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Covid, ecco il report Iss: i dati delle Regioni

26 Febbraio 2021 | Autore:
Covid, ecco il report Iss: i dati delle Regioni

Tre ritorni all’arancione, Molise chiede il rosso, Basilicata con l’Rt peggiore. Si abbassa a 44 anni l’età media dei casi. Ospedali: peggiora la situazione.

Non sono buone le notizie che arrivano dall’Istituto superiore di Sanità riguardanti l’andamento della pandemia da Covid in Italia nella settimana dal 15 al 21 febbraio, quindi fino cinque giorni fa. Si sapeva che i dati non sarebbero stati buoni, ma non fino a questo punto. Dieci Regioni e Province autonome hanno un Rt superiore a 1, il che le colloca in zona arancione. Di queste, però, una è al di sopra di quota 1,25, quindi è destinata alla fascia rossa: si tratta della Basilicata. Tutte le altre presentano uno scenario compatibile con la zona gialla. L’indice nazionale è al limite: 0,99.

Tre le Regioni che, con ogni probabilità ed in base al report dell’Iss, diventeranno arancioni da lunedì 1° marzo: Lombardia, Piemonte e Marche. Si aggiungeranno ad Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Toscana, Province autonome di Bolzano e Trento e Umbria. Il Molise, visti i risultati, ha chiesto di diventare zona rossa dove, come detto, dovrebbe finire anche la Basilicata.

Va meglio alla Liguria che dopo due settimane con numeri da scenario 1 dovrebbe passare dall’arancione al giallo. E poi, la vera sorpresa della settimana: per la prima volta dall’inizio della pandemia e della classificazione dell’Italia in zone colorate, c’è una Regione che, almeno sulla carta, finirà in zona bianca, vale a dire in quella fascia introdotta dall’ultimo Dpcm che prevede come uniche limitazioni l’uso della mascherina ed il rispetto delle distanze di sicurezza: si tratta della Sardegna.

Aumenta visibilmente la criticità negli ospedali, con più ricoveri e più presenze nelle terapie intensive. Si osserva anche – si legge nel report – «una chiara accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (145,16 per 100.000 abitanti dal 15 al 21 febbraio 2021 contro 135,46 per 100.000 abitanti dall’8 al 14 febbraio)». Ciò vuol dire che si allontana sempre di più quella soglia di 50 nuovi casi su 100mila abitanti che consentirebbe di affrontare il nemico con maggiore serenità.

Altro dato non trascurabile: secondo l’Istituto superiore di Sanità, l’età media dei casi diagnosticati si è abbassata a 44 anni.

Di fronte a questi numeri e dell’aumentata circolazione di alcuni varianti del Covid, gli esperti non esitano a chiedere «ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari». L’Iss insiste: «È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce – conclude il report – la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi».



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