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Covid, il Dpcm di marzo: ecco cosa cambia

27 Febbraio 2021 | Autore:
Covid, il Dpcm di marzo: ecco cosa cambia

Sì all’apertura condizionata di cinema e teatri dal 27 marzo, chiusura dei parrucchieri in zona rossa: le novità del primo decreto Draghi contro il virus.

Riapertura di cinema, teatri e sale da concerto a fine marzo e a determinate condizioni e chiusura di barbieri e parrucchieri nelle zone rosse. Sono le principali novità del primo Dpcm anti-Covid del Governo Draghi rispetto a quello firmato da Giuseppe Conte in scadenza venerdì. Il decreto, la cui bozza deve passare al vaglio delle Regioni, entrerà in vigore sabato 6 marzo e resterà valido fino al 6 aprile, giorno di Pasquetta. Il che significa che, come il Natale, anche la Pasqua sarà blindata, anche se a differenza di quanto deciso per dicembre non in maniera uniforme in tutto il Paese.

Rimane il sistema delle fasce colorate che ha evitato il lockdown ma si istituisce un tavolo tecnico per rivedere i 21 parametri.

Ecco, in sintesi, i principali contenuti.

Riaprono i musei, i cinema e le attività culturali a partire dal 27 marzo: il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo. «Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto – si legge nella bozza – sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all’aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni».

Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Salta definitivamente la stagione sciistica 2020-2021. La bozza del Dpcm inviato alle Regioni conferma infatti che le piste non riapriranno fino al 6 aprile, dunque stagione finita. Gli impianti possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento delle prove di abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci.

In zona bianca, restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle 5 fino alle ore 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 – precisa ancora la bozza del Dpcm – l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00.

Restano chiusi nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali, le gallerie e i parchi commerciali ad eccezione di edicole, farmacie, parafarmacie, alimentari, librerie, prodotti agricoli e florovivaistici presenti all’interno.

Chiusi barbieri e parrucchieri in zona rossa dal 6 marzo.

Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente.

Sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento. È consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Resta in vigore il coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle 22 alle 5.

Rimane obbligatorio l’uso delle mascherine all’aperto e al chiuso, tranne che nelle situazioni in cui l’isolamento è garantito. Esenti dall’obbligo i bambini sotto i 6 anni, le persone disabili che abbiano incompatibilità con l’uso dei dispositivi di protezione individuale e chi sta svolgendo attività sportiva.

Restano vietati gli spostamenti in entrata e in uscita tra regioni anche gialle fino al 27 marzo, come deciso dall’ultimo decreto legge. Consentiti quelli per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, tornare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

In zona gialla è possibile andare a trovare amici e parenti una sola volta al giorno all’interno della Regione oppure in zona arancione all’interno del proprio Comune, anche accompagnati da figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. La regola non è valida in zona rossa. È consentito a chi vive in Comuni con meno di 5.000 abitanti di allontanarsi per non più di 30 chilometri, senza però raggiungere il capoluogo di provincia.

È possibile raggiungere le seconde case, purché non si trovino in zona rossa. Ci si può trasferire solo con il nucleo familiare convivente e se la casa è disabitata, senza invitare amici o parenti. Va dimostrato di essere proprietari oppure inquilini con contratto precedente al 14 gennaio 2021. Chi vive in fascia gialla o arancione può andare in una seconda casa anche fuori Regione, purché l’immobile non si trovi in fascia rossa o arancione scuro. Chi invece abita in zona rossa non può uscire dal Comune di residenza se non per i soliti motivi di necessità.



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