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App che segnalano gli autovelox: ecco quali sono leciti e quali invece no

18 febbraio 2014


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 febbraio 2014



Tom tom e navigatori che segnalano la presenza di apparecchi di controllo elettronico della velocità: non tutti sono legali.

Benché venduti tranquillamente negli “app store” degli smartphone o in numerosi siti internet, tanto la produzione, quanto la vendita e l’uso dei “tom tom” che segnalano la presenza degli autovelox è illecita e vietata dalla legge [1]. Questo vuol dire che, se la polizia vi becca ad usare uno di questi sistemi, per voi scatta una multa da 802 a  3.212 euro. Oltre, ovviamente, a quella per eccesso di velocità.

Ma questo non vale sempre. Una ordinanza di poche ore fa della Cassazione [2] ha, invece, salvato dall’illegalità gli apparecchi “Hermes”: un vero e proprio navigatore satellitare che, oltre a fungere da assistente alla guida, segnala le postazioni in cui potrebbero essere i controlli. In questo caso, l’automobilista non rischia la sanzione.

Ma cos’ha di diverso l’Hermes dagli altri apparecchi? Quello in questione è un normale navigatore satellitare consentito anche dalle Circolari ministeriali; esso è idoneo a svolgere funzione di assistente alla guida, segnalando le postazioni in cui potrebbero essere in funzione i controlli, e non gli apparecchi effettivamente in funzione.

Insomma, non si tratta di un’app dedicata a spiare la presenza di autovelox attivi, ma solo di un “assistente alla guida”, un navigatore con caratteristiche sofisticate. Hermes infatti riesce a rilevare la presenza degli autovelox indicando tempestivamente la velocità permessa e calcolando anche la velocità media in relazione a quella prescritta dai cosiddetti Tutor. Inoltre Hermes segnala le postazioni in cui potrebbero essere i controlli e non gli apparecchi effettivamente in funzione.

Poiché nel 2007 il Codice della strada è cambiato, essendo diventato obbligatorio presegnalare e rendere visibili i controlli di velocità, l’Antitrust (chiudendo un’istruttoria) e la Polizia stradale (in una nota di chiarimento) hanno ritenuto che restino vietati solo i dispositivi che intercettano i rilevatori in funzione, mentre invece navigatori e simili sono consentiti. Anzi, sono in un certo senso da incentivare, perché aiutano a raggiungere lo scopo dichiarato del Dl 117/07: rendere palesi i controlli, perché il legislatore ha ritenuto (più o meno a ragione) che ciò dia un effetto di prevenzione e deterrenza.

Un apparecchio “anti-autovelox” non è sempre vietato: lo è solo se è in grado di intercettare un rilevatore effettivamente in funzione, mentre è lecito averlo a bordo se si limita a ricordare al conducente dove sono ubicate le postazioni di rilevamento (a prescindere dal fatto che siano effettivamente attive).

Dunque, per stabilire se le pesanti sanzioni della confisca e multa (che oggi è di 802 euro) vadano effettivamente applicate, occorre capire come funzioni il dispositivo sotto esame.

note

[1] Art. 45 comma 9-bis e 9-ter cod. str.

[2] Cass. ord. n. 3853 del 18.02.2014.

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1 Commento

  1. Vabbé, ma i navigatori sono tutti così, quelli che rilevano i telelaser (gli autovelox è impossibile) sono altri tipi di apparecchi.

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