sopravvenuta deve essere corredata dalla rigorosa prova del fatto la cui sopravvenienza abbia determinato una sostanziale alterazione delle condizioni dello scambio negoziale originariamente convenuto tra le parti e della riconducibilità di tale alterazione a circostanze assolutamente imprevedibili.

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 03/07/2014, n.8878

Ai fini della risoluzione del preliminare di vendita di un bene immobile per eccessiva onerosità sopravvenuta nello spazio di tempo intercorso tra la conclusione del preliminare e la sua esecuzione, non costituiscono avvenimenti straordinari e imprevedibili, l’aumento progressivo di valore dell’immobile e la progressiva svalutazione della moneta, trattandosi di eventi che rientrano nella comune alea contrattuale.

Tribunale Bari sez. III, 26/03/2012, n.1069

Un suolo agricolo acquista vocazione edificatoria, rilevante ai fini dell’errore essenziale, solo dal momento dell’adozione da parte del consiglio comunale del piano regolatore o del piano di fabbricazione che ne prevede l’edificabilità. Pertanto, va rigettata la domanda di annullamento del contratto preliminare di acquisto del fondo per errore essenziale riconoscibile, difettando i presupposti ex art. 1427 c.c., se al momento della sua sottoscrizione, il piano regolatore generale non risulti essere stato ancora adottato, per essere la relativa delibera di approvazione intervenuta successivamente rispetto alla suddetta sottoscrizione, valendo tale circostanza ad escludere la vocazione edificatoria del medesimo fondo. Allo stesso modo non può trovare accoglimento la domanda riconvenzionale di risoluzione dello stesso contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta perché a tale scopo, l’aumento progressivo di valore dell’immobile e la progressiva svalutazione della moneta, nello spazio di tempo intercorso tra la conclusione del medesimo preliminare e la sua esecuzione, non costituiscono avvenimenti straordinari ed imprevedibili, trattandosi piuttosto di eventi che rientrano nella comune alea contrattuale.

Tribunale Bari sez. III, 26/03/2012, n.1069

L’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione, per potere determinare, ai sensi dell’art. 1467 c.c., la risoluzione del contratto richiede la sussistenza di due necessari requisiti: da un lato, un intervenuto squilibrio tra le prestazioni, non previsto al momento della conclusione del contratto; dall’altro, la riconducibilità dell’eccessiva onerosità sopravvenuta ad eventi straordinari ed imprevedibili, che non rientrano nell’ambito della normale alea contrattuale.

Il carattere della straordinarietà è di natura oggettiva, qualificando un evento in base all’apprezzamento di elementi, quali la frequenza, le dimensioni, l’intensità, suscettibili di misurazione (e, quindi, tali da consentire, attraverso analisi quantitative, classificazioni quanto meno di carattere statistico), mentre il carattere dell’imprevedibilità ha fondamento soggettivo, facendo riferimento alla fenomenologia della conoscenza. L’accertamento del giudice di merito circa la sussistenza dei caratteri evidenziati è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione adeguata ed immune da vizi.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 13/05/2010, n.1865

Con riguardo a un contratto di assicurazione contenente la clausola di regolazione del premio (in forza della quale nel contratto è indicato un premio minimo, fissato in via provvisoria e anticipata in un importo determinato, il quale alla fine del periodo assicurativo è regolato definitivamente sulla scorta dei dati variabili che l’assicurato si obbliga a comunicare all’assicuratore), la circostanza che in applicazione della clausola “de qua” si sia verificato il raddoppio dell’ammontare del premio pattuito, non giustifica l’accoglimento della domanda di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta di un tale contratto (sotto il profilo che si è determinata una notevole sproporzione tra le prestazioni contrattuali nel momento della esecuzione del contratto rispetto a quello della sua conclusione).

A norma dell’art. 1469 c.c., infatti, è esclusa l’applicazione di tale forma di risoluzione in relazione ai contratti aleatori per loro natura o per volontà della parti, cioè di quei contratti in cui non è noto, cioè è incerto, il rapporto tra l’entità del vantaggio e quello del rischio al quale ciascuna delle parti si espone contraendo, anche quando l’incertezza del risultato economico riguardi uno solo dei contraenti. Del resto il contratto di assicurazione rientra nella categoria dei contratti aleatori per natura atteso che il rischio è elemento necessario del contratto di assicurazione, per cui è necessario che l’alea investa e caratterizzi il negozio fin dalla formazione, in modo che sia incerto il vantaggio economico in relazione al rischio al quale le parti si espongono.

Tribunale Potenza, 01/09/2007

Risoluzione del contratto preliminare di vendita di un bene immobile per eccessiva onerosità sopravvenuta

Ai fini della risoluzione del contratto preliminare di vendita di un bene immobile per eccessiva onerosità sopravvenuta, verificatasi nello spazio di tempo intercorso fra la conclusione del preliminare e la sua esecuzione, non costituiscono avvenimenti straordinari ed imprevedibili – la cui sussistenza è riservata all’apprezzamento discrezionale del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità se immune da vizi di motivazione – l’aumento progressivo di valore dell’immobile e la crescente svalutazione della moneta, trattandosi di eventi che rientrano nella comune alea contrattuale.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, che aveva escluso che il mutamento – da agricolo ad edificatorio e residenziale – del regime urbanistico dell’immobile promesso in vendita, sopravvenuto rispetto alla data di stipula del contratto preliminare, integrasse gli estremi per procedere alla risoluzione del preliminare medesimo ex art. 1467 c.c.).

Cassazione civile sez. II, 11/04/2017, n.9314

Contratto aleatorio

L’alea normale di un contratto, che, a norma del comma 2 dell’art. 1467 c.c., non legittima la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, comprende anche le oscillazioni di valore delle prestazioni originate dalle regolari e normali fluttuazioni del mercato, qualora il contratto sia espresso in valuta estera: in tale ipotesi, infatti, le parti, nell’esercizio della loro autonomia negoziale, hanno assunto un rischio futuro, estraneo al tipo contrattuale prescelto, così rendendo il contratto di mutuo aleatorio in senso giuridico e non solo economico, quanto al profilo della convenienza del medesimo.

Cassazione civile sez. I, 21/04/2011, n.9263

Risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta

Non è circostanza idonea a fondare la domanda di risoluzione per impossibilità o eccessiva onerosità sopravvenuta, la mera difficoltà di adempiere le prestazioni patrimoniali aggiuntive, rispetto all’accordo di separazione omologato, dedotte con separata scrittura privata, qualora sia possibile ovviare a detta difficoltà attingendo ad altre risorse economiche diverse dal reddito da lavoro che ha subito un decremento; né è possibile lamentare l’eccessiva onerosità sopravvenuta delle prestazioni, che deve essere apprezzata con riferimento non alle mutate condizioni economiche del debitore ma al mutamento di valore della prestazione stessa dovuto a cause straordinarie ed imprevedibili.

Tribunale Perugia, 27/03/2009, n.88



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