Diritto e Fisco | Articoli

Regole videosorveglianza in palestra e impianti sportivi

3 Luglio 2021
Regole videosorveglianza in palestra e impianti sportivi

I titolari di centri fitness devono prestare attenzione alla tutela dei dati personali degli utenti e dei dipendenti.

Sei iscritto in una palestra e hai notato che sono state installate delle videocamere. Vuoi sapere in che modo verranno trattati i tuoi dati personali, soprattutto con riferimento alle immagini riprese negli spogliatoi.

L’installazione di sistemi di videosorveglianza è sempre più diffusa per prevenire furti e rapine e per individuare agevolmente i soggetti che si rendono responsabili di simili malefatte. Riprendere un ambiente in cui sono presenti delle persone, tuttavia, realizza sempre un trattamento di dati personali che deve avvenire nel rispetto delle regole previste dal Gdpr. Quali sono, in particolare, le regole videosorveglianza in palestra e impianti sportivi?

Questi ambienti pongono una particolare esigenza di tutela della riservatezza, soprattutto quando il circuito di telecamere è installato anche negli spogliatoi. Inoltre, se le videocamere possono riprendere i dipendenti del centro fitness occorre rispettare ulteriori cautele.

Videosorveglianza e privacy: quale rapporto?

L’immagine di una persona è un dato personale, ossia, un’informazione che consente di individuare una persona fisica. Nel nostro ordinamento, i dati personali possono essere trattati solo se vengono rispettate le regole previste dal Gdpr [1] e dalla disciplina interna adottata dal legislatore [2]. Esiste, dunque, uno stretto legame tra videosorveglianza e privacy in quanto il circuito di telecamere, riprendendo le persone fisiche, realizza un trattamento di dati personali che deve avvenire in compliance con le predette normative.

Il tema è particolarmente delicato quando le telecamere vengono installate in un luogo aperto al pubblico oppure quando gli impianti audiovisivi possono riprendere dei dipendenti mentre svolgono la loro prestazione di lavoro.

Videosorveglianza palestre: quali regole?

I gestori di palestre ed impianti sportivi spesso installano le telecamere all’interno della struttura per prevenire furti e tutelare il patrimonio aziendale. Non ci sono divieti che impediscono di fare ciò ma occorre prestare molta attenzione alla privacy.

Ecco quali sono le regole da seguire:

  1. posizionare la segnaletica: gli utenti della palestra devono essere informati della presenza di telecamere. I cartelli devono essere installati sia nell’area di ingresso sia nei locali videosorvegliati;
  2. conservare le registrazioni per un massimo di 72 ore, salvo autorizzazioni specifiche o richieste dell’autorità pubblica;
  3. mettere a disposizione degli utenti una dettagliata informativa privacy che illustri le finalità, la base giuridica e le modalità del trattamento, i soggetti cui saranno comunicati i dati personali e i diritti dell’interessato;
  4. nominare un responsabile della videosorveglianza e consentire che solo lui possa accedere alle immagini che sono state riprese dalle videocamere. Tale soggetto dovrà ricevere una specifica formazione.

Videosorveglianza palestre: è ammessa negli spogliatoi?

Particolarmente delicata è l’eventuale installazione della videosorveglianza negli spogliatoi dove, con tutta evidenza, vi sono esigenze di tutela della riservatezza particolari. Spesso, sono proprio gli iscritti al centro che vorrebbero la presenza delle telecamere per prevenire i furti negli armadietti. Tuttavia, data la particolare riservatezza dell’area, è bene evitare di mettere le videocamere nello spogliatoio, salva la possibilità di installarle negli spazi antistanti.

Videosorveglianza palestre: è ammessa per riprendere i dipendenti?

Nelle palestre, i dipendenti della struttura, molto spesso, svolgono la propria prestazione di lavoro al fianco degli utenti. Basti pensare ai personal trainer che seguono l’utente mentre svolge gli esercizi. Nei casi in cui il circuito di videocamere dovesse riprendere anche i lavoratori, occorre rispettare ulteriori regole. Nel nostro ordinamento [3], infatti, non è consentito utilizzare impianti audiovisivi per effettuare un controllo a distanza sul lavoratore mentre svolge la propria prestazione. Chi infrange questo divieto, commette un reato.

Prima di installare un circuito di telecamere che può, potenzialmente, riprendere anche i dipendenti occorre, alternativamente:

  1. sottoscrivere un accordo sindacale con le rsa/rsu;
  2. ottenere l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

L’accordo sindacale o l’autorizzazione amministrativa è subordinato al fatto che l’installazione dell’impianto non persegua la finalità di controllare a distanza i dipendenti ma sia finalizzato ad uno dei seguenti scopi leciti:

  1. tutela del patrimonio aziendale;
  2. esigenze tecniche, organizzative e produttive aziendali;
  3. sicurezza sul lavoro.

note

[1] Regolamento (UE) n. 679/2016.

[2] D. Lgs. 101/2018.

[3] Art. 4 L. 300/1970.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube