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Quanto tempo dura la separazione consensuale?

5 Luglio 2021 | Autore:
Quanto tempo dura la separazione consensuale?

I coniugi possono sospendere consensualmente gli effetti civili del matrimonio, ricorrendo a un determinato istituto giuridico. Decorso il periodo di tempo prescritto dalla legge, possono sciogliere definitivamente il vincolo matrimoniale.

Le cose tra te e tuo marito non vanno più bene da un po’, perciò, intendete separarvi consensualmente. Avete già definito di comune accordo le questioni relative al patrimonio, all’assegno di mantenimento, all’affidamento dei figli e all’assegnazione della casa coniugale. Rimane solo da stabilire la modalità in cui dovrà avvenire la separazione consensuale, potendo scegliere tra diverse soluzioni disciplinate dalla legge.

Dopo quanto tempo dalla separazione potrete divorziare, o meglio, quanto tempo dura la separazione consensuale? La riforma del cosiddetto divorzio breve [1] ha previsto la possibilità di sciogliere gli effetti civili del matrimonio rapidamente. Più precisamente, la separazione consensuale ha una durata di 6 mesi, decorsi i quali sarà possibile divorziare, facendo così venire meno il vincolo matrimoniale definitivamente [2].

Quali sono le modalità per separarsi consensualmente

Il legislatore italiano ha stabilito modalità differenti per la separazione consensuale. 

In particolare, tu e tuo marito potrete scegliere di:

  • depositare un ricorso congiunto, contenente in modo dettagliato i termini dell’accordo raggiunto, presso la cancelleria del tribunale territorialmente competente in base al luogo in cui uno di voi due ha la residenza o il domicilio. In tal caso, potrete essere assistiti da un unico avvocato oppure da un avvocato diverso. Dopo la presentazione del ricorso, verrà fissata un’udienza di comparizione davanti al Presidente del tribunale, durante la quale questi ascolterà te e tuo marito, prima separatamente e poi congiuntamente, e tenterà la conciliazione. Se la conciliazione non dovesse riuscire, il presidente rimetterà il fascicolo al collegio, che deciderà in camera di consiglio per il decreto di omologazione; 
  • presentare un ricorso per separazione giudiziale che, successivamente, potrà essere convertita in separazione consensuale durante la prima udienza presidenziale;
  • ricorrere alla negoziazione assistita, con la necessaria presenza di un avvocato per ciascun coniuge [3]. In questa ipotesi, tu e tuo marito dovrete prima raggiungere un accordo, all’esito di una procedura conciliativa condotta con l’assistenza dei vostri legali. Tale accordo, poi, andrà formalizzato per iscritto e verrà sottoscritto dagli avvocati, che ne attesteranno la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico e certificheranno l’autenticità delle vostre firme. Solo se l’accordo rispetterà questi elementi, produrrà gli stessi effetti della separazione omologata dal tribunale. L’accordo andrà sottoposto al vaglio del pubblico ministero, che sarà assai stringente in presenza di figli minori, prima di essere trasmesso allo stato civile per le necessarie annotazioni;
  • recandovi in Comune e separandovi dinanzi al sindaco o ad un altro ufficiale dello stato civile. Tale procedura non sarà possibile se sono presenti figli minorenni o maggiorenni ma non autosufficienti economicamente, incapaci di intendere e di volere o portatori di handicap [4].

Rispetto all’iter giudiziale, la separazione consensuale è un’operazione abbastanza rapida. Infatti, in alcune circostanze sarà possibile risolvere la questione in poche settimane, arrivando al massimo ad alcuni mesi. Le tempistiche dipendono dalla disponibilità del tribunale di riferimento, del Sindaco, se vi affiderete al Comune, oppure dei legali e dal raggiungimento di un accordo per la negoziazione assistita.

Quanto tempo dura la separazione consensuale?

La legge prevede che tra la separazione e il divorzio ci debba essere un termine di 6 mesi, che decorrono:

  • dall’avvenuta comparizione dei coniugi dinanzi al presidente del tribunale, nell’ipotesi di separazione consensuale; il predetto termine decorrerà indipendentemente dal momento in cui verrà pronunciato il decreto di omologazione da parte del tribunale. Pertanto, potrete presentare il ricorso per il divorzio anche se, in ipotesi, detto decreto verrà pronunciato poco prima della scadenza dei 6 mesi dall’udienza presidenziale;
  • da quando il giudizio contenzioso è stato trasformato in consensuale;
  • dalla data certificata nell’accordo di separazione raggiunto a seguito di negoziazione assistita;
  • dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile.

Allo scadere dei 6 mesi, quindi, tu e tuo marito potrete chiedere lo scioglimento del vincolo matrimoniale e la durata del relativo procedimento dipenderà dalla tipologia di divorzio prescelta. Infatti, la legge prevede procedure uguali a quelle stabilite per la separazione.

Pertanto, se sarete d’accordo sui contenuti del divorzio, potrete utilizzare una procedura consensuale, davanti al tribunale, al Comune oppure la negoziazione assistita. 

Quali documenti servono per la separazione consensuale

Indifferentemente dal tipo di procedimento prescelto, per la separazione consensuale sarà necessaria la presentazione di una serie di documenti

In particolare, dovrete fornire:

  • una copia integrale dell’atto di matrimonio;
  • una copia del documento d’identità e del codice fiscale di entrambi i coniugi;
  • il certificato di residenza e lo stato di famiglia anche contestuale, di entrambi i coniugi;
  • la dichiarazione dei redditi relativi agli ultimi 3 anni di entrambi i coniugi.

Separazione consensuale: è possibile l’addebito?

Diversamente da quanto avviene nel caso di separazione giudiziale, nell’ipotesi di separazione consensuale pronunciata dal tribunale, non è possibile ottenere l’addebito. Infatti, il Codice civile prevede che il giudice, pronunciando la separazione, dichiara, qualora ne ricorrano le circostanze e sia richiesto, a quale dei coniugi è addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio. Ne consegue che solo se si tratta di una separazione giudiziale, il giudice può decidere se addebitarla o meno a uno dei coniugi.

Inoltre, la Cassazione ha evidenziato che successivamente alla pronuncia di separazione senza addebito ovvero nel caso di omologazione di separazione consensuale, le parti non possono chiedere né per fatti sopravvenuti né per fatti anteriori alla separazione, una pronuncia di addebito [5].

Pertanto, per coloro che decidono di separarsi consensualmente, accordandosi sulle relative condizioni, non è possibile domandare l’addebito.

Divorzio senza separazione: è ammesso?

Non sempre è necessaria la separazione prima del divorzio. Ciò avviene in presenza di alcune limitate ipotesi ovvero di situazioni di particolare gravità che escludono qualsiasi possibilità di riconciliazione tra le parti.

Nello specifico, quando:

  • il matrimonio non è stato consumato;
  • uno dei due coniugi ha subito una condanna per avere commesso gravi reati nei confronti dell’altro coniuge o di altri componenti della famiglia;
  • uno dei due coniugi ha cambiato sesso e ha ottenuto una sentenza che dispone una rettifica della sua iscrizione allo stato civile; 
  • uno dei due coniugi, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero una sentenza di annullamento o scioglimento del matrimonio, oppure ha contratto altre nozze all’estero.

Quindi, solo se si rientra in una della predette ipotesi, è possibile divorziare senza separazione. In tutti gli altri casi, invece, è indispensabile chiedere la sospensione degli effetti civili del matrimonio con una delle modalità già sopra riportate e successivamente divorziare.


note

[1] L. n. 55/2015.

[2] Art. 3 n. 2 lettera b) L. n. 898/1970.

[3] L. n. 162/2014.

[4] L. n. 162/2014.

[5] Cass. Civ. sent. n. 6625/2005.


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