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Quanti soldi si possono versare sul conto corrente?

28 Febbraio 2021
Quanti soldi si possono versare sul conto corrente?

Controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate sui versamenti di contanti in banca: come difendersi.

I salvadanai non si usano più: gli spiccioli finiscono subito e quand’anche avanzino, non ci si mette molto a spenderli il giorno dopo. Ma chi riesce a risparmiare cifre consistenti potrebbe trovare più sicuro depositarle in banca. Non è certo un’operazione che si fa tutti i giorni; così succede che, dopo aver messo da parte una somma importante, si faccia un unico viaggio allo sportello. Ma quanti soldi si possono versare sul conto corrente in un’unica soluzione, senza perciò rischiare controlli o accertamenti fiscali?

Mettiamo che una persona abbia costituito un gruzzoletto di cinquemila euro in contanti e che voglia depositarlo in banca. Potrebbe il cassiere chiedergli spiegazioni circa la provenienza del denaro oppure rifiutarsi di accettare tutti questi soldi? E cosa potrebbe pensare, un domani, l’Agenzia delle Entrate, nel rilevare un versamento di tale entità? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

I versamenti sul conto corrente sono liberi?

In teoria, i versamenti sul conto corrente sono liberi: non c’è alcuna norma che stabilisca un limite al quantitativo di contanti che si possono depositare in banca. Questo almeno sotto il profilo civilistico. Ma le autorità potrebbero sempre effettuare accertamenti sulla provenienza del denaro e, quindi, è sempre bene poter giustificarne la provenienza, procurandosi in anticipo le relative prove.

Chi non ha nulla da nascondere non dovrà temere alcun controllo se versa un grosso quantitativo di contanti in banca: si pensi, ad esempio, al negoziante che, dopo aver emesso molti scontrini ed aver registrato nella cassa tutte le relative operazioni, raccolga il denaro incassato e lo versi sul proprio conto corrente. 

Dall’altro lato, chi ha qualche scheletro nell’armadio e si è procurato i soldi in modo illecito (ad esempio, con attività criminali o semplicemente evadendo le norme fiscali) non cadrà certo nell’errore di rendere tracciabili tali proventi andandoli a piazzare sul conto corrente: l’operazione infatti sarà visibile alle autorità che potranno chiedergli spiegazioni negli anni a venire.

Il problema sorge per quelle situazioni intermedie di chi, pur essendo in buona fede, non ha modo di dimostrarlo. Cerchiamo di capire meglio tale questione.

Ci sono controlli sui versamenti in banca?

I versamenti fatti sul conto corrente sono tutti tracciabili. Ogni anno, le banche e le Poste inviano una comunicazione all’Agenzia delle Entrate da cui risultano le movimentazioni bancarie eseguite dai propri clienti. In forza di ciò, il Fisco è in grado di sapere quanti soldi vengono versati e conservati sul conto corrente da ciascun contribuente.

Perché mai queste informazioni sono “in chiaro”? Perché dietro la disponibilità di una somma in contanti potrebbe nascondersi un’evasione fiscale, un reddito cioè sottratto alle tasse.

Proprio per semplificare i compiti all’ufficio delle imposte, la legge (il cosiddetto Tuir) stabilisce che ogni bonifico bancario ed ogni versamento di contanti si presume essere un reddito tassabile, salvo prova (scritta) contraria. 

Questo significa che chi versa contanti sul conto corrente, a prescindere dall’importo, deve dichiararli al Fisco oppure deve essere in grado di dimostrare che si tratta di redditi esenti. 

Se tali somme non vengono riportate nella dichiarazione dei redditi o se il titolare del conto non è in grado di dimostrare che le stesse non sono imponibili, l’Agenzia delle Entrate effettua un accertamento fiscale con cui intima il pagamento delle imposte su tale cifra, addizionate delle relative sanzioni.

Naturalmente, la probabilità di ricevere un controllo sui versamenti di contanti in banca è direttamente proporzionale all’entità della somma e alle condizioni economiche del correntista: più è evidente il divario tra l’importo e i redditi del contribuente, più sarà forte il sospetto di evasione. Si pensi a una persona che guadagna 10mila euro all’anno che si trovi a versare 15mila euro sul conto in un’unica soluzione.

Quanti soldi si possono versare sul conto corrente?

Torniamo quindi alla domanda di partenza: quanti soldi si possono versare sul conto corrente? In teoria, non ci sono limiti al versamento di denaro in banca, ma bisogna essere consapevoli che il Fisco – che può tracciare l’operazione in ogni momento – potrà chiedere giustificazioni di tali importi se gli stessi non sono indicati nella dichiarazione dei redditi, ossia se non sono stati tassati. A quel punto, spetterà al contribuente difendersi e, a tal fine, le carte in mano sono poche.

Come difendersi in caso di controlli per versamento di contanti?

Il processo tributario si basa solo su prove scritte. Pertanto, il contribuente che voglia resistere a un accertamento fiscale deve dimostrare la correttezza del proprio operato tramite documenti. 

Nel caso di versamenti in banca, egli dovrà dare la prova che gli stessi non sono soggetti a tassazione:

  • o perché già tassati alla fonte;
  • o perché esenti.

Nel primo caso, si potrebbe trattare di una vincita al gioco o di un risarcimento per lucro cessante. Nel secondo caso, si potrebbe trattare di una donazione di modico valore o della vendita di un oggetto usato. 

In tutti questi casi, quindi, è bene procurarsi una prova scritta. Prova che deve avere anche una data certa per evitare strumentali retrodatazioni di documenti. Essa potrà essere fornita tramite l’autentica delle firme da parte del notaio, tramite la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate, tramite l’invio di un documento mediante raccomandata a.r. o pec.



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5 Commenti

  1. Se i soldi in banca sono già tassati con i bolli, non vedo la ragione di dichiararli: le tasse comunque vengono pagate, e salate.

  2. Se i soldi in conto corrente sono soggetti a bolli, non vedo la ragione di dichiarare i versamenti in quanto le tasse vengono pagate comunque.

  3. Ma che senso ha creare un gruzzolo consistente di soldi e versarlo dopo in banca con il rischio che si possa desumere che quei soldi sono stati guadagnati illecitamente oppure che una persona abbia voluto evitare di pagarci le tasse? Cioè, invece di accumularli sotto il materasso, conviene versarli di volta in volta oppure spenderli

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