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Quanto dura la separazione giudiziale?

30 Giugno 2021 | Autore:
Quanto dura la separazione giudiziale?

Se non si trova un accordo per la fine consensuale del matrimonio, quanto tempo trascorre tra il deposito del ricorso e la sentenza conclusiva?

Quando due coniugi avviano un processo di separazione, tra i vari pensieri c’è quello legato al tempo che deve trascorrere da quando si fa il primo passo fino a quando si mette definitivamente la parola fine. Se si intraprende la strada della separazione consensuale, sicuramente la procedura è molto più semplice e veloce. Se, invece, non si trova l’accordo, tutto si complica di più. Ma quanto dura la separazione giudiziale?

Questa soluzione, più lunga e costosa rispetto a quella consensuale, consiste in un procedimento civile ordinario che inizia dal ricorso di uno dei coniugi e che si conclude con una sentenza del giudice competente. In mezzo, una serie di udienze in cui ciascuna delle parti argomenterà le proprie ragioni per ottenere ciò che si ritiene spetti alla fine del matrimonio. Il ricorso deve essere presentato presso il tribunale del luogo in cui gli ex coniugi hanno avuto la loro ultima residenza o dove il proponente ha il domicilio.

Vediamo come si svolge e quanto dura la separazione giudiziale.

Separazione giudiziale: che cos’è?

La separazione giudiziale è un istituto alternativo alla separazione consensuale regolato dal Codice civile [1] e dal Codice di procedura civile [2]. Il procedimento ha lo scopo di stabilire non solo lo scioglimento del matrimonio ma anche i futuri rapporti patrimoniali dei coniugi e gli obblighi verso i figli e prende il via con la presentazione di un ricorso presso il tribunale del luogo in cui la coppia ha avuto la sua ultima residenza oppure in cui il coniuge che lo propone ha residenza o domicilio.

Secondo il Codice civile, la separazione «può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole». Più ampia la visione della Cassazione, secondo cui è legittimo chiedere la separazione quando anche solo uno dei coniugi si ritiene «disaffezionato o distaccato» spiritualmente dall’altro [3].

Separazione giudiziale: come funziona?

Una volta che uno dei coniugi ha presentato il ricorso in tribunale, il giudice emette un decreto per:

  • fissare la data dell’udienza che si dovrà tenere entro 90 giorni dal giorno in cui è stato depositato il ricorso e alla quale dovranno partecipare entrambi i coniugi di persona;
  • stabilire il termine entro il quale devono essere notificati al coniuge convenuto il ricorso e il decreto;
  • stabilire il termine entro il quale il coniuge convenuto può presentare una memoria difensiva e i documenti che ritenga opportuno.

I coniugi devono presentarsi all’udienza accompagnati dai loro avvocati. Vengono sentiti dal presidente del tribunale prima separatamente e poi insieme per il tentativo obbligatorio di conciliazione preventiva. Se questo tentativo si rivela inutile, il presidente del tribunale:

  • adotta dei provvedimenti provvisori sulla casa coniugale e sui figli;
  • assegna la causa ad un giudice istruttore;
  • fissa la data della prima udienza.

Separazione giudiziale: quanto dura il procedimento?

Quando si decide di avviare un procedimento di separazione giudiziale, si sa quando si comincia ma mai quando si finisce. In parte, dipende dai tempi dei tribunali, dalla disponibilità che ha il meccanismo della giustizia di fissare delle udienze in un arco temporale più o meno breve. E molto dipende anche dalle parti, dall’intenzione che hanno di cedere ad un certo punto e trovare un accordo oppure di darsi battaglia finché uno dei due dovrà arrendersi all’evidenza e accettare quanto disposto dal giudice. Mediamente, comunque, si può andare dai due ai quattro anni.

I tempi diventano particolarmente lunghi quando si decide di presentare appello o di ricorrere in Cassazione perché si è in disaccordo con quanto disposto sulla casa coniugale, sull’affidamento dei figli, sulle questioni patrimoniali e del mantenimento, ecc. Ma se i coniugi hanno voglia di chiudere la faccenda il più velocemente possibile, basterà un accordo durante il primo giudizio per concludere la procedura nell’arco di qualche settimana.

Infatti, bisogna tenere conto, come già detto, che nella prima udienza (dopo pochi mesi dalla presentazione del ricorso) il presidente del tribunale prende i primi provvedimenti provvisori con un’ordinanza. Decisioni che non si discosteranno molto da quelle contenute nella sentenza, il che significa che già i coniugi possono sapere come andranno a finire le cose e decidere se andare avanti a muso duro oppure se evitare inutili lungaggini.

Separazione giudiziale: quanto tempo passa prima del divorzio?

Già che parliamo di tempi, quanto deve passare tra la sentenza di separazione giudiziale e la richiesta di divorzio? Dal momento in cui i coniugi compaiono davanti al presidente del tribunale deve trascorrere un anno prima di presentare la domanda di divorzio. Il doppio, dunque, rispetto ai sei mesi richiesti in caso di separazione consensuale.

Esiste, infine, la possibilità che entrambi i procedimenti, cioè quello per la separazione giudiziale e quello per il divorzio, vengano accorpati in uno solo, trattandosi – come sostenuto dal tribunale di Milano – di due cause connesse.


note

[1] Art. 151 cod. civ.

[2] Artt. 706 e ss. cod. proc. civ.

[3] Cass. Sent. 7148/1992.


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