Diritto e Fisco | Articoli

Costringere l’ex a una conversazione non voluta: è reato?

2 Marzo 2021 | Autore:
Costringere l’ex a una conversazione non voluta: è reato?

Limiti alla libertà altrui: quando c’è reato? Violenza privata, molestie e stalking: tutti i reati che può integrare l’ex che voglia imporre le proprie ragioni.

La legge tutela la libertà di ciascun individuo. Essere liberi significa non solo potersi muovere come meglio si crede, ma anche poter scegliere ciò che più ci piace fare. Questo significa che limitare la libertà di una persona non significa solamente chiuderla a chiave in una stanza, ma anche costringerla a fare oppure a sopportare qualcosa di non gradito, perfino un colloquio o un’altra azione non violenta.

È reato costringere l’ex a una conversazione non voluta? A questa domanda ha fornito risposta la Corte di Cassazione, stabilendo che può scattare il reato di violenza privata anche nell’ipotesi in cui si obblighi una persona a prestare ascolto alle proprie parole. Ovviamente, affinché si integri il delitto occorre che sussistano determinate circostanze: tra persone sentimentalmente legate, infatti, è più che normale litigare e, talvolta, alzare il tono della voce pur di farsi ascoltare. Ciò non significa che ogni volta che accade una condotta del genere scatti il reato.

Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo quando costituisce reato costringere una persona ad ascoltare una conversazione non voluta.

Violenza privata: che reato è?

Come detto in premessa, la libertà di una persona ha diversi modi di estrinsecarsi. La libertà implica sicuramente l’autonomia di movimento, ma anche quella di poter assumere decisioni senza condizionamenti imposti dall’esterno.

Di conseguenza, non costituisce reato solamente il sequestro di persona (il quale implica la costrizione della libertà personale altrui) ma anche la condotta che, per mezzo di minacce o violenza, obblighi una persona a fare, non fare oppure a tollerare qualcosa.

È proprio questo il reato di violenza privata. Secondo la legge, chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa, è punito con la reclusione fino a quattro anni. La pena è aumentata se la violenza o la minaccia è effettuata con determinati mezzi, ad esempio attraverso l’impiego di armi [1].

Violenza privata: quando è reato?

La violenza privata limita la libertà di una persona in quanto costringe la vittima a qualcosa che non vorrebbe. Gli esempi si sprecano; costituiscono violenza privata:

  • impedire al conducente di uscire dall’auto ponendo un ostacolo alla sua portiera (ad esempio, parcheggiando talmente vicino da rendere impossibile l’apertura);
  • sottrarre le chiavi del veicolo per impedire al proprietario di allontanarsi;
  • impedire ai lavoratori di accedere ai propri mezzi per proseguire l’attività;
  • minacciare, verbalmente o con un’arma, una persona affinché non esca di casa, oppure perché entri in macchina.

Insomma: ogni volta che si limita la libertà di autodeterminazione di una persona scatta il reato di violenza privata, purché tale limitazione provenga dall’impiego di violenza o di minaccia.

Costringere ad ascoltare una conversazione: è reato?

Secondo la Corte di Cassazione, sussiste il reato di violenza privata se si costringe l’ex a salire in macchina per affrontare una discussione non voluta [2].

Dunque, il reato non scatta solamente perché si costringe una persona a sentire le proprie ragioni, ma perché tale risultato è ottenuto obbligando la vittima a raggiungere o rimanere in un luogo contro la propria volontà. Lo stesso accadrebbe, quindi, se si costringesse l’ex partner a sentire una conversazione spingendola con le spalle al muro e non lasciandole vie di fuga.

Per i giudici non sussiste il reato di sequestro di persona perché l’intento del colpevole non è quello di limitare la libertà personale dell’ex partner bensì quello di costringerlo ad ascoltare una conversazione non voluta. Anche questa condotta, però, costituisce reato e, per la precisione, il delitto di violenza privata, che limita la libertà di autodeterminazione di una persona.

Chiamare continuamente l’ex: è reato?

Posto che costringere l’ex a una conversazione non voluta costituisce il reato di violenza privata, deve ritenersi invece lecita la condotta di chi insista per poter parlare con il proprio ex partner, purché tale volontà non travalichi i limiti fissati dalla legge in materia di molestie e di stalking.

Secondo il Codice penale [3], le molestie consistono nella condotta di chi «in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. La pena è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro».

In buona sostanza, il Codice penale prevede due tipi di molestia differenti tra loro:

  • il primo presuppone che sia stato arrecato disturbo in luogo pubblico (cioè in un posto accessibile a tutti: piazze, libere vie, ecc.) o aperto al pubblico (luoghi ove è possibile a chiunque accedere, ma solo a determinate condizioni: si pensi ad un cinema o a un museo, ove è possibile entrare solamente pagando il prezzo del biglietto);
  • il secondo, prescindendo totalmente dal luogo, importa l’utilizzo del telefono come strumento per veicolare il comportamento indesiderato.

Differente (e più grave) è il reato di stalking, che si integra ogni volta che, con condotte reiterate, una persona minaccia o molesta taluno in modo da:

  • cagionare un perdurante stato di ansia o di paura;
  • provocare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto;
  • costringere la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita [4].

Tutto ciò significa che chi assilla l’ex partner, con continue telefonate oppure in luogo pubblico per avere a tutti i costi una conversazione, rischia di incorrere nel reato di molestie.

Nei casi più gravi, però, c’è il rischio che si integri il delitto di stalking, se la persecuzione all’ex ha ripercussioni sulla vita della vittima, la quale ad esempio comincia a soffrire di un costante stato ansioso oppure inizia a temere per la propria incolumità.


note

[1] Art. 610 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 2480/2021.

[3] Art. 660 cod. pen.

[4] Art. 612-bis cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Il mio ex non riusciva a capire che dopo la fine della nostra relazione io non avevo più alcuna intenzione di sentirlo, vederlo né di incrociarlo anche solo per sbaglio per strada. Lui ha tentato più volte di chiarire, ma io non ne ho mai voluto sapere così ho cambiato numero di cellulare e mi sono creata nuovi profili social bloccandolo ovunque.

  2. La mia ex mi ha tradito con il mio migliore amico. Sono stato pugnalato due volte alla schiena da coloro che credevo fossero le persone più importanti della mia vita, oltre alla mia famiglia ovviamente. Un giorno, li ho beccati perché entrambi stranamente mi avevano dato buca. Ho scoperto il tradimento e lei poi ha cercato più volte di farsi perdonare. Un giorno è entrata in casa e mi ha chiuso la porta a chiave impedendomi di uscire. Un gesto disperato di cercare il mio perdono. Non so come ho fatto a mantenere la calma. Dopo aver ascoltato il suo inutile piagnisteo, come se fosse stata lei la povera vittima che si è trovata nel letto di un altro, alla fine l’ho sbattuta fuori di casa e le ho detto di non farsi più vedere altrimenti avrei avvisato le autorità. La sua nomea ormai si è diffusa subito tra gli amici, io non ne ho mai fatto parola. Ha fatto la fine che meritava

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube