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Come creare una petizione popolare?

3 Luglio 2021 | Autore:
Come creare una petizione popolare?

La procedura per organizzare una raccolta di firme allo scopo di avanzare una richiesta di abrogazione o una proposta di legge. Farlo online è legale?

«Quando si agisce cresce il coraggio, quando si aspetta cresce la paura». Il drammaturgo romano Publilio Siro incitava così nel I secolo avanti Cristo a non attendere che siano sempre gli altri a fare il primo passo per risolvere i problemi, ma a prendere l’iniziativa in prima persona. Oggi, 20 secoli dopo, ci sono degli strumenti legali per farlo. Come creare una petizione popolare? L’importante è essere determinati a farlo.

Ogni cittadino vanta il diritto di fare una petizione popolare, o raccolta di firme che dir si voglia, per tentare di cambiare quello che, a suo giudizio, non va e chiedere al legislatore, cioè al Parlamento, ma anche ad un ente pubblico territoriale o locale (Regioni e Comuni) che certi provvedimenti vengano adottati o cancellati. Lo dice la Costituzione, all’articolo 50: «Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità». Tuttavia, non è che deputati e senatori possono esaminare le singole petizioni di 60 milioni di persone: occorre che una petizione popolare raccolga un certo consenso, che si manifesti il bisogno collettivo di modificare, di approvare o di abolire una determinata legge. A questo serve la raccolta di firme per appoggiare una petizione che, proprio per questo motivo, si definisce «popolare».

C’è una procedura prevista per portare avanti con successo una petizione popolare. Vediamo come si crea e quali passaggi occorre rispettare.

Petizione popolare: che cos’è?

Formalmente, la petizione popolare è una richiesta ad un’autorità o ad un ente pubblico per chiedere di adottare o di cancellare un provvedimento. Si tratta, dunque, di uno dei principali strumenti che la democrazia concede al popolo.

La petizione popolare può essere presentata alle Camere, che esercitano il potere legislativo, oppure alle Regioni o ai Comuni. Questi ultimi, infatti, secondo il Testo unico degli Enti locali, devono obbligatoriamente prevedere nel loro statuto «forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini».

Esiste un’infinità di motivi per creare una petizione popolare e ne sono state presentate tante negli ultimi anni: dalla richiesta di abolizione della vivisezione a quella per destinare più investimenti a favore della ricerca e dei giovani. Dalla petizione che chiede la riduzione delle tasse universitarie alla raccolta di firme per chiedere maggiore dignità per i braccianti stranieri. Non mancano anche le curiosità, come l’iniziativa popolare contro il taglio delle querce secolari per la ricostruzione della Cattedrale di Notre Dame de Paris o, addirittura, per l’abolizione della festa di San Valentino e dello status di fidanzati.

Ogni petizione popolare, per avere maggiori garanzie di successo, deve raggiungere su carta oppure online il numero più alto possibile di firme di sostegno. Ma si dovrà, comunque, arrivare al minimo stabilito dalla legge, a seconda del tipo di petizione avanzata.

Petizione popolare: quante firme servono?

È fondamentale, dunque, per presentare una petizione popolare davanti alle autorità fare una massiccia raccolta di firme affinché sia il più rappresentativa possibile. Come appena detto, il numero minimo richiesto dalla legge varia a seconda del tipo di petizione.

Petizione popolare abrogativa

È quella che ha come scopo la convocazione di un referendum abrogativo per cancellare una legge o una norma giuridica che si ritiene contraria agli interessi della comunità. In questo caso, affinché la petizione sia legale (oltre che efficace) servono almeno 500mila firme validate dalla Corte di Cassazione.

Petizione popolare precettistica

La petizione popolare precettistica è la petizione per proporre un disegno di legge di iniziativa popolare per riempire un vuoto legislativo (la cosiddetta vacatio). Le firme necessarie sono 50mila e, come nel caso precedente, vanno validate dalla Cassazione.

Petizione popolare di sensibilizzazione

La petizione popolare di sensibilizzazione serve a focalizzare l’attenzione su un tema di interesse sociale, politico o ambientale creando un movimento di opinione sull’argomento: dalla salvaguardia dei mari e degli oceani alla violenza contro le donne o contro i bambini, dalla protezione di una determinata specie animale al riconoscimento della cittadinanza onoraria ad una certa persona.

Questo tipo di petizione non richiede né il numero minimo di firme né la validazione da parte della Cassazione di quelle raccolte.

Petizione popolare: come si fa?

La prima cosa che bisogna considerare per fare una petizione popolare è quello che si vuole chiedere ed in quali termini, in modo da far capire bene lo scopo della richiesta sia al destinatario sia agli eventuali firmatari.

Dopodiché, si parte con la procedura per fare la raccolta di firme legale. Se l’iniziativa viene fatta su carta (su quella online parleremo dopo), bisognerà chiedere alcune autorizzazioni.

L’avviso in Questura

La Questura deve essere informata del fatto che si sta per svolgere una raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare. Per questo motivo, occorre darne avviso al questore almeno 3 giorni prima della data in cui si terrà l’iniziativa inviando il modulo «Preavviso di pubbliche riunioni» scaricabile online.

Occorrerà indicare:

  • il nome della persona, del comitato o dell’associazione che propone la raccolta di firme;
  • l’ufficio della Questura competente per territorio;
  • il nome di un referente degli organizzatori;
  • la data, il luogo e l’ora in cui si terrà l’iniziativa.

Va specificato che in questo modo non si sta chiedendo un’autorizzazione alla Questura, di norma non prevista in questi casi, ma si sta semplicemente informando l’autorità del fatto che si svolgerà la raccolta di firme (questo è sì obbligatorio).

Permesso per l’occupazione del suolo pubblico

Oltre alla Questura, anche il Comune deve essere informato della raccolta di firme per la petizione popolare, poiché verrà organizzata in un luogo di pubblico passaggio. Ecco perché serve l’autorizzazione di occupazione di suolo pubblico.

Le indicazioni da riportare nella richiesta al Comune sono praticamente le stesse riportate nel preavviso in Questura. Va aggiunta la comunicazione sui metri quadri che si intende occupare tra tavolino, eventuale gazebo, ecc. Da considerare che se si superano i 10 metri quadri c’è da pagare una tassa. Inoltre, alcuni enti locali chiedono il pagamento della marca da bollo.

L’autorizzazione rilasciata dal Comune deve essere portata sul luogo della raccolta delle firme per esibirla in caso di eventuali controlli.

Petizione popolare: il modulo per la raccolta delle firme

Tutti i fogli destinati alla raccolta di firme devono indicare lo scopo della petizione popolare e riportare i campi da compilare dai firmatari con queste informazioni:

  • nome;
  • cognome;
  • data di nascita;
  • luogo di nascita;
  • Comune di residenza;
  • estremi del documento di identità esibito (carta d’identità, patente, numero del documento, ecc.);
  • firma leggibile e completa.

Sul luogo devono essere presenti almeno uno dei promotori dell’iniziativa e l’autenticatore delle firme, che dovrà validarle scrivendo su ogni foglio:

  • nome, cognome e qualifica;
  • numero delle firme contenute nel foglio in cifre e lettere;
  • timbro personale con la qualifica;
  • timbro dell’ufficio.

Questi fogli devono essere stati vidimati preventivamente da un’autorità competente, ovvero dal capo segreteria o dai funzionari del Comune in cui è stata organizzata la raccolta di firme o dalle cancellerie dei tribunali e della Corte d’Appello.

La petizione popolare può essere firmata da cittadini maggiorenni con diritto di voto ed in possesso di un documento d’identità valido.

Raccolte tutte le firme, la petizione deve essere inoltrata agli uffici competenti dell’istituzione o istituzioni a cui va indirizzata.

Petizione popolare: si può fare online?

Sui social network si vedono molto spesso delle richieste di aderire ad una petizione popolare online. Queste adesioni hanno un valore legale? Per quanto riguarda la petizione abrogativa o quella precettistica, cioè per chiedere il referendum abrogativo o per proporre dei disegni di legge, un semplice click su una richiesta di adesione non ha alcun valore legale. Lo avrebbe soltanto se si creasse un modo per raccogliere delle firme digitali. In caso contrario, la petizione è destinata ad essere formalmente respinta.

Certo, c’è l’aspetto politico da considerare: se si dimostra che una determinata richiesta interessa su Internet milioni di persone, raramente il legislatore guarderà dall’altra parte. Non sarebbe escluso che prendesse nota e portasse la richiesta in Parlamento come sua «visto che si tratta di un tema molto sentito dagli italiani». Alla fine, missione compiuta lo stesso.



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