Cronaca | News

Covid: città e regioni a rischio da lunedì

25 Febbraio 2021
Covid: città e regioni a rischio da lunedì

Si avvicina il report settimanale che metterà nero su bianco le restrizioni territorio per territorio.

Il giorno dei dati è domani: venerdì. Come ogni settimana, appena prima del weekend, arriverà il rapporto della Cabina di regia (composta da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità) sui livelli di rischio nelle regioni.

Qualcosa, però, si può già anticipare. I numeri del Piemonte, per esempio, sono da zona arancione, dunque ci si aspetta un passaggio di questa regione dalla fascia gialla di minor rischio a quella di rischio intermedio. In quest’ultima giornata, l’Unità di crisi piemontese ha conteggiato 1.454 nuove infezioni, il 6,8% dei 21.391 tamponi giornalieri.

Altri cinque i territori in bilico, per ora tutti gialli, ma la situazione è destinata a cambiare da qui a lunedì, quando entreranno in vigore le ordinanze del ministero della Salute con i colori attribuiti a ogni Regione. Si tratta di Lazio, Lombardia, Marche, Puglia e Basilicata.

Tra queste, probabilmente, alcune riusciranno a mantenersi nella fascia più bassa di rischio, anche per un soffio, com’era successo al Lazio la scorsa settimana con il suo indice di trasmissione Rt fissato a 0,95. Altre, quelle con l’Rt da 1 in su, diventeranno arancioni.

Un nuovo colore fa il suo ingresso nella cartina delle aree di rischio: l’arancione scuro o zona arancione rafforzata. Già molti territori sono in questa situazione. L’allarme, oggi, è scattato per la provincia di Bologna, dove saranno adottati provvedimenti più severi per limitare il contagio: l’assessore alla Salute della Regione Emilia Romagna, Raffaele Donini, ha già annunciato il passaggio dell’hinterland di Bologna all’arancione scuro a partire da sabato 27 febbraio.

Vuol dire che, oltre alle restrizioni classiche della zona arancione (vietato spostarsi dalla regione, vietato spostarsi dal proprio Comune, bar e ristoranti chiusi al pubblico) prenderanno ulteriori provvedimenti, come la chiusura delle scuole dal primo marzo. Bologna è solo l’ultima delle numerose città dell’Emilia Romagna colorate di arancione scuro.

Una situazione sulla quale incidono soprattutto le varianti del Coronavirus, inglese, brasiliana e sudafricana, che si stanno diffondendo con rapidità. Secondo gli approfondimenti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), «in Italia si è stimato che la cosiddetta variante inglese del virus Sars-CoV-2 ha una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti, con una grande incertezza statistica tra il 18% fino ad arrivare a punte del 60%».

Inoltre, le mutazioni inglese e brasiliana sono state trovate per la prima volta nelle acque di scarico italiane. Emerge dai risultati di uno studio che dimostra come le acque di scarico possano diventare un indicatore utile per pesare la circolazione e distribuzione geografica delle varianti.

La maggiore contagiosità del virus aumenta il livello di pressione sul sistema sanitario. Insieme al numero di infezioni, infatti, aumenta anche la quantità di regioni in difficoltà con la gestione sanitaria dell’emergenza. Sale a otto (la settimana scorsa erano sei) il numero di regioni dov’è stata oltrepassata la cosiddetta soglia critica del 30% di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid.

È quanto riporta il monitoraggio aggiornato al 24 febbraio e pubblicato sul portale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Le regioni e province autonome in questione sono l’Umbria (57%), la Provincia autonoma di Trento (39%), l’Abruzzo (37%), l’Alto Adige (35%), le Marche e il Molise (36%), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (33%).



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