Diritto e Fisco | Editoriale

Abolito l’anatocismo bancario ma la nuova norma sul calcolo degli interessi è contraddittoria

17 febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2014



La Legge di Stabilità ha espressamente vietato la diffusa pratica bancaria di praticare interessi sugli interessi già maturati; la norma introduttiva del divieto è però formulata in modo contraddittorio e genera problemi di applicazione.

La Legge di Stabilità ha previsto per la prima volta il divieto, per le banche, di applicare l’anatocismo bancario: in pratica, gli istituti di credito, a partire da gennaio 2014, non possono più applicare gli interessi sugli interessi già maturati sul capitale.

La nuova norma del Testo unico bancario [1] dispone infatti che il Comitato Interministeriale di credito e risparmio stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che:

a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;

b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.

Dunque, il divieto di anatocismo è contenuto espressamente alla lettera b): gli interessi periodicamente capitalizzati non possono più produrre interessi ulteriori; questi ultimi, al contrario, nelle successive operazioni di capitalizzazione, andranno calcolati solo sulla sorte capitale.

La novità introdotta dalla norma è di notevole importanza perché tutela i correntisti da tutte le cosiddette pratiche anatocistiche e, anche, dagli interessi usurari.

Tuttavia, il testo della disposizione alla lettera b) è formulato in modo contraddittorio e crea delle difficoltà applicative.

La prima parte del testo, parlando di interessi periodicamente capitalizzati, prevede che, nel momento della capitalizzazione, quelli che originariamente sono due elementi distinti (interesse da un lato e capitale dall’atro) si fondono un’unica posta, cioè il capitale.

La seconda parte del testo prevede poi che, nelle successive capitalizzazioni, gli ulteriori interessi potranno essere calcolati solo sulla sorte capitale (separata quindi dagli interessi già maturati).

La contraddizione sta in questo: se gli interessi ulteriori vanno calcolati solo sul capitale, ma il capitale risulta già composto anche da interessi (a seguito della prima capitalizzazione) di fatto è impossibile separare le due componenti ormai fuse.

A causa della capitalizzazione, non è materialmente applicabile il calcolo degli interessi solo sulla sorte capitale, con la conseguenza che gli interessi ulteriori andranno di fatto a colpire l’intero saldo (capitale più interessi) e non solo la sorte capitale.

Posta la contraddittorietà della norma, il calcolo degli interessi rischia di provocare nuovamente il fenomeno dell’anatocismo bancario. A scanso di equivoci sarebbe, dunque, opportuno interpretare la nuova norma nel senso più aderente all’intenzione del legislatore ed evitare il calcolo di interessi sugli interessi.

note

[1] Art. 120 T.U.B. così come modificato dal comma 629 della legge 27.12.2013 n.147 (cd Legge di stabilità 2014).

Autore immagine: 123rf.com

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3 Commenti

  1. Niente è impossibile. L’interesse può sommarsi al capitale e formare un nuovo capitale. Oppure rimanere separato per essere aggiunto a tempo debito.
    Il capitale iniziale rimane l’unico referente.
    In caso di interesse positivo a favore del cliente, l’interesse del primo periodo andrà a formare un secondo capitale separato al quale si calcola l’interesse dei periodi successivi, per poi sommare il tutto.

  2. Sarebbe stato più semplice abolire il decreto 342/99 che ha portato alla circolare CICR 09/02/2000. In questo modo si sarebbe ripristinata la situazione ex ante. In questo modo si sarebbe tornati ad utilizzare un unico sistema di ricalcolo degli interessi escudendo gli effetti dell’anatocismo anche per i conti aperti dopo la circolare CICR. Ora invece ha creato uno scenario in cui fino all’entrata in vigore della circolare CICR si calcola l’anatocismo successivamente a tale data se il cliente ha accettato la pari capitalizzazione l’anatocismo è ammesso ed ora non si capisce che cosa si debba fare.

  3. Mi sfugge un passaggio: l’anatocismo non era vietato già da prima? Di fatto da anni si fanno analisi e perizie per gli interessi usurari e per l’anatocismo.

    Buona giornata a tutti

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