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Dilagano le app per spiare il partner: ecco come difendersi

1 Marzo 2021
Dilagano le app per spiare il partner: ecco come difendersi

L’Italia è seconda in Europa e ottava al mondo per numero di vittime. Il fenomeno non ha conosciuto attenuazione neanche con le restrizioni della pandemia. 

Si chiamano «stalkerware». Non sono altro che applicazioni che, installate da altri sul cellulare dell’ignara vittima, sono in grado di spiarne movimenti (attraverso la geolocalizzazione), messaggi e chiamate effettuate e ricevute.

Il fenomeno è allarmante. In Italia, ne preoccupano le proporzioni, leggendo il rapporto 2020 dell’azienda russa Kaspersky, specializzata in sicurezza informatica.

Rispetto all’anno precedente, infatti, non c’è stato alcun miglioramento: il nostro Paese resta nella stessa posizione, ottava al mondo per numero di casi e seconda in Europa. Il tutto malgrado il periodo particolare che tutto il mondo sta vivendo, fatto di restrizioni, smart working e maggior tempo trascorso in casa. Segno evidente che l’impulso di spiare, spesso il proprio compagno o compagna, è irrefrenabile, ma va ricordato che si tratta di un reato.

L’installazione dello stalkerware, per setacciare i movimenti altrui, può avvenire in due modi. O tramite phishing, cioè con l’invio di un link che, se aperto dal malcapitato destinatario, permette a chi l’ha inoltrato di sottrarre dati e informazioni. Oppure con una vera e propria app che deve essere scaricata sul cellulare della persona che si vuole spiare, a sua insaputa.

Nel primo caso, è essenziale non aprire il link: questa è una regola che vale sempre a propria tutela, per ogni link sospetto inoltrato via sms, mail o app di messaggistica. Nel secondo caso, accorgersi di essere spiati è più difficile. Bisogna prima realizzare di avere un’app indesiderata sul proprio cellulare, ma spesso queste applicazioni sono nascoste da falsi nomi. Un esempio può essere quello di un’app chiamata «Wi-Fi» con accesso alla geolocalizzazione. Una volta trovata, comunque, non conviene sempre disinstallarla. Se si ha il sospetto che possa essere opera di un partner geloso o di un corteggiatore ossessivo è meglio aspettare a cancellarla.

Sky Tg24 ne ha parlato con un’avvocatessa esperta in queste tematiche, Ilaria Scaccabarozzi: «Se e quando si scopre una cosa del genere, non cancellare ma andare da un legale, dalle forze dell’ordine o rivolgersi a un centro antiviolenza: insomma, non muoversi da sole ma con l’aiuto di qualcuno. È importante mantenere traccia di quanto sta accadendo e, con l’aiuto di personale specializzato, attivare una rete di protezione. Questo è un segnale che non va sottovalutato e che apre le porte a possibili atteggiamenti violenti: per questo è importante farsi aiutare».

Anche un rapporto recente dell’Fbi sostiene che il 75% delle donne che hanno provato a lasciare il compagno geloso, dopo aver scoperto di avere uno stalkerware nel proprio cellulare, hanno subito forti violenze fisiche.

È comunque buona norma controllare il proprio smartphone periodicamente e dotarsi di un buon antivirus. Anche la cronologia dei siti web consultati va tenuta sotto controllo, perché è possibile che, per installare uno stalkerware, il malintenzionato debba visitare delle pagine web sconosciute alla vittima.



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