Cronaca | News

Covid: allarme tra gli adolescenti

1 Marzo 2021
Covid: allarme tra gli adolescenti

Per la prima volta l’incidenza negli under 20 è più alta che in altre fasce d’età. Nel mirino variante inglese e mancati vaccini. 

Torna la preoccupazione per il dilagare dei contagi in ambiente scolastico. A provocarla è un rapporto prodotto dagli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), intitolato «Focus sull’età evolutiva».

Nella relazione, si legge di un boom di casi di coronavirus tra i giovani, nella fascia d’età 13-19 anni. A gennaio, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, l’incidenza del virus negli under 20 ha superato quella in altre fasce adulte della popolazione. Significa che il numero delle infezioni sta crescendo soprattutto tra gli studenti.

Stando al focus dell’Iss, il valore più alto dell’incidenza del virus, registrato nella fascia 13-19 anni, si quantifica in circa duecento casi ogni centomila abitanti. Le infezioni, nei giovani under 20, a novembre erano state 106mila, poi sono scese a circa sessantamila nei mesi di dicembre e gennaio. È stato quindi il mese di novembre quello del picco.

Un dato che rimane invariato è quello dell’aggressività del virus, che nei giovani si conferma scarsa: pochissimi i casi di infezione polmonare grave, mentre i ragazzi sono perlopiù asintomatici o al massimo con lievi malesseri.

La maggiore incidenza nei giovani è probabilmente riconducibile a due fattori: da un lato, la variante inglese che galoppa e che rende il virus più contagioso, dall’altro l’effetto dei vaccini, che stanno proteggendo gli anziani, la categoria che finora era stata più a rischio.

Il Comitato tecnico scientifico (Cts), intanto, proprio sulla base del focus degli esperti Iss, ha stilato un parere che entrerà nel prossimo Dpcm, secondo il quale, in zona rossa, è necessario chiudere ogni istituzione scolastica, dalla scuola materna all’università e continuare le lezioni con la modalità della didattica a distanza (dad).

Saranno i governatori delle Regioni o anche sindaci e prefetti ad avere la competenza sui provvedimenti di chiusura. Previste, inoltre, restrizioni e ritorni alla dad anche nelle aree di color arancione scuro, anche dette zone arancioni rafforzate. Qui, ai Comuni dove i contagi oltrepassano i 250 casi su centomila abitanti, si potrebbero applicare le stesse restrizioni della zona rossa, ma su questo si sta ancora lavorando, in base ad alcuni rilievi mossi dalle Regioni sul testo del Dpcm, che dovrebbe essere firmato tra oggi e domani.

Il provvedimento avrà validità dal 6 marzo al 6 aprile e comprenderà, quindi, anche le festività di Pasqua (domenica 4 aprile e lunedì dell’Angelo, 5 aprile).

Di fronte alla prospettiva delle chiusure, che coinvolgeranno anche i bambini della scuola primaria, è molto critica l’ex ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina. «Se non ci si organizza è molto più facile trovare la scorciatoia – ha dichiarato la titolare dell’Istruzione durante il Governo Conte bis – e la scorciatoia è chiudere le scuole. Prima di chiudere tutto, perché non abbiamo dato le mascherine Ffp2 ai docenti o non diminuiamo ulteriormente il numero degli studenti in presenza nelle zone rosse?».



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