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Lo sai che? Oggetto difettoso acquistato all’estero: causa nel Paese d’origine

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2014

Controversie transnazionali: per la Corte Ue l’azione di responsabilità nel caso di prodotti difettosi acquistati all’estero va avviata nello Stato di fabbricazione.

Il consumatore che ha acquistato un bene difettoso prodotto in un Paese Ue diverso da quello in cui risiede, per promuovere l’azione di responsabilità deve rivolgersi al giudice dello Stato di fabbricazione. Lo ha chiarito la Corte di giustizia dell’Unione in una recente sentenza [1].

La sentenza, sebbene da un lato consente di individuare più chiaramente il tribunale presso cui agire, dall’altro lato, sembra tutelare meno il danneggiato.

I giudici hanno spiegato che è il luogo di produzione del bene che deve essere considerato come quello del fatto generatore del danno. Di conseguenza, in base alla legge [2], è in quello Stato che deve essere radicata la competenza del giudice a decidere (cosiddetta “giurisdizione”).

In termini molto concreti, il consumatore dovrà iniziare una causa all’estero, con tutti gli aggravi di costi e difficoltà logistiche che ne derivano.

La norma, infatti, che si occupa delle competenze speciali, dispone che in materia di illeciti civili dolosi o colposi è competente il giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire. Per la Corte, nei casi di responsabilità da prodotti difettosi, in linea di principio, questo è il luogo in cui il prodotto è stato fabbricato.

Nel caso delle azioni di responsabilità per danno da prodotti difettosi, il fatto che genera il danno è quello della produzione del bene e, di conseguenza, dovrà essere affidata la competenza al giudice del luogo in cui si è realizzato il fatto che ha danneggiato il prodotto, che è quello della produzione.

In via generale, quindi, la giurisdizione è del giudice dello Stato membro in cui il prodotto è stato fabbricato.

Una scelta – precisa la Corte Ue – che non solo permette di individuare in anticipo e con certezza il giudice competente, a vantaggio sia del consumatore sia del produttore, ma consente anche di raccogliere in modo più efficace i mezzi di prova per dimostrare il difetto del prodotto.

Diritto d’autore

Con riferimento alla lesione del diritto d’autore, la Corte di Giustizia [3] ha affermato che se il danno è provocato da una società con sede in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede il titolare del diritto d’autore, l’azione giurisdizionale deve essere avviata dinanzi ai giudici dello Stato membro in cui l’atto è registrato, ma limitatamente ai danni provocati su quel territorio.

Danno da sostanze

Invece, la competenza giurisdizionale spetta al giudice del luogo sul cui territorio si è verificato concretamente il danno, provocato da una sostanza acquistata in un altro Paese membro. La nozione include sia il luogo in cui si è verificato l’evento che ha generato il danno, sia quello in cui è insorto concretamente il danno [4].

Acquisti sul web

Con un’altra sentenza [5], la Corte Ue ha stabilito regole favorevoli al consumatore. I giudici hanno infatti permesso a una coppia di turisti insoddisfatti di rivolgersi al giudice del loro domicilio [6] per citare sia il sito web da cui avevano acquistato il viaggio, con sede in un altro Paese Ue, sia il tour operator, con sede nel loro stesso Stato, ma in un’altra città.

note

[1] C. Giust. sent. del 16.01.2014 (causa C-45/13, Kainz).

[2] In base all’articolo 5, paragrafo 3 del regolamento Bruxelles I 44/2001 sulla competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (che dal 10 gennaio 2015 sarà sostituito dal regolamento 1215/2012, Bruxelles I bis, del 12 dicembre 2012).

[3] C. Giust. sent. del 3.10.2013 (causa C-170/12).

[4] Lo ha chiarito la Corte Ue con la sentenza del 16 luglio 2009, nella causa C-189/08.

[5] C. Giust sent. del 14.11.2013 (C-478/12).

[6] In base al regolamento 44/2001.


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