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Dichiarazione variazione Imu

5 Luglio 2021
Dichiarazione variazione Imu

Ogni cittadino in possesso di beni immobili è tenuto a versare al Comune in cui è ubicata la sua proprietà una tassa annuale detta Imposta municipale unica.

Hai due appartamenti di proprietà ed un terreno agricolo. Fino ad ora, hai pagamento l’Imu in modo integrale poiché non avevi diritto a fruire di alcuna agevolazione. Nel corso dell’anno, tuttavia, le cose sono cambiate e ti chiedi cosa devi fare per comunicare al Comune le modifiche intercorse.

L’imposta municipale unica, detta comunemente Imu, è una forma di tassazione patrimoniale che colpisce chiunque possieda una proprietà immobiliare. Ci sono, tuttavia, delle fattispecie che consentono al contribuente di ottenere una riduzione dell’imposta. Per adeguare il calcolo dell’Imu alla realtà di fatto, occorre comunicare al Comune le modifiche che sono intervenute attraverso la dichiarazione variazione Imu.

Per conoscere le modalità di invio di questa comunicazione e le tempistiche occorre leggere le disposizioni adottate dal singolo Comune nel regolamento Imu. Se il contribuente non comunica le modifiche in tempo utile non potrà ottenere la rimodulazione dell’imposta.

Imu: cos’è e chi deve pagarla?

L’imposta municipale unica, detta Imu, è la tassa sugli immobili che, a partire dal 2012 [1], ha sostituito la vecchia Ici e che deve essere pagata da tutti coloro che possiedono fabbricati o terreni. Il soggetto che riscuote ed incassa il gettito dell’Imu è il Comune nel quale il bene è ubicato. Gli introiti di questa tassa costituiscono, peraltro, uno dei principali pilastri della fiscalità degli enti locali.

Restano escluse dal pagamento dell’Imu le abitazioni principali (cosiddette prime case) a condizione che siano classificate in categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9. Ne consegue che anche le prime case, se sono di lusso, sono assoggettate all’imposta.

Imu: si paga in tutta Italia?

L’Imu si applica in tutti i Comuni del territorio italiano ma resta, comunque, salva l’autonomia impositiva fiscale prevista dai rispettivi statuti speciali per la regione Friuli-Venezia Giulia e per le province autonome di Trento e di Bolzano. In questi due ultimi territori, in particolare, non è prevista l’applicazione dell’Imu ma si continua a dare applicazione, rispettivamente, all’Imposta immobiliare semplice (Imis) e all’Imposta municipale immobiliare (Imi) [2].

Imu: i casi di esenzione

In alcuni casi, la legge prevede l’esenzione dal pagamento dell’Imu. In particolare, tale agevolazione spetta a:

  • immobili posseduti dallo Stato, dai Comuni e gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dalle Comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
  • fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • fabbricati con destinazione ad usi culturali;
  • fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto;
  • fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  • fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali.

Per quanto concerne i terreni agricoli, l’esenzione si applica nelle seguenti ipotesi:

  • terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola;
  • terreni agricoli ubicati nei comuni indicati dalla legge;
  • terreni agricoli ubicati nei comuni delle isole minori indicati dalla legge;
  • terreni agricoli a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

I Comuni possono, inoltre, esentare dal pagamento dell’Imu:

  • immobili dati in comodato gratuito al comune o ad altro ente territoriale, o ad ente commerciale, esclusivamente per l’esercizio dei rispettivi compiti istituzionali o statutari;
  • esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre sei mesi.

Imu: i casi di riduzione

In altri casi, la legge o i regolamenti comunali prevedono una riduzione dell’Imu. In particolare:

  • alle abitazioni concesse in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado che le destinano ad abitazione principale viene applicata una riduzione del 50% della base imponibile Imu a condizione che l’immobile non sia classificato nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • l’imposta è ridotta del 75% per le abitazioni locate a canone concordato.

Dichiarazione variazione Imu

In alcuni casi, le condizioni per l’accesso alle esenzioni o agevolazioni Imu mutano nel tempo. Può accadere, ad esempio, che un soggetto passivo che pagava l’imposta in modo integrale matura i requisiti per accedere ad una agevolazione/esenzione dal pagamento dell’Imu. Oppure, viceversa, un soggetto che pagava l’Imu agevolata perde il requisito per accedere al trattamento di favore e deve pagare la tassa in modo pieno.

La legge [3] prevede che il contribuente deve presentare la dichiarazione variazione Imu entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello nel quale ha avuto inizio il possesso degli immobili oppure si sono verificate le variazioni che incidono sul quantum della tassa.

La dichiarazione produce effetti anche per gli anni successivi, a meno che non si verifichino ulteriori cambiamenti. Per verificare le modalità di presentazione della dichiarazione, occorre verificare le disposizioni del singolo Comune.


note

[1] Art. 13 D.L. n. 201 del 6.12.2011, conv. in L. n. 214 del 22.12.2011.

[2] Art. 1, co. 739, L. 160 del 2019.

[3] Art. 1, co. 769, L. 160/2019.


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