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Diffusione nomi condomini morosi

26 Febbraio 2021
Diffusione nomi condomini morosi

Privacy: è possibile comunicare i nomi dei condomini che non pagano le quote all’amministratore? 

La diffusione dei nomi dei condomini morosi rappresenta una problematica assai delicata, e tuttavia ricorrente, all’interno dei condomini. Non capita di rado che l’amministratore si trinceri dietro un’asserita privacy, per giustificare la sua reticenza, ogni volta che gli viene chiesto di rivelare le generalità di chi non paga le quote condominiali.  

La questione, però, pone alcune criticità. Da un lato, c’è il legittimo interesse dei condomini a sapere chi non rispetta le regole e, con il proprio inadempimento, pregiudica la corretta gestione delle entrate e delle uscite. Dall’altro, c’è la considerazione che, seppur costituisca un’evenienza del tutto naturale, l’essere “in bolletta” e non poter adempiere alle proprie obbligazioni rappresenta ancora una fonte di discredito. Secondo la Cassazione, dire «sei moroso», ossia «non paghi i debiti» costituisce un’offesa. Per cui, se pronunciata in pubblico e in assenza del diretto interessato, tale condotta integra il reato di diffamazione. 

Questo però non toglie che, all’interno del condominio, i condomini hanno diritto a sapere chi è in regola con le bollette e chi non lo è. E ciò per la fin troppo banale considerazione che lo stato di salute delle casse condominiali è affare di tutti. Il condominio non è un ente come una società o un’associazione, ma la sommatoria dei singoli proprietari i quali mantengono la titolarità diretta sui beni comuni, ivi compreso il conto corrente acceso dall’amministratore.

Alla luce di ciò, quali norme regolano la diffusione dei nomi dei condomini morosi? Ecco alcune importanti regole da sapere.

Bisogna rispettare la privacy dei condomini morosi? 

Anche i morosi hanno una privacy, ma solo nei confronti dei terzi, di coloro cioè che non fanno parte del condominio. Pertanto, l’amministratore non può affiggere nell’androne condominiale l’elenco dei condomini morosi, con l’invito a mettersi in regola o, addirittura, con l’indicazione dell’importo dovuto: si tratterebbe infatti di una comunicazione accessibile anche a terzi estranei. Il Garante per la Privacy ha stabilito che questo tipo d’iniziativa contrasta con il diritto alla privacy dei destinatari. 

La Corte di Cassazione [1] ha addirittura ravvisato il reato di diffamazione nell’affissione nella bacheca condominiale, potenzialmente accessibile anche agli estranei, dell’elenco dei condomini morosi. In più occasioni, i giudici supremi hanno ravvisato il reato nell’affissione, in un luogo accessibile non già ai soli condomini (per i quali può sussistere un interesse giuridicamente apprezzabile alla conoscenza dei fatti) ma a un numero indeterminato di altri soggetti, del comunicato nel quale un condomino era indicato come moroso [2]. 

Si possono conoscere i nomi dei condomini che non pagano?

Il rispetto della privacy dei morosi non toglie l’obbligo, per l’amministratore di condominio, di comunicare – a chi gliene faccia richiesta – i nomi dei condomini non in regola con i pagamenti. E questo perché, come anticipato sopra, è nei loro diritti conoscere la gestione della contabilità, con tutte le entrate e le uscite. Peraltro, non rivelare i nomi dei morosi impedirebbe al singolo di agire contro di loro: secondo infatti la giurisprudenza, non solo l’amministratore ma ogni singolo partecipante al condominio può ricorrere al giudice per il recupero dei crediti nei confronti di chi non paga. 

Rivelare i nomi dei morosi ai creditori

La recente riforma del condominio stabilisce che, nel caso di azione esecutiva intrapresa dai creditori nei confronti del condominio, questi devono agire prima nei confronti di chi non è in regola con i pagamenti e poi verso tutti gli altri. Sarà l’amministratore quindi a rivelare loro i nomi dei morosi. Il primo comma dell’art. 63 disp. att. Codice civile, come modificato dalla legge di riforma, ha trasformato questa facoltà in un obbligo, stabilendo appunto che l’amministratore è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.

Sempre il Garante per la protezione dei dati personali, con nota del 21/7/2008, ha precisato che l’amministratore può comunicare ai creditori del condominio i nominativi dei condomini morosi, i millesimi di cui sono titolari e gli importi dovuti.   


note

[1] Cass. sent. n. 35543 del 26/9/2007.

[2] Cass. sent. n. 13540 del 13/2/2008


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