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Vaccino Covid: più vicina la produzione in Italia

26 Febbraio 2021
Vaccino Covid: più vicina la produzione in Italia

Primo vertice per la fabbricazione autoctona del siero anti-Coronavirus. La ricognizione di Farmindustria per reperire aziende italiane.

Obiettivo: l’autosufficienza. L’Italia si muove nella direzione dello sviluppo di una catena di produzione autoctona del vaccino anti-Covid. Vorrebbe dire ottenere i brevetti e internalizzare la fabbricazione del farmaco per l’immunità dall’infezione da Sars-CoV2, così da non dipendere più dalle grandi multinazionali farmaceutiche, che finora non si sono dimostrate sempre affidabili negli approvvigionamenti.

L’ultima notizia di tagli alle forniture delle dosi di AstraZeneca è di un paio di giorni fa. Il colosso ha poi smentito, ma è evidente che accelerare e poter contare su poli di produzione nazionale rassicurerebbe parecchio, in termini di forniture.

Se ne rende perfettamente conto lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi che, ieri, al suo primo intervento da premier italiano al vertice dell’Unione europea, non è andato troppo per il sottile nel suo bacchettare la Commissione per gli approvvigionamenti del vaccino che vanno a rilento. «Per rallentare la corsa delle mutazioni occorre aumentare le vaccinazioni – ha ricordato Draghi ai suoi omologhi degli altri Stati europei -. Serve un’azione coordinata a livello continentale, rapida e trasparente».

L’obiettivo della Commissione europea, indicato recentemente, era quello di riuscire a vaccinare il 70% della popolazione adulta entro questa estate. Causa ritardi nelle forniture si sta andando in tutt’altra direzione: per raggiungere lo scopo fissato dall’Ue, bisognerebbe procedere a un ritmo di somministrazione superiore di sei volte a quello attuale.

Al complesso dossier della produzione autoctona sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico (Mise). Il neotitolare Giancarlo Giorgetti ha incontrato in un primo vertice il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il commissario straordinario all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri e il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù.

Sul tavolo di Giorgetti, non c’è ancora una lista di aziende italiane – della cui esistenza si vocifera da giorni – pronte ad entrare nel circuito della produzione. Il Sole 24 Ore, però, giorni fa, ha pubblicato il suo elenco: quello delle industrie che si stanno riconvertendo per specializzarsi nell’infialamento dei vaccini.

Una, ad esempio, si trova nel Frusinate – lo stabilimento ad Anagni della multinazionale Catalent – e sta già sistemando nelle fiale il vaccino di AstraZeneca. Potrebbe presto iniziare a fare lo stesso con i sieri anti-Covid delle americane Pfizer e Moderna.

Anche Haupt Pharma di Latina sta attrezzando uno dei suoi reparti per l’infialamento. Farmindustria sta procedendo a una ricognizione di tutte le aziende sul territorio nazionale che potrebbero essere coinvolte: almeno sei o sette le papabili, dalla Lombardia alla Puglia.

Nomi sicuri, per ora, non ce ne sono o perlomeno non sono stati resi pubblici. Forse, una lista vera e propria di aziende spunterà al tavolo di mercoledì prossimo. Quanto alla tempistica, l’augurio è quello di riuscire a partire nel giro dei prossimi quattro o sei mesi.



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1 Commento

  1. L’ITALIA NON HA BISOGNO DI NESSUNA NAZIONE, LE ALTRE NAZIONE HANNO BISOGNO DELL’ITALIA, A NOI CI STA ROVINANDO L’UNIONE EUROPEA, CHE DOBBIAMO PAGARE I DEBITI DELLA GERMANIA E LA FRANCIA,GRAZIE A PRODI CHE CI HA SVENDUTI, IO SONO PER USCIRE DALL’UNIONE EUROPEA ALMENO QUESTA, SE USCIAMO CI VORRA 20 30 ANNI PER RISANARE L’ECONOMIA, INVECE IN QUESTO MODO L’ITALIA PRODUCE COME SEMPRE, SOLO PRECIPITA UNA NAZIONE ECONOMICAMENTE NOI ANDIAMO DIETRO , GRAZIE ALLA GERMANIA E LA FRANCIA, LA GERMANIA SINO AD OGGI HA FATTO SOLO DANNI ALLE ALTRE NAZIONI, LA FRANCIA IL 70% L’HA FATTO GLI ANTICHI ROMANI E GLI ITALIANI, LORO HANNO FATTO IL 30% DELLE P……….., LA TORRE A PARIGI L’HA PROGETTATA UN’ ITALIANO ED ERA PER NEW YORK, MI FERMO QUI’ ALTRIMENTI FACCIO DANNI, L’UNICA COSA CHE POSSIAMO IMPORTARE DALLA GERMANIA E LA FRANCIA SONO I POLITICI E NOI I DIAMO I NOSTRI CHE PENSANO SOLO AL LORO CONTO IN B….., PENSATE UN PO’ COME STIAMO MESSI ADESSO CON QUESTO GOVERNO, SPERO DI SBAGLIARMI, L’INIZIO NON E’ BUONO.

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