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Mutui: tassi ai minimi. La convenienza c’è

10 Gennaio 2015
Mutui: tassi ai minimi. La convenienza c’è

Addio maxi rate: la differenza la farà solo lo spread.

L’attuale scenario dei tassi di interesse non ha precedenti nelle statistiche degli ultimi decenni. Oggi si può chiedere un prestito di 100mila euro e restituirne, dopo vent’anni, meno di 120mila con il tasso variabile oppure poco più di 136mila con il tasso fisso.

I tassi di interesse riportati ai minimi storici, grazie ai continui tagli effettuati dalla BCE (la Banca Centrale Europea), consentono questa unica opportunità a chi intende ora accendere un mutuo per comprare casa. Valori simili per i mutui a tasso fisso non si sono mai visti, mentre sui variabili costi inferiori sono stati offerti solo per un breve periodo nel 2010.

Peraltro le previsioni e le prospettive stagnanti dell’economia europea lasciano intravedere una lunga stagione di tassi ai minimi.

Stando così le cose, il costo finale dei mutui sarà deciso solo dagli spread, cioè le maggiorazioni applicate dalle banche ai parametri di base, ovvero all’Euribor per i mutui a tasso variabile, siano essi puri o con tetto massimo (cap rate), e all’Eurirs per quelli a tasso fisso.

Cos’è l’Euribor (Euro Inter Bank Offered Rate)

È il tasso interbancario, ovvero il tasso medio delle transazioni finanziarie in euro tra le banche europee. Ha più scadenze (una settimana, uno, tre, sei e 12 mesi) ed è parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile. Il tasso finale è dato dal tasso interbancario più uno spread.

Cos’è l’Eurirs (Euro Interest Rate Swap)

È il parametro per l’indicizzazione dei mutui a tasso fisso. È diffuso giornalmente dalla Federazione bancaria europea ed è una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell’Ue realizzano l’Interest rate swap. Il tasso finale è dato dall’Eurirs più uno spread.

Cos’è lo Spread

È il ricarico che l’istituto di credito applica sul tasso di riferimento (Euribor o Eurirs). Lo scopo dello spread, che oscilla tra lo 0,5% e un massimo del 3%, è ripagare la banca per le spese di gestione e per i rischi dell’operazione. Lo spread varia da banca a banca in base al tipo di prodotto.

Cos’è il Taeg (Tasso annuo effettivo globale)

Indica il costo totale del credito e permette di confrontare le offerte di finanziamento alternative di pari importo e durata. Non può, invece, essere utilizzato per il calcolo delle rate. A differenza del Tan, il Taeg comprende anche le spese, come quelle d’istruttoria.

Cos’è il Tan (Tasso annuale nominale)

Indica solo la misura degli interessi su un prestito, non comprende le imposte e le altre spese. È usato per calcolare la quota interesse che il debitore dovrà corrispondere e che, sommata alla quota capitale, determinerà la rata di rimborso.



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