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Cosa vuol dire falsità materiale o ideologica?

8 Luglio 2021 | Autore:
Cosa vuol dire falsità materiale o ideologica?

Falso materiale e falso ideologico: quali sono le differenze? Quando l’alterazione o la contraffazione di un documento costituisce reato?

Falsificare un documento può costituire reato, soprattutto se si tratta di un atto che ha una particolare importanza, magari perché redatto da un pubblico ufficiale. È proprio per evitare che persone in buona fede possano essere tratte in inganno che la legge punisce il reato di falso. Secondo il nostro ordinamento, esistono due tipologie di falso: quello materiale e quello ideologico. Con questo articolo ci occuperemo proprio di questo aspetto: spiegheremo cosa vuol dire falsità materiale o ideologica.

Sulle prime, la differenza può sembrare sottile; in realtà, per comprendere la differenza tra falso materiale falso ideologico basta riflettere sul duplice modo di rendere falso un documento: da una parte, c’è la possibilità di alterare quanto già scritto da altri, spacciando così il testo modificato per vero; dall’altra, invece, un falso può anche stilarsi sin dapprincipio, senza bisogno di alterare un documento già scritto ma formandone uno che attesti cose non vere. Se ancora non ti è chiara la differenza tra falso materiale e falso ideologico, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa vuol dire falsità materiale o ideologica.

Falsità di un atto: cos’è?

Prima di spiegare cosa sono i reati di falsità ideologica e materiale è bene intendersi su cosa sia un atto falso per la legge.

Un atto è falso sostanzialmente in due ipotesi:

  • quando attesta fatti non veri, cioè non corrispondenti alla realtà. Classico esempio è quello del notaio o di altro pubblico ufficiale che attesta in un suo atto qualcosa che non è avvenuto (ad esempio, il notaio dichiara che la donazione è avvenuta in presenza di testimoni che, in realtà, non ci sono);
  • quando l’atto è stato modificato dopo la sua formazione (ad esempio: Tizio sottoscrive un contratto che successivamente Caio altera a proprio favore: ad esempio, Tizio si era impegnato a pagare 100 e Caio aggiunge uno zero facendo risultare 1000), oppure quando l’atto è totalmente falso, nel senso che non è attribuibile alla vera volontà di una persona (ad esempio: Sempronio prepara una scrittura privata ove Mevio si dichiara suo debitore; l’atto viene falsamente firmato da Sempronio imitando la grafia di Mevio).

Nel primo caso, la legge parla di falso ideologico; nel secondo, invece, di falso materiale.

Falsità materiale: cos’è?

Il falso materiale consiste nella contraffazione o alterazione di un testo inizialmente genuino, cioè veritiero.

Integra pertanto il reato di falso materiale chi modifica un documento già formato, alterandone il contenuto. Ad esempio, si pensi a chi ritocca una cifra, trasformando una lettera o un numero in un altro, oppure aggiunge o modifica alcune parole.

Ugualmente, è un falso materiale anche la creazione di un documento a firma di altri: Tizio scrive e sottoscrive (a nome di Caio) un documento in cui Caio si riconosce suo debitore.

In sintesi, il falso materiale riguarda la forma esteriore del documento e non la veridicità del contenuto. Il falso materiale si ha quando mancano le condizioni per poter emettere un documento, e pertanto in esso rientrano anche le ipotesi di creazione di un documento.

Falsità ideologica: cos’è?

Come spiegato nell’articolo “Il reato di falso ideologico“, la falsità ideologica non riguarda l’esteriorità del documento, bensì il contenuto.

Commette falso ideologico colui che attesta il falso, cioè che certifichi in un documento un fatto mai avvenuto, oppure avvenuto diversamente dalla realtà.

Il notaio che attesta che innanzi a lui si sono presentate tre persone anziché due, non commette un falso materiale ma un falso ideologico, perché mente nella formazione dell’atto. Ugualmente, colui che dichiara per iscritto di essere stato in un posto mentre in realtà era in un altro, commette un falso ideologico.

Atto falso: quando è reato?

Non ogni falsità in atti costituisce reato. Come vedremo di qui a breve, il falso commesso dal semplice privato non sempre integra gli estremi del delitto. Al contrario, il falso (materiale o ideologico) del pubblico ufficiale è sempre un crimine. Distinguiamo tutte le ipotesi.

Falsità materiale del pubblico ufficiale

La legge punisce la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici [1]: il pubblico ufficiale (il notaio, ad esempio) che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni.

L’atto pubblico è il documento redatto, con le apposite formalità, da un notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo ove l’atto è formato.

La legge punisce altresì il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, contraffà o altera certificati o autorizzazioni amministrative, ovvero, mediante contraffazione o alterazione, fa apparire adempiute le condizioni richieste per la loro validità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [2].

Falsità ideologica del pubblico ufficiale

Passiamo ora al falso ideologico e a quando costituisce delitto.

Secondo il Codice penale, commette reato il pubblico ufficiale che, ricevendo o formando un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità [3].

È altresì punito con la reclusione il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente in certificati o autorizzazioni amministrative, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità [4].

Ancora, è punito chi, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità, attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità [5]. È il classico caso del medico che attesta che il suo paziente è malato, mentre in realtà non ha niente.

Falsità del privato

Vediamo ora le falsità che può commettere il semplice privato, cioè la persona diversa dal notaio o da altro pubblico ufficiale.

La legge punisce il privato che abbia commesso una delle falsità materiali che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, ma con una pena ridotta di un terzo [6].

Per quanto riguarda invece la falsità ideologica, «chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile la reclusione non può essere inferiore a tre mesi» [7].

Non costituisce più reato la falsità commessa dal privato nella semplice scrittura privata [8]. In pratica, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, non è più punito penalmente, ma al massimo dovrà risponderne in sede civile.

Allo stesso modo, non costituisce più reato l’abuso di un foglio firmato in bianco. In altre parole, non è punibile penalmente la condotta di chi, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, approfittando di un foglio firmato in bianco, vi scrive o fa scrivere un atto privato produttivo di effetti giuridici, diverso da quello a cui era obbligato o autorizzato.

Si considera firmato in bianco il foglio in cui il sottoscrittore abbia lasciato bianco un qualsiasi spazio destinato ad essere riempito.


note

[1] Art. 476 cod. pen.

[2] Art. 477 cod. pen.

[3] Art. 479 cod. pen.

[4] Art. 480 cod. pen.

[5] Art. 481 cod. pen.

[6] Art. 482 cod. pen.

[7] Art. 483 cod. pen.

[8] D. lgs. n. 7 del 15 gennaio 2016.

Autore immagine: canva.com/


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