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Lo sai che? Assicurazione per responsabilità professionale: si alla “Claim made”

Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 febbraio 2014

Si della Cassazione alla copertura retroattiva: l’assicurazione può risarcire il danno anche se la condotta colpevole è anteriore alla stipula della polizza per responsabilità professionale.

È valida la clausola, contenuta nelle polizze per responsabilità professionale, che consente la copertura assicurativa in forma retroattiva, ossia per condotte colpevoli poste prima della stipula del contratto. Con la conseguenza pratica che l’assicurazione sarà tenuta al risarcimento nei confronti dei clienti del professionista per danni da quest’ultimo determinati prima della firma della polizza.

Lo ha precisato la Cassazione con una recente sentenza [1].

Se, quindi, il contratto assicurativo presenta la cosiddetta clausola “Claim made” (secondo la quale “la garanzia vale per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta all’assicurato nel periodo di assicurazione”) è possibile lo sfasamento tra la prestazione dell’assicuratore (obbligo di indennizzo al verificarsi di alcuni possibili eventi) e controprestazione dell’assicurato (pagamento del premio).

In parole semplici, in tali casi, saranno coperti da assicurazione tutti i comportamenti dell’assicurato anteriori alla data della conclusione del contratto, qualora la domanda di risarcimento del danno sia per la prima volta proposta dopo tale data.

Saranno, viceversa, privi di garanzia i comportamenti tenuti dall’assicurato nel corso della piena validità ed efficacia della polizza, quando la domanda di risarcimento danni è proposta dopo la cessazione degli effetti del contratto.

L’estensione della copertura della polizza a periodi antecedenti rappresenta una scelta precisa dell’assicuratore che, di sua iniziativa, inserisce la clausola tra le condizioni generali di contratto sulla base di una consapevole valutazione dei rischi. Si tratta di un’alea, quindi, che l’assicurazione sceglie consapevolmente e che, quindi, non può che considerarsi – secondo la Cassazione – pienamente valida.

È allora del tutto ingiustificato, conclude la Cassazione, negare efficacia alla clausola claim made.

note

[1] Cass. sent. n. 3622/14.

Autore immagine: 123rf.com


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