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Cos’è il Consiglio superiore della magistratura?

5 Luglio 2021 | Autore:
Cos’è il Consiglio superiore della magistratura?

Le attribuzioni che spettano al Csm in base alla Costituzione.

Di giustizia si sente parlare assai spesso in Italia. I media sono quotidianamente affollati di notizie relative a processi di ogni tipo. Spesso, purtroppo, si tratta solo di curiosità morbosa suscitata da organi di informazione a caccia di audience. Sarebbe invece opportuno che la giustizia, che costituisce uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, fosse oggetto di notizie precise e pacate. Occorrerebbe che i cittadini fossero informati in modo chiaro sui meccanismi di funzionamento del sistema giustizia. Solo così, con un’informazione trasparente e puntuale, il cittadino sarebbe in grado di formarsi un’opinione seria su temi tanto delicati.

Ma cos’è il Consiglio superiore della magistratura? Si tratta dell’organo di autogoverno della magistratura. La magistratura, infatti, è quella struttura dello Stato che gestisce il potere giudiziario. Il Consiglio superiore della magistratura (assai spesso chiamato con la sigla Csm) è quell’organo, disciplinato direttamente dalla Costituzione [1], chiamato a garantire l’autonomia e l’indipendenza all’intero ordine giudiziario rispetto a tutti gli altri poteri dello Stato (cioè rispetto al potere esecutivo del Governo e a quello legislativo del Parlamento).

Nell’articolo che segue esamineremo pertanto funzioni e poteri del Consiglio superiore della magistratura come sono state delineate nel testo della Costituzione.

Che funzioni ha il Consiglio superiore della magistratura?

Essendo organo di vertice della magistratura, cioè dell’ordine giudiziario, il Consiglio superiore della magistratura riceve una puntuale disciplina direttamente nel testo della Carta costituzionale.

La Costituzione infatti stabilisce che:

  • spettano al Csm le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati [2];
  • solo il Csm possa dispensare o sospendere dal servizio i magistrati o destinarli ad altra sede o ad altre funzioni e solamente in base a decisione adottata per i motivi e con le garanzie previste dalla legge sull’ordinamento giudiziario oppure con il consenso del magistrato interessato [3].

Quindi, tutti gli atti relativi alla carriera dei magistrati (assunzioni, promozioni, trasferimenti, provvedimenti disciplinari) sono di competenza esclusiva del Consiglio superiore della magistratura e questo per garantire l’indipendenza della magistratura rispetto al Governo ed al Parlamento.

La nomina dei capi degli uffici dei tribunali italiani, civili e penali e il trasferimento ad altra sede di un magistrato spettano al Consiglio superiore della magistratura senza alcuna necessità di approvazione della nomina da parte del Governo o del Parlamento. Questo per evitare che Governo o Parlamento possano influire politicamente sull’andamento dei processi.

Il Consiglio superiore della magistratura è l’organo di autogoverno dei giudici

Da chi è composto il Consiglio superiore della magistratura?

Dopo aver analizzato le fondamentali funzioni attribuite al Consiglio superiore della magistratura, vediamo adesso da chi è composto quest’organo.

La Costituzione stabilisce che [4]:

  • presidente del Csm e membro di diritto del Csm è il Presidente della Repubblica;
  • altri membri di diritto del Csm sono il primo presidente ed il procuratore generale della Corte di Cassazione;
  • gli altri componenti del Csm sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra i professori universitari ordinari in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.

Ci sono quindi tre membri di diritto del Csm (Presidente della Repubblica, primo presidente e procuratore generale della Corte di Cassazione), mentre tutti gli altri membri sono eletti in parte (per due terzi) dalla magistratura, in parte (un terzo) dal Parlamento.

Il numero preciso dei membri eletti del Consiglio superiore della magistratura non è fissato dalla Costituzione, ma dalla legge ordinaria [5] che disciplina in dettaglio il funzionamento del Csm. Questa legge [6] fissa in ventiquattro il numero dei membri elettivi del Csm: sedici sono eletti dai magistrati ed otto dal Parlamento riunito in seduta comune.

Tra i membri eletti dal Parlamento il Csm sceglie il proprio vicepresidente [7].

I membri elettivi del Csm:

  • durano in carica quattro anni;
  • non sono immediatamente rieleggibili;
  • finché sono in carica non possono essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale [8].

I membri elettivi del Consiglio superiore della magistratura durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Questo vuol dire che, scaduto il proprio mandato, un membro elettivo del Csm non può essere subito rieletto per un secondo mandato, ma deve attendere almeno quattro anni per poter riproporre la propria candidatura.

Il Csm è composto da ventisette membri


note

[1] Art. 104 cost.

[2] Art. 105ost.

[3] Art. 107 cost.

[4] Art. 104 cost.

[5] L. n. 195/1958.

[6] Art. 1, l. n. 195/1958.

[7] Art. 104 cost.

[8] Art. 104 cost.


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