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Acquisti online e diritto di recesso

5 Luglio 2021
Acquisti online e diritto di recesso

Quando il consumatore acquista dei beni o dei servizi al di fuori dei locali commerciali ha un diritto di “ripensamento” che deve essere esercitato entro i termini fissati dalla legge.

Hai ordinato su un sito di e-commerce un paio di pantaloni. Li hai ricevuti e la taglia è quella giusta per te. Tuttavia, indossandoli, ti sei accorta che non ti stanno bene e vorresti restituirli al mittente ottenendo il rimborso del prezzo pagato.

L’acquisto di beni e servizi al di fuori dei locali commerciali pone il consumatore in una condizione di maggiore svantaggio rispetto all’acquisto di persona. L’acquirente, infatti, decide di procedere all’acquisto potendosi basare solo sulle immagini raffigurate nella piattaforma online ma non può “toccare con mano” il prodotto. Proprio per questo, la legge prevede un’apposita disciplina in materia di acquisti online e diritto di recesso.

Si tratta di un vero e proprio diritto di ripensamento che consente al consumatore, a sua discrezione, di recedere dall’acquisto del bene o del servizio e ottenere la restituzione della somma di denaro erogata al venditore a titolo di prezzo. L’esercizio di questo diritto, tuttavia, deve avvenire nel rispetto delle regole previste dalla legge.

Acquisti online: cos’è il diritto di recesso?

Il Codice del Consumo è stato introdotto dal legislatore al fine di tutelare il soggetto che, nel rapporto contrattuale con l’azienda di vendita o distribuzione di beni o servizi, è maggiormente debole, ossia, il consumatore. Spesso, infatti, i consumatori si limitano a sottoscrivere dei contratti commerciali redatti dal venditore senza avere una reale possibilità di negoziazione delle relative clausole. Per questo, considerata la debolezza contrattuale del consumatore, la legge è intervenuta a tutelare la sua posizione, prevedendo una serie di diritti e di tutele inderogabili dalle parti.

In questo ambito, si inserisce il diritto di recesso del consumatore nel caso di acquisti effettuati al di fuori dei locali commerciali, tra cui gli acquisti online. In queste circostanze, la legge [1] prevede che il consumatore può esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni lavorativi e ricevere il rimborso del prezzo da parte del venditore entro lo stesso termine. Si tratta di un vero e proprio diritto di ripensamento poiché non è previsto l’obbligo di indicare il motivo per cui si intende restituire il bene acquistato.

Diritto di recesso del consumatore: come si esercita?

Per esercitare il diritto di recesso in caso di acquisti online occorre inviare all’azienda venditrice un’apposita comunicazione che garantisca la data certa dell’invio e della ricezione da parte della società. Per questo è consigliabile utilizzare le seguenti modalità di invio:

  1. raccomandata con ricevuta di ritorno da recapitare alla sede legale dell’azienda;
  2. messaggio pec all’indirizzo pec dell’azienda estratto dai pubblici registri.

L’invio della comunicazione di recesso con queste modalità consente al consumatore, in caso di contestazioni, di poter dimostrare la data di invio e di recezione della missiva e, dunque, il rispetto del termine di 14 giorni fissato dalla legge.

Diritto di recesso del consumatore: da quando decorre il termine?

Come abbiamo visto, il consumatore ha 14 giorni di tempo per recedere dall’acquisto del bene online. Ma da quando decorre questo termine? Occorre distinguere:

  • nel caso di acquisto di prodotti, i 14 giorni cominciano a decorrere dalla data di ricezione del bene, anche se “ricevuto” digitalmente (come, ad esempio, un software o un cd audio su file);
  • nel caso di contratti online, i 14 giorni cominciano a decorrere dalla data di sottoscrizione del contratto.

Il venditore, in base al Codice del consumo, deve esplicitare le modalità di esercizio del recesso, della restituzione del prodotto/servizio e di rimborso del prezzo. Se, tuttavia, l’azienda omette di fornire al consumatore questa informativa i termini del diritto di ripensamento passano da 14 giorni a 12 mesi che decorrono sempre con le predette modalità.

Diritto di recesso: chi paga le spese di restituzione?

Il recesso dall’acquisto online determina l’annullamento degli effetti medio tempore prodotti dal contratto di vendita. L’acquirente dovrà, quindi, restituire al venditore il bene e l’azienda dovrà rimborsare al consumatore il prezzo di vendita.

Ma chi paga le spese di restituzione? In linea generale, questi oneri sono a carico del consumatore ma occorre verificare cosa prevedono sul punto le policy dell’azienda in materia di diritto di ripensamento. Molti venditori, infatti, anche al fine di fidelizzare la clientela, prevedono la gratuità della restituzione e le spese postali sono, dunque, a carico del venditore.


note

[1] Art. 52 ss. D. Lgs. n. 206 del 6.09.2005.


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5 Commenti

  1. Ormai, io faccio tutti i miei acquisti online. Trovo molte offerte convenienti e poi i prodotti mi vengono spediti nell’arco di poco tempo con la possibilità di recesso. Vi consiglio di verificare sempre i dati del sito, l’assistenza e la presenza di un punto legale in cui vengono gestiti gli affari perché altrimenti potrebbe trattarsi di una truffa

  2. La pandemia causata dal Covid-19 ha fatto registrare un boom nelle vendite online. A partire dalla spesa al supermercato fino alle attrezzature da palestra in casa (che poi i due temi in un certo senso di ricollegano se ci pensate: molti mangiano cibo spazzatura e poi per sentirsi senza sensi di colpa fanno ginnastica quando non hanno mai alzato un sasso da terra e lasciano inutilizzati i macchinari pur avendoli acquistati e magari poi pretendono la sistemazione o la sostituzione del prodotto senza neanche capire come funziona

  3. Vero, la differenza tra negozi fisici e negozi online da questo punto di vista del recesso è abissale. Però pensate che in negozio tu hai la possibilità di vedere il prodotto, toccarlo con mano e avere il commesso che ti spiega caratteristiche e te lo mostra funzionante. Su Internet, invece, devi affidarti alle recensioni che non sempre sono veritiere. Quindi, io sono per gli acquisti online soltanto per quanto riguarda lo stretto e indispensabile

  4. Il pericolo di fare acquisti online è che ti arrivi la merce danneggiata e poi sei costretto a seguire una serie di procedure burocratiche per aver diritto al rimborso o alla spedizione di quanto avevi ordinato in origine. In ogni caso, il vantaggio dell’acquisto su Internet non lo cambierei con un negozio fisico., Trovo prodotti non presenti in negozio, cose che realizzano dall’altra parte del mondo e con pochi passaggi ti arriva in Italia. Insomma, ormai, io sono un compratore incallito online

  5. Si è vero che acquistando online hai il diritto di recesso, ma questo diritto al cambio prodotto lo riconoscono anche molti negozi fisici perché a loro conviene dare al consumatore la possibilità di effettuare delle sostituzioni se non sono soddisfatti pur avendo misurato il prodotto nel camerino. Ecco, ovviamente, questo accade nel settore dell’abbigliamento ma potrebbe succedere anche altrove. Magari, uno prova in camerino un capo, arriva a casa, si pente e poi ha tot giorni di tempo per ripensarci e andare ad effettuare il cambio. Così è molto comodo perché non si pone il problema di spedizione pacco, pagamento delle spese di spedizione ecc.

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