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Cosa vuol dire non menzione della condanna?

9 Luglio 2021 | Autore:
Cosa vuol dire non menzione della condanna?

Certificato del casellario giudiziale: cos’è e come funziona? A quali condizioni si può ottenere che la condanna non macchi la fedina penale?

Chi commette un reato rischia non solo di andare in carcere ma anche che la propria sentenza di condanna venga iscritta nel certificato del casellario giudiziale. In pratica, la persona condannata per un reato rischia di vedersi pregiudicata la cosiddetta fedina penale, cioè quel documento in cui sono riportate tutte le condanne subite. Per evitare che un soggetto condannato per reati non gravi si veda pregiudicata la propria reputazione (soprattutto agli occhi del datore di lavoro), la legge concede, al ricorrere di determinate condizioni, la possibilità che la macchia sulla fedina penale non sia visibile ai terzi privati.

Cosa vuol dire non menzione della condanna? Sin da subito, possiamo dire che la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale è un beneficio che la legge accorda solamente alle persone condannate a pena non superiore a un certo limite. In pratica, con la concessione della non menzione si ottiene la sospensione di un effetto della pena; il fine è di consentire la risocializzazione del condannato mediante l’eliminazione del pregiudizio che il suo buon nome può subire dall’annotazione della condanna sul certificato del casellario giudiziale.

Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa vuol dire non menzione della condanna e quando si può ottenere questo beneficio.

Casellario giudiziale: cos’è?

Non possiamo parlare della non menzione della condanna se prima non spieghiamo cosa sono il casellario giudiziale e il relativo certificato che da esso si può estrarre.

Il casellario giudiziale è un registro che ogni Procura della Repubblica conserva presso i suoi uffici. Nel casellario, sono riportate tutte le condanne definitive (non solo penali), nonché i procedimenti penali ancora in corso.

Dunque, chi vuol sapere con certezza se in passato è stata pronunciata una condanna a proprio carico oppure se c’è un giudizio penale pendente, troverà queste informazioni presso il casellario giudiziale.

Certificato del casellario giudiziale: cos’è?

Per certificato del casellario giudiziale si intende il documento estratto dal casellario giudiziale dal quale si evincono tutte le condanne definitive che ha riportato una persona.

Nello specifico, nel certificato del casellario giudiziale sono riportate non solo tutte le condanne definitive penali, ma anche quelle civili e amministrative, tipo i provvedimenti relativi alla capacità della persona (interdizione giudiziale, inabilitazione, interdizione legale, amministrazione di sostegno) e quelli di espulsione.

Il certificato del casellario giudiziale, poiché riporta dati sensibili, può essere richiesto solamente dal diretto interessato o da suo delegato (ad esempio, l’avvocato). Il certificato del casellario giudiziale di una persona può altresì essere richiesto alla Procura anche da altri soggetti, come ad esempio dagli enti pubblici quando devono procedere all’assunzione di un candidato, oppure dall’autorità giudiziaria.

Il certificato, una volta estratto dal casellario giudiziale, ha una validità limitata nel tempo pari a sei mesi.

Non menzione della condanna nel certificato del casellario

La non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale è un beneficio che il giudice accorda per condanne non superiori a due anni di reclusione e che comporta una limitazione degli effetti negativi della condanna.

Per la precisione, la legge [1] dice che se, con una prima condanna, è inflitta una pena detentiva non superiore a due anni, il giudice, considerate le circostanze del reato e i motivi che hanno spinto a delinquere, può ordinare in sentenza che non sia fatta menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale spedito a richiesta di privati, non per ragione di diritto elettorale.

In pratica, la non menzione nel certificato del casellario giudiziale consente di rendere “invisibile” la condanna a meno di due anni di reclusione se il certificato stesso è richiesto da un privato.

Il caso emblematico è quello del datore di lavoro che, per verificare i precedenti del proprio dipendente o di colui che si candida per l’assunzione, chieda il certificato penale: in questa ipotesi, se il condannato ha ottenuto il beneficio della non menzione, al datore di lavoro apparirà una fedina penale pulita.

Al contrario, la non menzione della condanna non ha effetti nei riguardi della Pubblica Amministrazione: ciò significa che qualsiasi ente pubblico, così come gli organi di giustizia (polizia, Procura, giudici, ecc.), potranno sempre vedere la condanna risultante nel casellario.

Non menzione della condanna: limiti della pena

Come detto nel paragrafo precedente, la non menzione della condanna all’interno del certificato del casellario giudiziale può essere concessa solo entro determinati limiti di pena. Abbiamo anche già detto che la soglia principale è pari a due anni di pena detentiva.

Il limite di due anni è innalzato a trenta mesi nel caso in cui si sia condannati congiuntamente a pena detentiva e pena pecuniaria.

La legge dice infatti che la non menzione della condanna può ugualmente essere concessa se, congiuntamente alla pena detentiva non superiore a due anni, è inflitta una pena pecuniaria che, ragguagliata e cumulata alla pena detentiva, priverebbe complessivamente il condannato della libertà personale per un tempo non superiore a trenta mesi.

Alla stessa maniera, la non menzione può essere concessa anche nel caso di condanna alla sola pena pecuniaria, quando la pena non sia superiore ad una somma che, ragguagliata alla pena detentiva, non superi i due anni.

Vediamo come funziona il ragguaglio tra pena pecuniaria e pena detentiva.

Ragguaglio della pena: come funziona?

Il ragguaglio della pena pecuniaria comporta un calcolo che consente la sua trasformazione in pena detentiva.

Secondo la legge [2], quando il giudice deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando 250 euro, o frazione di 250 euro, di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva. In pratica, un giorno in carcere vale 250 euro.

E così, se una persona è condannata a due anni di reclusione e a 2.500 euro di multa, il ragguaglio della pena pecuniaria consentirà di calcolare 10 giorni di reclusione al posto della multa (2.500/250 = 10). Di conseguenza, la pena finale sarà di due anni e dieci giorni; poiché è inferiore a trenta mesi, il condannato potrà beneficiare della non menzione.

Lo stesso calcolo avviene se si tratta di condanna a sola pena pecuniaria. E così, la non menzione può spettare anche a colui che è stato condannato a pagare 10mila euro di multa, visto che questa pena pecuniaria, trasformata in pena detentiva, è pari a 40 giorni (10mila/250 = 40), inferiore quindi a due anni.

La revoca della non menzione della condanna

Il beneficio della non menzione della condanna all’interno del certificato penale del casellario giudiziale deve essere revocata se il condannato commette successivamente un delitto.

In pratica, per conservare la non menzione della condanna occorre che il soggetto che ne abbia beneficiato mantenga un comportamento improntato al rispetto della legge. Se egli dovesse commettere in futuro un nuovo delitto, il giudice è tenuto alla revoca del beneficio.

Bisogna tenere presente però che il giudice, nel caso di condanne successive, può concedere ulteriori non menzioni nel certificato del casellario giudiziale, a patto che si tratti di condanne per reati anteriormente commessi e le pene cumulate con quelle già irrogate non superino i limiti di applicabilità del beneficio (due anni o trenta mesi, come visto nei precedenti paragrafi).

In altre parole, la revoca non scatta se si è condannati per fatti commessi prima della concessione del beneficio della non menzione. Anzi, in questo caso, se le condanne, cumulate tra loro, non superano i limiti di legge, si può ancora beneficiare della non menzione. Se, invece, si commette un delitto per fatti commessi dopo la concessione del beneficio, allora la non menzione andrà revocata.


note

[1] Art. 175 cod. pen.

[2] Art. 135 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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