Diritto e Fisco | Articoli

Disoccupato alla nascita del figlio: spetta il congedo?

4 Luglio 2021 | Autore:
Disoccupato alla nascita del figlio: spetta il congedo?

Il genitore ha diritto alla maternità facoltativa, o congedo parentale, se non ha lo status di lavoratore al momento della nascita del figlio?

Il congedo parentale, o maternità facoltativa, costituisce un diritto fondamentale non solo nell’ordinamento italiano, ma anche in quello dell’Unione Europea, tanto da essere codificato dalla Carta di Nizza [1]: è difatti volto a tutelare la salute della madre e del bambino, la parità di genere e la protezione sociale dei lavoratori ed a conciliare la loro vita privata col lavoro. Si tratta di un diritto individuale che sorge con la nascita o l’adozione del figlio: l’anzianità di servizio della lavoratrice o del lavoratore ne costituisce una condizione essenziale.

Ma se il genitore risulta disoccupato alla nascita del figlio, spetta il congedo? Ci si domanda, in particolare, se il diritto al congedo parentale, o astensione facoltativa, potendo essere subordinato all’anzianità di servizio, possa esserlo anche allo status di lavoratore del genitore al momento della nascita o dell’adozione del bambino.

In altri termini, la normativa nazionale può negare il diritto al congedo parentale se il genitore non risulta in attività ed iscritto presso una cassa previdenziale al momento della nascita o dell’adozione del figlio? Alla questione ha risposto, basandosi sulla direttiva europea in materia [2], una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea [3].

Congedo parentale: chi ne ha diritto?

In Italia, la legge [4] prevede, per ciascun genitore, la facoltà di assentarsi da lavoro nei primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo (tra madre e padre) non superiore a 10 mesi (in casi specifici a 11 mesi), in aggiunta al periodo di astensione obbligatoria.

Nel dettaglio, il diritto al congedo parentale spetta:

  • alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di astensione obbligatoria per maternità, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;
  • al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, elevabile a 7 mesi nel caso in cui fruisca del congedo per un periodo continuativo non inferiore a 3 mesi (in questo caso il congedo parentale può avere una durata massima complessiva di 11 mesi); il padre può fruire del congedo parentale anche quando la madre è in congedo di maternità [5] e durante i periodi nei quali la madre fruisce dei riposi giornalieri per allattamento;
  • qualora vi sia un solo genitore (morte o grave malattia dell’altro genitore, non riconoscimento o abbandono del figlio), per un periodo massimo continuativo o frazionato di 10 mesi.

Il congedo parentale spetta anche in caso di adozione, nazionale e internazionale, nonché di affidamento, qualunque sia l’età del minore: in questo caso, può essere fruito entro 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.

L’astensione facoltativa spetta, inoltre, anche se l’altro genitore non ne ha diritto: si tratta di un diritto potestativo del genitore lavoratore, che il datore di lavoro è tenuto a rispettare. Il dipendente deve comunque rispettare il preavviso per la fruizione del congedo.

Il congedo parentale spetta al genitore disoccupato?

In Italia, il congedo parentale non spetta ai genitori disoccupati o sospesi dal lavoro, nonché ai genitori lavoratori domestici ed ai genitori lavoratori a domicilio.

Nel caso in cui il rapporto di lavoro in atto cessi all’inizio o durante il periodo di fruizione dell’astensione, il diritto al congedo stesso viene meno dal momento in cui è terminato il rapporto di lavoro.

Quale anzianità lavorativa è richiesta per il diritto al congedo parentale?

Per quanto riguarda la generalità dei lavoratori dipendenti, il diritto al congedo parentale spetta a condizione che il rapporto di lavoro sia in essere al momento della richiesta.

Per quanto concerne le lavoratrici ed i lavoratori agricoli con contratto di lavoro a tempo determinato (Otd), il congedo parentale spetta alle seguenti condizioni:

  • se il periodo di congedo parentale è richiesto nel primo anno di vita del bambino, sono necessarie 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente l’evento; il congedo è indennizzabile anche per le astensioni che si protraggono nell’anno successivo;
  • se il periodo di congedo parentale è richiesto negli anni di vita del bambino successivi al primo e sino al 12° anno (limite massimo di fruibilità dell’astensione), è necessario che sussista lo status di lavoratore, cioè l’iscrizione negli elenchi agricoli unitamente a 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente la richiesta del congedo, oppure nello stesso anno, purché le giornate di lavoro siano effettuate prima dell’inizio del congedo.

In merito ai genitori iscritti presso la gestione Separata Inps, per il diritto all’indennità di congedo parentale, l’interessato deve:

  • essere iscritto presso la gestione Separata in via esclusiva e non deve essere pensionato;
  • aver versato almeno un mese di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile.

Alle iscritte presso le gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti, il congedo parentale spetta a condizione che la lavoratrice abbia effettuato il versamento dei contributi relativi al mese che precede quello in cui ha inizio il congedo (o una sua parte) e che vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa. L’astensione spetta per un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino.

Il congedo parentale spetta al genitore disoccupato alla nascita del bambino?

Sinora, abbiamo analizzato le previsioni dell’ordinamento previdenziale italiano in merito al diritto al congedo parentale, in relazione alle differenti categorie di lavoratori. Ma queste disposizioni sono legittime, in base all’ultima pronuncia della Corte di Giustizia Europea in argomento? In base a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia UE [3], il diritto al congedo parentale può essere subordinato all’anzianità di servizio, ma non allo status di lavoratore del genitore al momento della nascita o dell’adozione del figlio.

La direttiva europea in materia [2], difatti, non è compatibile con una normativa nazionale che subordina il riconoscimento del diritto al congedo parentale alla condizione di lavoratore del genitore alla data in cui il bambino è nato o risulta adottato.

La corte rileva poi l’assenza di discriminazione tra il genitore disoccupato (che quindi ha più tempo di curarsi del bambino o del figlio adottato) ed il genitore lavoratore, al momento della nascita o dell’ingresso del minore: il diritto al congedo parentale può difatti essere usufruito per prendersi cura dei figli anche durante l’infanzia.


note

[1] Art.33 Carta di Nizza. Artt.8, 11 e 12 Carta sociale europea del COE.

[2] All. Direttiva 2010/18/UE.

[3] Corte di Giustizia Europea, sent. 25/02/2021.

[4] Art. 32 D.lgs. 151/2001.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube