Blocco licenziamenti: le rassicurazioni di Confindustria

25 Febbraio 2021 | Autore:
Blocco licenziamenti: le rassicurazioni di Confindustria

Il presidente Bonomi: gli imprenditori non vogliono cacciare via nessuno, ma ci vuole un intervento sulla cassa integrazione.

Nessuno vuole licenziare. Chi pensa che gli imprenditori stiano aspettando la fine del blocco dei licenziamenti per sfoltire il proprio organico sbaglia. Ma non si può prorogare questa norma in eterno: piuttosto, si pensi ad un potenziamento degli ammortizzatori sociali.

Ecco il pensiero del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi che, intervistato questa mattina dall’emittente radiofonica Rtl 102.5, da una parte rassicura i lavoratori e dall’altra chiede al Governo maggiori garanzie per le aziende in difficoltà.

«La nostra posizione è stata chiara dall’inizio», spiega Bonomi. «A inizio emergenza, Confindustria ha dichiarato che era giusto il blocco dei licenziamenti ma avevamo chiesto al contempo di affrontare una riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, che è l’unica via per uscire da un blocco che non può essere sine die. Oggi siamo di nuovo sotto scadenza a chiederci come poter uscire da questa dimensione».

Bonomi è proprio esplicito quando parla del possibile atteggiamento dei titolari delle aziende dopo il 31 marzo (o dopo il 30 giugno, se alla fine verrà prorogato il divieto): «Vi assicuro che nessun imprenditore sta pensando allo sblocco dei licenziamenti per poter mandare a casa le persone, anzi – incalza il capo di Confindustria a Rtl 102.5 – le aziende ci segnalano la difficoltà di trovare persone qualificate».

Bonomi propone anche la sua ricetta per trovare il giusto compromesso senza penalizzare né gli imprenditori né le imprese: «Bisogna fare una norma transitoria ma per le aziende che sono soggette a restrizioni e fortemente in crisi, come commercio e turismo, è corretto il blocco e la cassa integrazione a carico dello Stato, ma per le aziende che non hanno questi problemi si potrebbe usufruire della Cig ordinaria che pagano le aziende per 52 settimane e senza dover licenziare nessuno».

L’obiettivo di Confindustria è quello di non seminare il panico: «Dobbiamo dare un segnale alle imprese che si sta andando verso una normalizzazione, per consentire loro di fare investimenti e creare lavoro, sennò il blocco dei licenziamenti diventa blocco delle assunzioni», conclude Bonomi.

Riprende l’argomento in modo lapidario la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta ad un webinar organizzato da alcune testate giornalistiche: «Per arginare le conseguenze dell’emergenza coronavirus – sentenzia Furlan – abbiamo bloccato i licenziamenti ma non ci sono state azioni su chi aveva contratti a termine come i Co.Co.pro».

Dal canto suo, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, propone in un’intervista a Radio24 «un percorso che protegga tutti e se c’è volontà di affrontare questo tema possiamo farlo tutti insieme, come abbiamo fatto con il protocollo per la sicurezza, che oggi va peraltro aggiornato per i vaccini».

Il nodo della proroga del blocco dei licenziamenti (ipotizzata fino all’estate) farà parte, tra le tante altre cose, del nuovo Dpcm sulle misure anti-Covid che entrerà in vigore il 6 marzo e che resterà valido fino al 6 aprile, cioè fino al Lunedì dell’Angelo.



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1 Commento

  1. L’azienda mia non vede l’ora di licenziarmi ed economicamente è più che in attivo..purtroppo ho l’impressione che ce ne saranno molti di licenziamenti

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