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Decreto ingiuntivo: perché conviene l’opposizione

3 Luglio 2021 | Autore:
Decreto ingiuntivo: perché conviene l’opposizione

L’impugnazione di un provvedimento monitorio è molto importante per diversi aspetti. Te ne parleremo in questo articolo.

Tanti anni fa, hai garantito un debito di tuo padre che, però, non ha mai restituito. Oppure, tempo addietro, hai ricevuto un prestito per acquistare i mobili nuovi per la tua abitazione. Purtroppo, anche a causa della perdita del lavoro, non hai potuto saldare tutte le rate. In questi come in altri casi, potresti ricevere un decreto ingiuntivo. Si tratta, in particolare, di un provvedimento di un giudice in cui ti viene ordinato di pagare la somma arretrata, oltre agli interessi e alle spese legali. Dall’atto, però, si capisce che potresti fare ricorso.

Pertanto, cosa significa e soprattutto se ricevi un decreto ingiuntivo, perché conviene fare opposizione? Per rispondere a questa domanda bisogna approfondire l’argomento. Devi sapere, quindi, cos’è un decreto ingiuntivo e se può trasformarsi, in poco tempo, in un titolo con il quale il creditore potrebbe, persino, pignorare un conto corrente o uno stipendio.

Inoltre, è bene comprendere termini e modalità dell’azione legale con la quale si vuole contrastare questo provvedimento. Infine, è importante conoscere effetti e benefici dell’opposizione al decreto ingiuntivo. Non ti resta, quindi, che proseguire nella lettura per avere una compiuta informazione sull’argomento.

Decreto ingiuntivo: cos’è?

Nel tentativo di recuperare, giudizialmente, una somma mai ricevuta, un creditore può chiedere un decreto ingiuntivo a carico del debitore. Si tratta di un provvedimento che si ottiene al termine di un procedimento giudiziario molto semplice e, per questo motivo, definito sommario. L’avvocato della banca o della finanziaria, infatti, deve semplicemente produrre un ricorso ed allegare la prova scritta del credito del cliente.

A quel punto, trascorse poche settimane, fatta eccezione per gli uffici giudiziari molto intasati, il giudice competente emetterà il decreto ingiuntivo. All’interno dello stesso, verrà ordinato al debitore di pagare la somma in contestazione, gli interessi maturati e le spese legali. Ricorda che il debitore non deve sottovalutare la situazione poiché, con questo provvedimento, il creditore potrebbe avviare anche un pignoramento.

Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo: cos’è?

In alcune circostanze, il decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo. Lo è, ad esempio, quando si tratta di pagare delle quote condominiali arretrate o contestate. Oppure è tale quando si tratta di recuperare dei canoni di locazione dall’inquilino moroso. In queste, come in altre ipotesi particolari, il creditore può utilizzare il decreto per avviare l’azione esecutiva. Lo può fare anche se il debitore propone l’opposizione ed impugna il provvedimento. In questa sede, però, il debitore potrebbe chiedere la sospensione della provvisoria esecutività del decreto.

Decreto ingiuntivo: è possibile il pignoramento?

La regola vuole che il decreto ingiuntivo non possa essere utilizzato come un titolo per poter avviare un’azione esecutiva. È necessario, infatti, che trascorra il termine di legge previsto per fare opposizione, senza che la stessa sia stata proposta.

Pertanto, solo se arrivasse un decreto ingiuntivo e non venisse fatta opposizione, il provvedimento diventerebbe esecutivo. A quel punto, il creditore, per mezzo del suo avvocato, potrebbe utilizzarlo, al pari di una sentenza, per pignorare il conto corrente del debitore o il suo stipendio o la sua pensione. Ecco perché conviene fare opposizione entro il termine massimo consentito.

Opposizione a decreto ingiuntivo: entro quando?

La legge dice che il debitore ha quaranta giorni per fare opposizione, inviando un atto di citazione alla controparte. Il termine inizia dal giorno in cui ti arriva il plico contenente l’atto giudiziario. Escludendo, questa data, devi conteggiare il tempo a tua disposizione, considerando che se l’ultimo giorno scade di sabato o di domenica, dovrà essere posticipato al lunedì successivo. Obiettivamente, non si tratta di moltissimo tempo, ma se sarai tempestivo nel far valutare la situazione ad un legale di fiducia, vedrai che non ci saranno particolari problemi nell’articolare una difesa efficace.

Opposizione a decreto ingiuntivo: effetti

Il primo effetto che, senza alcun dubbio, produce l’opposizione a decreto ingiuntivo è guadagnare del tempo. Infatti, devi considerare che, per le cause dinanzi al tribunale, tra il momento in cui si invia la citazione e la prima udienza, devono trascorrere almeno 90 giorni. Inoltre, frequentemente, le cause sono oggetto di rinvii d’ufficio. Non è improbabile, quindi che, tra la data in cui hai ricevuto il decreto e quella fissata per discutere l’opposizione, passino diversi mesi. Questo periodo potrà servire, ad esempio, per ragionare sulla vicenda e raggiungere un accordo con il creditore.

Con l’opposizione, inoltre, è possibile chiedere la sospensione del decreto ingiuntivo, qualora fosse stato dichiarato provvisoriamente esecutivo. Ad esempio, sarebbe possibile farlo se ha per oggetto delle quote condominiali contestate e nel frattempo è stata impugnata l’assemblea che le ha disposte.

Infine, non dimenticare mai che, con questa azione legale, hai la possibilità di dimostrare che le ragioni del creditore sono illegittime. Ad esempio, sarebbe possibile in tutti quei casi in cui la pretesa è basata su un contratto nullo o contenente delle clausole invalide. Con l’opposizione, quindi, avresti la possibilità di far revocare il decreto e di liberarti definitivamente dal debito.



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