Professionisti: gli ordini riveleranno i dati al fisco

1 Marzo 2021 | Autore:
Professionisti: gli ordini riveleranno i dati al fisco

Gli Ordini devono finire di attrezzarsi per rispettare l’obbligo di trasmissione telematica dei dati alle Entrate entro l’estate.

Entro il 30 giugno 2021, gli Ordini professionali saranno obbligati a trasmettere esclusivamente per via telematica, utilizzando il software messo a disposizione dal Fisco, le informazioni che riguardano l’Anagrafe tributaria, ovvero quelle relative alle iscrizioni, alle variazioni e alle cancellazioni in Albi, registri ed elenchi per l’esercizio di attività professionali e di lavoro autonomo. L’Agenzia delle Entrate ha stabilito recentemente questo termine per i dati 2020. L’obiettivo è quello di svolgere nel modo più corretto possibile l’attività di controllo fiscale.

L’obbligo interessa gli Ordini territoriali che, però, possono chiedere il supporto di un intermediario qualificato o dei Consigli nazionali delegati a sbrigare questa pratica oppure che abbiano una specifica convenzione a tal proposito con il Fisco.

Un compito abbordabile soprattutto per gli Ordini con un numero di iscritti più elevato, come ad esempio quello degli avvocati, che sarebbe già pronto per iniziare questo nuovo rapporto telematico con il Fisco. In una dichiarazione riportata questa mattina dal quotidiano Il Sole 24 Ore, il presidente dell’Ordine romano, Antonio Galletti, spiega che ogni mese vengono iscritti circa cento nuovi professionisti e che, quindi, «sono molteplici le attività di invio telematico già in atto. È stato delegata – aggiunge Galletti – la trasmissione dati al Consiglio nazionale forense».

Qualche difficoltà in più per gli architetti. In alcune province, come a Campobasso, si ammette che la comunicazione telematica delle informazioni può comportare qualche problema, con la trasmissione dei dati sulla piattaforma online del Fisco ferma da qualche anno. Diverso il quadro della situazione a Milano, dove già da due anni vengono inviate le informazioni all’Agenzia delle Entrate in formato digitale tramite un intermediario. Proprio dal capoluogo lombardo – riporta ancora il quotidiano di Confindustria – si fa notare che la novità del provvedimento del Fisco potrebbe derivare dalla volontà di allineare i dati trasmessi all’Anagrafe tributaria con quelli dell’Albo unico di ciascuna professione: ad oggi, infatti, i due flussi informativi non risulterebbero sempre coerenti tra loro.

Per quanto riguarda i commercialisti, a Venezia si utilizza da tempo la comunicazione telematica attraverso i canali delle Entrate, così come a Padova, Rovigo, Udine, Verona e Vicenza. Non è così, invece, a Pescara: secondo il presidente dell’Ordine, Giancarlo Grossi, non c’è stato ancora un allineamento «e nei prossimi mesi si valuteranno le diverse opzioni, vale a dire la trasmissione in proprio o l’affidamento al Consiglio nazionale, auspicando che quest’ultimo stipuli una convenzione con le Entrate anche per evitare la trasmissione di dati non omogenei da parte degli Ordini territoriali».

Situazione fluida, invece negli Ordini dei notai e dei consulenti del lavoro.



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