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Contributi volontari gestione Separata

8 Luglio 2021 | Autore:
Contributi volontari gestione Separata

La prosecuzione volontaria nel versamento della contribuzione per i liberi professionisti senza cassa, i collaboratori ed i lavoratori atipici.

I liberi professionisti privi di una gestione previdenziale di categoria, i lavoratori parasubordinati e diverse categorie di lavoratori atipici versano i contributi presso la gestione Separata dell’Inps.

La contribuzione che può essere accreditata presso questa cassa non è soltanto quella derivante dall’attività lavorativa: oltre ai contributi obbligatori, difatti, possono essere accreditati i contributi figurativi (l’accredito è effettuato direttamente dall’Inps per eventi specifici che interrompono l’attività lavorativa), i contributi da riscatto (relativi a determinati periodi scoperti, come gli anni di laurea, che possono essere recuperati, a pagamento, dall’interessato) ed i contributi volontari. Quando possono essere versati i contributi volontari gestione Separata?

Ricordiamo innanzitutto che i contributi volontari sono a carico del lavoratore: questi, nonostante l’interruzione dell’attività lavorativa, può infatti scegliere di proseguire volontariamente nel versamento della contribuzione. Perché? Una tale scelta può essere giustificata dalla necessità di raggiungere la pensione, o di anticipare la data di conseguimento del trattamento pensionistico: è il caso, ad esempio, della pensione anticipata ordinaria [1], precoci, nonché della pensione di anzianità in totalizzazione, prestazioni che possono essere raggiunte solo in base all’anzianità contributiva, senza un requisito di età minima.

Inoltre, la contribuzione volontaria può aumentare l’importo della pensione: i contributi volontari sono difatti pienamente equiparati a quelli obbligatori, sia per il raggiungimento del diritto alla pensione, che ai fini dell’importo del trattamento.

I contributi volontari sono utili per il perfezionamento del diritto e per la determinazione di tutte le pensioni dirette (vecchiaia, anticipata, anzianità, assegno ordinario di invalidità e inabilità) e indirette (pensione ai superstiti- di reversibilità).

Domanda di autorizzazione ai contributi volontari

Il lavoratore, per poter versare i contributi volontari, deve prima essere autorizzato dall’Inps; a tal fine deve presentare un’apposita domanda di autorizzazione:

  • in via telematica, tramite portale web dell’Inps, accedendo tramite Pin dispositivo dell’istituto, Spid, carta nazionale dei servizi o carta d’identità elettronica;
  • chiamando il call center Inps (raggiungibile al numero verde 803.164, oppure 06.164.164 da cellulare);
  • rivolgendosi ad un patronato.

Autorizzazione al versamento dei contributi volontari presso la gestione Separata

L’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, per gli iscritti presso la gestione Separata, è concessa quando l’assicurato può far valere:

  • almeno un anno di contribuzione negli ultimi 5 anni;
  • in alternativa, almeno 5 anni complessivi (60 contributi mensili) di contribuzione [2].

I requisiti devono essere perfezionati sulla base della sola contribuzione versata nella gestione Separata stessa: non si possono valorizzare eventuali altri periodi contribuiti accreditati presso altre gestioni obbligatorie (ad esempio contributi versati per lo svolgimento di attività di lavoro dipendente).

Il requisito contributivo per ottenere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari si deve ritenere soddisfatto solo se è riferito a contribuzione derivante da effettiva attività lavorativa: sono dunque esclusi dal computo i contributi figurativi, fatta eccezione per quelli equiparati alla contribuzione effettiva [3].

Ai fini dell’autorizzazione ai versamenti volontari nella gestione Separata, il reddito da prendere in considerazione è quello prodotto attraverso l’attività lavorativa che dà luogo all’obbligo contributivo presso la gestione stessa, anche se non è riferito all’intero anno [4].

L’autorizzazione ai versamenti volontari ha una scadenza?

Il lavoratore autorizzato ai contributi volontari conserva senza limiti di tempo il diritto di versare volontariamente la contribuzione.

Sono però previste delle cause di sospensione, che impediscono temporaneamente di effettuare i versamenti volontari: ne è un esempio lo svolgimento di una nuova attività lavorativa.

Terminate le cause di sospensione, il diritto ai versamenti riprende e si esercita dal primo sabato successivo alla data di cessazione della situazione che impediva i versamenti.

È importante tener presente che il versamento dei contributi volontari nella gestione separata deve essere sospeso anche durante i periodi di attività lavorativa svolti con l’obbligo di iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatorie (ad esempio, per periodi di lavoro dipendente o autonomo, attività professionale, etc.).

Chi è iscritto alla gestione Separata può versare contributi in altre gestioni?

È impossibile, per gli iscritti alla gestione Separata versare i contributi volontari presso altre gestioni previdenziali obbligatorie: il lavoratore, infatti, può ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria in un’altra gestione previdenziale solo prima che sia sorto l’obbligo di iscrizione alla gestione separata [5]. L’interessato, in parole semplici, durante il periodo di iscrizione alla gestione separata non può effettuare i versamenti volontari in un’altra forma di previdenza obbligatoria.

Questa regola generale prevede, tuttavia, una eccezione: se l’autorizzazione è stata concessa prima del 1996 in un’altra gestione pensionistica, è possibile versare presso questa cassa i contributi volontari anche durante i periodi di iscrizione alla gestione Separata [6].

Si possono versare i contributi volontari alla gestione Separata dopo la pensione?

Non è possibile procedere al versamento dei contributi volontari per periodi successivi alla liquidazione di una pensione diretta a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Fondo pensione lavoratori dipendenti o gestioni speciali dei lavoratori autonomi), oppure a carico di una delle forme di previdenza sostitutive, esonerative ed esclusive della stessa.

In queste ipotesi, per non perdere i contributi versati presso la gestione Separata, il lavoratore può comunque chiedere la liquidazione di una pensione supplementare a carico della gestione stessa.

Quali periodi coprono i contributi volontari presso la gestione Separata?

L’autorizzazione ai versamenti volontari presso la gestione Separata decorre dal primo giorno del mese della domanda, per gli iscritti presso la Gestione separata e per la generalità dei lavoratori autonomi iscritti all’Inps.

È possibile recuperare i 6 mesi scoperti da contribuzione anteriori alla domanda anticipando la decorrenza dell’autorizzazione, se non vi sono cause ostative come la presenza di versamenti già accreditati per gli stessi periodi.

Come si calcolano i contributi volontari presso la gestione Separata?

L’importo dei contributi volontari dovuti si ottiene applicando l’aliquota di finanziamento relativa alla gestione separata alla retribuzione o al reddito di riferimento.

In ogni caso, l’importo minimo dei contributi volontari dovuti non può essere inferiore a quello stabilito per i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensione lavoratori dipendenti, a prescindere dalla categoria a cui si appartiene.

Presso la gestione Separata:

  • l’aliquota Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) vigente nel 2021 per i lavoratori parasubordinati- collaboratori è pari al 33%
  • il reddito di riferimento è costituito dai compensi percepiti negli ultimi 12 mesi di contribuzione precedenti la domanda; si deve in ogni caso rispettare l’importo del minimale di reddito vigente presso la gestione, che è lo stesso vigente presso la gestione commercianti, ossia 15.953 euro annui per il 2021.

L’ammontare della contribuzione volontaria calcolata dall’Inps è vincolante per l’assicurato, che deve versarla trimestralmente, ai fini della copertura del periodo.

Che cosa succede se si versano meno contributi volontari del dovuto?

I contributi volontari versati in misura ridotta rispetto a quella dovuta comportano, nel calcolo della pensione, la riduzione proporzionale del periodo di assicurazione volontaria utile ai fini dell’anzianità contributiva: più precisamente, i versamenti di minore entità rispetto all’importo autorizzato comportano la riduzione del periodo utile a pensione ed il rimborso delle somme residue, non sufficienti a coprire interamente tutti i mesi del trimestre.

Entro quando si versano i contributi volontari?

I termini per il versamento della contribuzione volontaria sono i seguenti:

  • 30 giugno per il primo trimestre (gennaio-marzo);
  • 30 settembre per il secondo trimestre (aprile-giugno);
  • 31 dicembre per il terzo trimestre (luglio-settembre);
  • 31 marzo dell’anno successivo per il quarto trimestre (ottobre-dicembre).

I termini sono perentori e il loro mancato rispetto determina l’annullamento nonché il rimborso dei contributi versati. Possono comunque essere convalidati i versamenti effettuati prima della scadenza del trimestre di riferimento e quelli relativi a trimestri successivi, purché temporalmente collocati entro il trimestre in cui vengono accreditati dall’Inps sull’estratto conto individuale.

Che cosa succede se si versano i contributi volontari in ritardo?

I contributi volontari versati in ritardo diventano dei contributi indebiti e rimborsabili, così come quelli versati in eccedenza, o quelli insufficienti a coprire per intero l’importo mensile. Sono indebiti anche i contributi versati per periodi già coperti da altri versamenti o successivi alla decorrenza della pensione.

Il rimborso viene disposto d’ufficio direttamente dall’Inps, senza interessi.

Solo in particolari casi può essere rilasciata dall’Inps un’apposita autorizzazione (modello VV08) che permette di versare contribuzione volontaria per periodi precedenti, per i quali è già decorso il termine di pagamento: può accadere, ad esempio, nell’ipotesi di ritardo nel rinnovo dei bollettini, di accoglimento di un ricorso, ricorsi accolti, o nel caso in cui l’Inps rigetti una domanda di pensione.


note

[1] Art.24 Co.10 DL 201/2011.

[2] Circolare Inps 96/2003.

[3] Art. 5 D.lgs. 184/1997; Art. 69, Co. 10, L. 388/2000.

[4] Circ. Inps 88/2000.

[5] Circolare Inps 103/1997, Art.3 L. 47/1983.

[6] Circolare Inps 103/1997.


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