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Proroga automatica apprendistato: come funziona?

30 Giugno 2021
Proroga automatica apprendistato: come funziona?

La legge offre ai datori di lavoro la possibilità di utilizzare un’apposita tipologia di contratto per la formazione e l’avviamento al lavoro dei giovani.

Sei stato assunto con un contratto di apprendistato. Si sta avvicinando la scadenza del periodo di formazione. Vorresti continuare a lavorare presso l’azienda come lavoratore subordinato. Ti chiedi se, alla fine del periodo formativo, il rapporto di lavoro termina o viene prorogato.

Il contratto di apprendistato consente ai giovani di entrare nel mondo del lavoro ricevendo una specifica formazione da parte del datore di lavoro. Ma cosa accade alla fine del periodo formativo? Esiste una proroga automatica apprendistato? Come funziona? In realtà, non è corretto parlare di proroga automatica del contratto di apprendistato. Più semplicemente, se nessuna delle parti recede alla fine del periodo formativo, il rapporto prosegue a tempo indeterminato come un ordinario contratto di lavoro subordinato. Ma andiamo per ordine.

Contratto di apprendistato: cos’è?

Il contratto di apprendistato [1] è una tipologia di contratto di lavoro a tempo indeterminato che persegue la finalità di fornire ai giovani una formazione specifica per l’ingresso nel mondo del lavoro. Si tratta di un contratto a causa mista posto che, alla causa tipica di ogni rapporto di lavoro, ossia lo scambio tra lavoro e retribuzione, se ne aggiunge un’altra, ovvero, la formazione dell’apprendista che deve essere erogata dal datore di lavoro.

Contratto di apprendistato: quali tipologie?

Nel nostro ordinamento, il contratto di apprendistato può essere utilizzato per perseguire diverse finalità. In particolare, talvolta, tale tipologia contrattuale si inserisce all’interno di un piano di studi che prevede anche dei periodi di formazione “sul campo”. In altri casi, invece, l’apprendistato serve a far apprendere un mestiere al lavoratore e a conseguire una determinata qualifica professionale. Infine, a volte, l’apprendistato è diretto all’inserimento lavorativo di professionalità altamente formate. Sulla base di queste tre diverse finalità, la legge prevede le seguenti tipologie di apprendistato:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  2. apprendistato professionalizzante;
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca.

Contratto di apprendistato: com’è disciplinato?

Il contratto di apprendistato deve essere redatto in forma scritta e deve contenere l’indicazione specifica del piano formativo individuale che l’apprendista seguirà durante il rapporto. La formazione è, infatti, un elemento imprescindibile di questo contratto e deve essere sempre garantita. Inoltre, nell’accordo, deve essere individuato un tutor aziendale, ossia, il soggetto interno all’organizzazione del datore di lavoro, che affiancherà l’apprendista nel percorso formativo.

Dal punto di vista retributivo, la legge offre al datore di lavoro la possibilità di ridurre la remunerazione dell’apprendista rispetto ad un lavoratore “standard”. La riduzione può derivare, alternativamente, da:

  1. possibilità di sotto-inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al cui conseguimento è finalizzato il contratto;
  2. stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio.

I contratti collettivi di lavoro stabiliscono quale delle due alternative è applicabile nel settore di riferimento.

L’apprendistato ha una durata minima di 6 mesi e dura, di solito, un massimo di tre anni, salvo diverse previsioni dei contratti collettivi di lavoro.

Proroga automatica apprendistato: cosa significa?

Viene spesso detto che, alla fine del periodo di formazione, il contratto di apprendistato si proroga automaticamente. Ma cosa significa? L’espressione è, in verità, utilizzata in modo improprio. La legge, infatti, prevede che, al termine del periodo di apprendistato, entrambe le parti possono recedere dal contratto [2] rispettando il periodo di preavviso di recesso previsto dal Ccnl. Il preavviso decorre dal medesimo termine. Se, però, nessuna delle parti esercita il diritto di recedere, il rapporto prosegue come un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Alla fine del periodo formativo, dunque, non si assiste ad una proroga del contratto ma ad una continuazione sine die a tempo indeterminato. La proroga, invece, presupporrebbe l’individuazione di una nuova data di scadenza finale.


note

[1] Art. 41 D. Lgs. 81/2015.

[2] Art. 2118 cod. civ.


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