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Cosa succede se non si paga l’Imu?

5 Luglio 2021
Cosa succede se non si paga l’Imu?

Chi possiede un fabbricato o un terreno soggetto all’applicazione dell’imposta municipale propria è tenuto a procedere al pagamento nei termini stabiliti dall’amministrazione comunale.

Quest’anno, hai perso il lavoro e non sei riuscito a far fronte a tutti i pagamenti. In particolare, non hai ancora pagato l’imposta municipale propria relativa ad una seconda casa che possiedi. Per ora, il Comune non ti ha inviato alcun sollecito di pagamento e ti chiedi che cosa rischi se ometti di regolarizzare il versamento della tassa.

A partire dal 2012, la tassazione degli immobili è stata profondamente modificata con l’introduzione dell’Imu, al posto della precedente Ici. Come ogni altra tassa, l’imposta municipale propria deve essere obbligatoriamente versata dal soggetto passivo.

Ma cosa succede se non si paga l’Imu? I Comuni possono mettere in campo diversi strumenti per procedere al recupero coattivo delle imposte che non sono state regolarmente versate dai contribuenti. Inoltre, l’avvio di una procedura di recupero forzato della tassa di cui è stato omesso il pagamento rischia di far lievitare i costi per il soggetto passivo.

Imu: cos’è e a chi si applica?

L’imposta municipale propria, meglio conosciuta con la sigla Imu, è l’attuale forma di tassazione della proprietà immobiliare che, a partire dal 2012, ha sostituito la vecchia Ici. Dal 2014 al 2020, l’Imu è stata una delle tre componenti dell’imposta municipale unica (Iuc), insieme alla tassa sui rifiuti (Tari) ed alla tassa sui servizi (Tasi). A partire dal 2020, la Iuc è stata abrogata e l’Imu è stata oggetto di una completa riscrittura da parte del legislatore.

L’Imu si applica a tutti i soggetti che possiedono fabbricati e terreni. Sono, tuttavia, esclusi gli immobili destinati ad abitazione principale, ossia, secondo la definizione fornita dalla legge [1] l’unità immobiliare nella quale il soggetto passivo dell’imposta e i componenti del proprio nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale. L’agevolazione si estende anche alle pertinenze dell’immobile esente da Imu.

L’esenzione dal pagamento dell’Imu per le abitazioni principali non è, tuttavia, assoluta. Sono, infatti, soggette all’imposta le prime case che rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 in quanto considerate di lusso.

Imu: quando si paga e come si computa?

L’imposta municipale propria deve essere pagata per anni solari in proporzione alla quota dell’anno e al numero di mesi in cui si è protratto il possesso. A questo fine, occorre precisare che:

  • il mese nel quale il possesso è perdurato per più della metà dei giorni di cui il mese è composto viene computato per intero (per i mesi di trenta giorni, dunque, si paga un mese intero se il possesso si è protratto per più di quindici giorni);
  • il giorno nel quale si verifica il trasferimento del possesso viene computato in capo all’acquirente e l’imposta relativa al mese del trasferimento è interamente a suo carico se i giorni di possesso sono uguali a quelli del cedente.

Per quanto concerne le tempistiche di pagamento dell’Imu, la legge prevede che l’Imu debba essere versata in due rate:

  1. la prima rata Imu deve essere pagata entro il 16 giugno di ogni anno e, con riferimento al quantum, è pari alla tassa dovuta per il primo semestre che si ottiene applicando l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente;
  2. la seconda rata Imu, che rappresenta il saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’anno di riferimento, deve essere pagata entro il 16 dicembre di ogni anno e deve essere calcolata in base della delibera comunale con cui sono state approvate le aliquote alla data del 28 ottobre dell’anno di riferimento. Se le aliquote non sono pubblicate entro il termine del 28 ottobre, il saldo verrà calcolato utilizzando le delibere dell’anno precedente. La seconda rata, se necessario, conterrà anche l’eventuale conguaglio sulla prima rata.

Chi preferisce togliersi il pensiero una sola volta, può optare per il pagamento in un’unica soluzione annuale entro il 16 giugno dell’anno di riferimento.

Mancato pagamento Imu: quali conseguenze?

Se il soggetto passivo non provvede al pagamento dell’Imu entro i termini previsti dalla legge è prevista la possibilità di un ravvedimento operoso, ossia, di un pagamento tardivo tramite modello F24. In questo caso è sempre necessario aggiungere all’importo dovuto anche gli interessi e le sanzioni.

La legge di bilancio 2020 prevede, in caso di ravvedimento operoso, una riduzione delle sanzioni che varia a seconda delle tempistiche di pagamento ritardato dell’Imu. In particolare, la riduzione delle sanzioni è pari a:

  • 1/10 del minimo se la regolarizzazione avviene entro trenta giorni dalla scadenza;
  • 1/9 del minimo in caso di regolarizzazione entro novanta giorni;
  • 1/8 del minimo, in caso di regolarizzazione entro un anno.

Se il soggetto passivo non si ravvede l’amministrazione comunale potrà procedere al recupero forzoso dell’importo non dovuto, se del caso affidandosi agli agenti della riscossione (come Equitalia). La procedura esecutiva determina un sensibile aumento degli oneri economici a carico del contribuente.


note

[1] Art. 1, co. 741, lett. b), L. 160 del 2019.


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