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Assegno di divorzio anche se il mantenimento è stato pagato in soluzione unica

18 Febbraio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Febbraio 2014



Il coniuge più debole può aver diritto all’assegno divorzile anche quando, dopo la separazione, abbia già ricevuto dall’ex il mantenimento in un’unica soluzione.

Dopo la separazione, non esiste solo un modo per versare il mantenimento all’ex.

Se, infatti, la regola di solito applicata è quella secondo cui il coniuge obbligato debba versare all’altro una somma periodica di denaro (in genere a cadenza mensile), tuttavia le parti possono anche raggiungere un diverso accordo, prevedendo la corresponsione di un importo in un’unica soluzione (cosiddetto una tantum).

Ad esempio, il coniuge obbligato, anziché versare ogni mese all’altro un assegno di 1000 euro per tutto il periodo della separazione, verserà un importo di 80.000 euro una sola volta e non sarà tenuto a versare altro.

Tale scelta, tuttavia, non preclude, in sede di divorzio, al coniuge più debole (in genere la donna), la possibilità di richiedere e vedersi riconosciuto dal giudice anche il diritto a un nuovo assegno di mantenimento. È quanto ha precisato la Cassazione  in una pronuncia di qualche giorno fa [2].

Il giudice, pertanto, potrà prevedere il diritto all’assegno divorzile indipendentemente dagli accordi di natura economica intervenuti tra le parti in sede di separazione.

Infatti, ricorda la Suprema Corte, la legge [2] stabilisce solo che, ai fini del riconoscimento dell’assegno, il magistrato debba verificare le attuali condizioni patrimoniali dei coniugi rispetto al tenore di vita avuto durante il matrimonio, valutando l’eventuale inadeguatezza dei redditi del coniuge che richiede il mantenimento e l’impossibilità di quest’ultimo di procurarseli.

Se il giudice dovesse riscontrare l’esistenza di un divario tra i patrimoni delle parti, tale da far ritenere che i mezzi del coniuge richiedente siano inadeguati rispetto al tenore di vita matrimoniale e che si sarebbe presumibilmente avuto qualora l’unione fosse proseguita, il coniuge con minor reddito potrà ottenere il riconoscimento di un assegno mensile grazie al giudice del divorzio.

 

La vicenda

Nel caso di specie, la ex moglie, sia per ragioni di età, sia di attitudini personali, si era trovata nella oggettiva impossibilità di procurarsi mezzi adeguati a consentirle di mantenere l’elevato tenore di vita goduto durante la convivenza coniugale, grazie alla professione di medico del marito. La Corte pertanto ha riconosciuto alla donna il diritto all’assegno divorzile, nonostante quest’ultima avesse già ricevuto dall’ex coniuge, con la separazione, una cospicua somma in un’unica soluzione.

Il consiglio pratico

Il consiglio è, pertanto, quello di valutare con oculatezza l’accordo di separazione inteso a chiudere ogni rapporto patrimoniale con il coniuge tramite il versamento di un importo una tantum. Tale decisione, infatti, non preclude ulteriori richieste economiche da parte del beneficiario nel corso del giudizio di divorzio.


note

[1] Cass. sent. n. 2948/14 del 10.02.14.

[2] Art. 5 L. 898/70.

Autore immagine: 123rf.com


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