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L’anziano residente in istituto di ricovero deve pagare IMU?

5 Luglio 2021
L’anziano residente in istituto di ricovero deve pagare IMU?

Spesso, le persone anziane che vivono presso le case di riposo prendono la residenza presso la struttura sanitaria e, in base alle delibere dei singoli Comuni, potrebbero trovarsi a pagare l’Imu sulla propria abitazione.

Hai un padre molto anziano e, non potendo assisterlo con continuità, hai deciso di ricoverarlo presso una casa di riposo nella quale ha trasferito anche la sua residenza. Il Comune ha inviato all’anziano un avviso di pagamento Imu sull’unica abitazione che possiede nel territorio comunale. Vuoi sapere se sono previste agevolazioni per fattispecie come quella di tuo padre.

La disciplina dell’imposta municipale propria è stata completamente riscritta dalla Legge di bilancio per il 2020 anche se, nella sostanza, poco è cambiato rispetto al precedente quadro regolatorio. Cosa prevede la nuova Imu con riferimento ad anziani e disabili? L’anziano residente in istituto di ricovero deve pagare Imu? Sotto quest’ultimo profilo, la legge continua a prevedere la possibilità per il Comune di esentare la persona anziana dal pagamento della tassa. Occorre, dunque, verificare cosa ha previsto su questo punto l’amministrazione comunale del luogo in cui è ubicato l’immobile soggetto a tassazione.

Imu: cos’è e come si calcola?

Per moltissimi anni, la tassa comunale relativa agli immobili è stata la vecchia Ici che, tuttavia, a partire dal 2012, ha lasciato il posto all’imposta municipale propria, meglio nota con l’acronimo Imu. Questa imposta era, fino al 2020, parte integrante dell’imposta unica comunale (Iuc), che comprendeva, oltre all’Imu, la Tasi e la Tari. La Legge di bilancio 2020 ha abolito la Iuc, di cui è rimasta in vita solo la Tari, ed ha riscritto ex novo la disciplina dell’Imu che, tuttavia, non presenta molte differenze rispetto al previgente quadro regolatorio.

L’Imu è una tassa che grava su coloro che possiedono fabbricati e terreni e si calcola applicando alla base imponibile (che è diversa a seconda della natura del bene) un’aliquota il cui ammontare è deliberato annualmente dal Comune, nell’esercizio della sua potestà impositiva. Le amministrazioni comunali, tuttavia, non possono stabilire le aliquote in modo del tutto discrezionale poiché devono comunque rispettare la forbice prevista dalla legge.

Imu: si paga sulla prima casa?

Gli immobili adibiti ad abitazione principale (ossia le cosiddette prime case) non pagano l’Imu a meno che non siano di lusso, ossia, rientrino in una delle seguenti categorie catastali:

  • A/1;
  • A/8;
  • A/9.

L’agevolazione prevista per la prima casa si estende anche  alle pertinenze della stessa classificate nelle categorie C/2, C/6 e C/7, fino ad un massimo di una unità pertinenziale per ciascuna delle predette categorie.

Si considerano abitazioni principali le unità immobiliari in cui il soggetto passivo dell’imposta risiede anagraficamente e dimora abitualmente. Ne consegue che se il soggetto trasferisce la residenza in altro immobile dovrà pagare l’Imu poiché il bene non sarà più considerato abitazione principale.

Anziani e disabili ricoverati: pagano l’Imu?

In alcuni casi la decisione di spostare la residenza in un altro immobile deriva dall’esigenza di inserire un anziano o un disabile in una casa di cura nella quale il ricoverato sposta la residenza. Tale decisione produce, tuttavia, la perdita dello status di abitazione principale per la casa di proprietà dell’anziano o del disabile e, dunque, in linea di principio, l’obbligo di pagamento dell’Imu.

Per questo, la legge [1] prevede che il Comune, con un proprio atto regolamentare, può prevedere l’assimilazione ad abitazione principale dell’unità immobiliare di proprietà di anziani o disabili che trasferiscono la residenza in case di ricovero o strutture sanitarie a causa del ricovero permanente. Tale possibilità è, tuttavia, esclusa se l’unità immobiliare è locata. Se il disabile o l’anziano possiede più unità immobiliari, l’agevolazione dell’assimilazione può essere ottenuta solo per una di esse. Il Comune non può disporre regole più restrittive di quelle previste dalla legge ma ha solo la facoltà di decidere se applicare o meno l’assimilazione.

Non esiste, dunque, una regola generale, valevole per tutti i Comuni italiani, con riferimento al pagamento dell’Imu da parte dell’anziano ricoverato in una residenza protetta. Per sapere se occorre pagare l’Imu occorre verificare, di volta in volta, cosa ha previsto il Comune in merito.


note

[1] Art. 1, co. 741, lett. c), n. 6), L. 160 del 2019.


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