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Lo sai che? Possibile pignorare due volte: mobili e conto corrente o pensione?

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2014

È possibile vedersi pignorare i mobili dall’ufficiale giudiziario il giorno 4 del mese e dopo 15 giorni vedersi pignorare la somma dal conto corrente? Non mi pare una cosa legale.

La legge stabilisce che il debitore è responsabile dei debiti da lui contratti, con tutto il suo patrimonio presente e futuro. Questo vuol dire che il creditore può attaccare i beni del debitore in qualsiasi modo e forme purché consentite dalla legge: ossia con un pignoramento dei beni mobili (per esempio, l’arredo di casa), dei beni immobili (la casa, un terreno, ecc.), del conto corrente, di un quinto dello stipendio o della pensione.

Se il creditore non crede di potersi soddisfare da un unico pignoramento, ne può attivare anche un secondo e lo può fare anche contemporaneamente.

Così, per esempio, se il creditore agisce per un debito di 10 mila euro, ben potrebbe, insieme al pignoramento mobiliare (che notoriamente non ha grandi aspettative di successo), avviare anche un pignoramento del conto. Il tutto, però, con l’unico limite che i beni pignorati non devono superare il valore del capitale del credito, sommato agli interessi e alle spese legali.

Peraltro, per come è strutturata la procedura di esecuzione forzata, non vi è alcun controllo preventivo, da parte di un giudice, sulle richieste di pignoramento effettuate dal creditore, che vengono rivolte unicamente all’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo è tenuto a procedere proprio per come richiesto dal creditore predetto (ossia provvedendo a pignorare i beni immobili indicati, i mobili che si trovano nella residenza o in azienda, oppure eventuali crediti presso banche, datori di lavoro o enti di previdenza), salva ovviamente la verifica dei documenti (cosiddetti “titoli”) che dimostrino l’esistenza del credito.

Questo, però, non vuol dire che il debitore rimane sprovvisto di tutela. Infatti, se il pignoramento va a ledere i suoi diritti, egli potrà sempre intraprendere una causa ordinaria (cosiddetta “opposizione”). Il che aprirà una fase incidentale, innanzi a un giudice, che si svolgerà secondo le regole classiche del processo.

In conclusione, per rispondere alla domanda, se il valore complessivo dei beni pignorati dal creditore supera il valore del credito (con le spese e gli interessi), il debitore potrà presentare una richiesta di riduzione del pignoramento. Il codice di procedura, infatti, stabilisce che, su istanza del debitore o anche d’ufficio, quando il valore dei beni pignorati è superiore all’importo del capitale, spese e interessi dovuti al creditore, il giudice può disporre la riduzione del pignoramento.

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Autore immagine: 123rf.com


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