Diritto e Fisco | Articoli

Distanza recinzione da strada comunale: normativa

5 Luglio 2021
Distanza recinzione da strada comunale: normativa

Il proprietario di un fondo che confina con la sede stradale può erigere un recinto ma deve rispettare le distanze minime previste dalla legge e dal regolamento comunale.

Hai un terreno che segue la linea di una strada provinciale. Vuoi erigere una recinzione per evitare il continuo pascolo sul tuo fondo da parte di animali selvatici che distruggono, ogni anno, parte della produzione agricola realizzata sul fondo. Vuoi sapere se devi rispettare delle distanze minime per realizzare la recinzione.

L’installazione di recinti e muri di divisione sui terreni che confinano con le strade adibite alla circolazione dei veicoli deve essere verificata con riferimento alle norme del Codice della strada. Tali realizzazioni, infatti, non devono mettere a rischio la sicurezza dei conducenti.

Ma qual è la distanza recinzione da strada comunale? Cosa prevede la normativa in merito? Per rispondere a questi interrogativi occorre, innanzitutto, verificare la tipologia di strada con la quale confina il terreno. In più, oltre a rispettare le norme del Codice della strada, occorre prestare attenzione alle disposizioni previste in materia dal regolamento comunale.

Tipologie di strade: cosa prevede il Codice della strada?

Prima di chiederci qual è la distanza minima tra recinzione e strada occorre verificare a quale tipologia appartiene la strada vicino alla quale si intende realizzare l’opera. Le distanze minime, infatti, variano a seconda del tipo di strada.

Sotto questo profilo occorre rammentare che, in base al Codice della strada (Cds), le strade sono classificate come segue:

  • A – Autostrade;
  • B – Strade extraurbane principali;
  • C – Strade extraurbane secondarie;
  • D – Strade urbane di scorrimento;
  • E – Strade urbane di quartiere;
  • F – Strade locali;
  • F-bis. Itinerari ciclopedonali.

Distanza recinzione da strada: cosa prevede il Cds?

Il Cds [1] disciplina le fasce di rispetto per l’edificazione di beni immobili nei pressi delle sedi stradali. In particolare, la norma di legge prevede che, per le strade di tipo E ed F, ossia, strade urbane di quartiere e strade locali, non sono previste distanze minime dal confine stradale ai fini della sicurezza della circolazione.

Diversamente, per le altre tipologie di strade, il Codice della strada individua le distanze dal confine stradale all’interno dei centri abitati, che devono essere rispettate nei seguenti casi:

  • nelle nuove costruzioni;
  • nelle demolizioni integrali e conseguenti ricostruzioni;
  • negli ampliamenti fronteggianti le strade.

In particolare, tali realizzazioni devono rispettare una distanza minima pari a:

  • 30 m per le strade di tipo A, ossia le autostrade;
  • 20 m per le strade di tipo D, ossia le strade urbane di scorrimento.

Distanza recinzione da strada: il ruolo dei Comuni

Come abbiamo visto, è direttamente la legge a fissare la misura minima delle distanze delle recinzioni dalla sede stradale, sulla base del tipo di strada. Ma cosa può fare in merito il Comune? Può l’ente locale introdurre distanze diverse da quelle previste dalla legge?

La risposta a queste domande è giunta, anche di recente, dalla giurisprudenza amministrativa. In particolare, il Tar del Veneto [2] ha chiarito che deve ritenersi sempre preclusa l’introduzione, da parte dei regolamenti edilizi comunali, di distanze inferiori per le strade rientranti nelle categorie A (autostrade) e D (strade urbane di scorrimento). Diversamente, in tutte le altre ipotesi, deve essere riconosciuta ai Comuni, nell’esercizio dei propri poteri discrezionali di pianificazione e di regolamentazione dell’attività edilizia, di prevedere distanze diverse da quelle previste dalla legge sia per l’edificazione di beni immobili che per le recinzioni.

Con riferimento, poi, ai recinti è la stessa norma a prevedere la potestà regolatoria del Comune. La disposizione [3], infatti, prevede che le recinzioni e le piantagioni debbano essere realizzate in conformità con i piani urbanistici e di traffico redatti dai Comuni, delegando dunque agli enti locali la disciplina delle distanze. In ogni caso, la norma prevede che recinti e piante non debbano ostacolare o ridurre, a giudizio dell’ente proprietario della strada, il campo visivo necessario a salvaguardare la sicurezza della circolazione.

Per conoscere la distanza minima rispetto alla strada, da rispettare nella realizzazione di una recinzione occorre, dunque, fare riferimento al regolamento edilizio comunale ed al piano del traffico del Comune.


note

[1] Art. 28 D.P.R. 495/1992.

[2] Tar Veneto sent. n. 798/2020.

[3] Art. 18 co. 4 cod. strada.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube