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Sistema di videosorveglianza: quando e come si può installare

1 Luglio 2021
Sistema di videosorveglianza: quando e come si può installare

La ripresa delle immagini tramite video costituisce un trattamento di dati personali ed è soggetta a particolari limitazioni in ambiente di lavoro.

Sei un lavoratore dipendente e lavori presso un’azienda di grande distribuzione commerciale. Hai notato che sono state installate delle videocamere che puntano dritte sui lavoratori addetti alla cassa. Ti chiedi se l’installazione del circuito video con queste modalità sia legittima.

Nel nostro ordinamento, esiste un’apposita normativa a tutela della privacy dei cittadini. Inoltre, nei luoghi di lavoro, la riservatezza dei dipendenti potrebbe essere minacciata da comportamenti troppo invasivi da parte del datore di lavoro. Per questo, l’installazione di un sistema di videosorveglianza è soggetta a limiti e condizioni e, in questo articolo, vedremo quando e come si può installare.

La questione può avere delle conseguenze ben più gravi di quanto si possa pensare. Oltre a disattendere le norme in materia di protezione dei dati personali, infatti, il datore di lavoro che utilizza le telecamere per controllare a distanza i dipendenti commette anche un reato.

Controlli a distanza sui lavoratori: sono ammessi?

Il rapporto di lavoro subordinato [1] si caratterizza per la soggezione del dipendente al vincolo di subordinazione verso il datore di lavoro il quale può esercitare sul lavoratore tre principali poteri:

  1. potere direttivo: impartire ordini, istruzioni e direttive sulle modalità di svolgimento della prestazione di lavoro;
  2. potere di controllo: verificare come il dipendente esegue la prestazione di lavoro;
  3. potere disciplinare: infliggere sanzioni disciplinari al dipendente che si comporta in modo difforme alle direttive impartite e ai doveri che gli derivano dalla legge, dal Ccnl e dalla lettera di assunzione.

La possibilità del datore di lavoro di controllare l’attività di lavoro del dipendente è, dunque, una facoltà connaturata al rapporto di lavoro stesso. Tuttavia, tale controllo non può essere realizzato con ogni mezzo, essendo vietato, nel nostro ordinamento, il controllo a distanza sulla prestazione di lavoro realizzato tramite strumenti informatici ed impianti audiovisivi. La violazione di questo divieto espone il datore di lavoro a conseguenze penali poiché costituisce reato.

Sistema di videosorveglianza sul lavoro: quando si può installare?

Il divieto di controllo a distanza non preclude in assoluto la possibilità di installare un sistema di videosorveglianza nell’ambiente lavorativo. Tuttavia, la legge [1] esige che le videocamere vengano installate solo per il perseguimento di una delle seguenti finalità lecite:

  1. tutela del patrimonio aziendale;
  2. esigenze organizzative, tecniche e produttive aziendali;
  3. tutela della sicurezza dei lavoratori.

Deve, invece, ritenersi sempre vietato l’uso delle videocamere per controllare a distanza la prestazione di lavoro dei dipendenti.

Oltre al requisito della finalità lecita, la legge esige che, quando le telecamere possono, anche solo incidentalmente, riprendere dei lavoratori, prima di procedere all’installazione occorre:

  • sottoscrivere un accordo sindacale aziendale con le rappresentanze sindacali aziendali;
  • in caso di assenza delle Rsa/Rsu o di mancato accordo, ottenere l’autorizzazione da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

Sistema di videosorveglianza: i profili privacy

Anche quando viene installato lecitamente, il sistema di videosorveglianza determina sempre un trattamento di dati personali dei soggetti che, trovandosi a passare nel raggio visuale dell’impianto, vengono ripresi. La propria immagine è, infatti, un dato personale e, come tale, deve essere trattato nel rispetto della relativa disciplina [2].

Il datore di lavoro che installa le telecamere in azienda dovrà, dunque, redigere un’apposita informativa privacy nella quale vengono specificati:

  • i dati identificativi del titolare;
  • i contatti cui è raggiungibile il data protection officer (se presente);
  • le modalità del trattamento dei dati personali;
  • le finalità del trattamento dei dati personali;
  • i soggetti destinatari dei dati;
  • la base giuridica del trattamento;
  • i tempi di conservazione dei dati raccolti;
  • i diritti che possono essere esercitati dall’interessato al trattamento.

L’informativa deve essere tenuta a disposizione dei lavoratori che devono avere la possibilità di consultarla.

Sistema di videosorveglianza: come usare i dati raccolti?

La legge [3] prevede che i dati raccolti tramite gli impianti audiovisivi, solo nei casi in cui sono stati installati lecitamente, sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro e, dunque, teoricamente, possono anche essere usati per avviare un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente. Tale possibilità di utilizzo è, però, subordinata al rispetto, da parte del datore di lavoro, di due obblighi di informativa:

  1. informativa privacy;
  2. informativa relativa alla possibilità di effettuare i controlli sugli strumenti informatici.

Se il datore di lavoro pone alla base di un provvedimento disciplinare dei dati raccolti in modo illecito, il dipendente potrà eccepire la non utilizzabilità di quelle informazioni e, dunque, l’illegittimità del provvedimento assunto.


note

[1] Art. 4 co. 1 L. 300/1970.

[2] Regolamento (UE) n. 679/2016.

[3] Art. 4 co. 3 L. 300/1970.


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3 Commenti

  1. Tutti quei sistemi di videosorveglianza che avevano installato poco prima della pandemia in ufficio (dopo alcuni incidenti che si sono verificati sul lavoro), adesso restano inutilizzati perché chissà quando ci vorrà per ritornare a lavorare in presenza, Tutto sommato, vi dico che preferisco lavorare da casa, anche se mi mancano i contatti con i colleghi con cui un tempo andavamo a fare insieme la pausa pranzo fuori dall’ufficio e c’era tempo di confrontarsi anche per migliorare le prestazioni lavorative. Ora, in smart working, le aziende hanno sicuramente risparmiato i vari costi legati all’uso dei locali e al rimborso spese ecc. Ma come dovranno ammortizzare le spese della videosorveglianza inutilizzata. Insomma, a saperlo prima, avrebbero evitato questa spesa

  2. Se non fosse stato per i sistemi di videosorveglianza, non sarebbe stato possibile risalire ai comportamenti riprovevoli del nostro collega che metteva in atto condotte mobbizzanti umiliando gli altri in ufficio al solo scopo di svilire la loro professionalità fino ad arrivare alla dequalificazione e al demansionamento. Una serie di condotte non solo dimostrate dai filmati, ma poi confermate dalle vittime.

  3. All’inizio, eravamo molto scettici in ufficio perché può creare disagio lavorare sapendo di essere ripreso da un obiettivo. Sembra essere in un reality show, Ma poi ci hanno spiegato che la telecamera non è puntata sul soggetto e che la finalità è assicurare il corretto funzionamento dell’attività.

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