Fisco, valanga di controlli in arrivo: ecco chi rischia

25 Febbraio 2021 | Autore:
Fisco, valanga di controlli in arrivo: ecco chi rischia

L’Agenzia delle Entrate annuncia 340mila verifiche da qui alla fine del 2023. Nel mirino soprattutto partite Iva, professionisti, piccoli imprenditori.

Il Fisco è pronto a scatenarsi nell’attività che più gli piace: la caccia all’evasore. L’Agenzia delle Entrate annuncia una valanga di controlli in arrivo: 340mila nell’arco di tre anni. Rientrano nel «Piano della performance 2021-2023» predisposto dall’Agenzia. Comincino a prepararsi gli autonomi e le piccole imprese, perché chi ha una partita Iva può sentir bussare alla sua porta gli ispettori da un momento all’altro.

Dunque, 340mila controlli entro la fine del 2023, distribuiti – secondo le anticipazioni delle Entrate – in questo modo:

  • 90mila controlli nell’anno in corso;
  • 120mila controlli nel 2022;
  • 130mila controlli nel 2023.

L’obiettivo dichiarato dal Fisco è di concludere questa campagna di verifiche avendo recuperato 44 miliardi di euro dalla lotta all’evasione fiscale. L’Agenzia ha anche una sorta di tabella di marcia: 14 miliardi devono essere reperiti entro la fine di quest’anno, 15 nel 2022 ed altrettanti nel 2023.

Dove si andrà a cercare questo «tesoretto»? Le Entrate vogliono focalizzare la loro attività sugli evasori più gravi, presumendo che per colpa della pandemia eludano maggiormente le tasse. I controlli – avverte il Fisco – verranno effettuati grazie ad «un affinamento delle tecniche di analisi e valutazione del rischio di non compliance ed un monitoraggio più attento dei comportamenti dei soggetti ad elevata pericolosità fiscale».

Verrà passato al setaccio circa il 15% delle dichiarazioni dei redditi arrivate in Agenzia. Ma la lente del Fisco esaminerà soprattutto tutti i codici Ateco esclusi dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità, i cosiddetti Isa, che hanno subìto durante il periodo di imposta 2020 forti restrizioni a causa dell’emergenza Covid, tra limitazioni e chiusure delle loro attività. Un sistema di lavoro che sostituisce gli studi di settore e che può essere in grado di fornire molte informazioni che possono essere preziose ai fini dei controlli.

In pratica, gli indici sintetici di affidabilità fiscale per esercenti attività di impresa, arti o professioni sono stati creati per aiutare a far emergere le basi imponibili e per stimolare il rispetto degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, attraverso forme di comunicazione preventiva rispetto alle scadenze fiscali. Gli indicatori mostrano su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale di ogni contribuente. Una delle strategie dell’Agenzia durante i controlli sarà quella di passare al pettine quelli che hanno un punteggio più basso, cioè quelli che vengono ritenuti meno affidabili.

A rischio, però, non ci sono solo professionisti e piccoli imprenditori: l’Agenzia pensa anche di sperimentare l’utilizzo dell’archivio dei rapporti finanziari, ovvero l’Anagrafe tributaria. Va ricordato che il Fisco incrocia dal 2020 in modo più puntiglioso tutte le informazioni contenute nelle varie banche dati, a partire dai saldi e dai movimenti effettuati sui conti correnti in Italia o all’estero. Dati a cui l’Agenzia ha accesso libero, grazie anche all’obbligo in capo agli operatori finanziari di comunicare ogni anno la giacenza media che riguarda i rapporti di deposito e di conto corrente bancari e postali o assimilati.



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