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La sicurezza nei lavori in sotterraneo

9 Luglio 2021 | Autore: Antonella Matarazzo
La sicurezza nei lavori in sotterraneo

La necessità di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori che svolgono la loro attività negli ambienti sotterranei.

Quante volte avrai sentito dire che è importante lavorare in sicurezza o che è essenziale garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Se la regola è valida per tutti i settori produttivi e per tutti i tipi di lavoro, lo è ancor di più per quelle attività in cui i lavoratori sono esposti ad una categoria di rischio alto. Ci sono ambienti di lavoro potenzialmente più pericolosi di altri e, per tale motivo, vengono assoggettati ad una normativa specialistica, come quella concernente la sicurezza nei lavori in sotterraneo.

I lavori in sotterraneo, ovvero quelli nelle gallerie, nelle caverne, nelle miniere o nei pozzi, presentano specifici fattori di rischio e necessitano di previsioni normative chiare e di facile apprendimento. Nell’articolo che segue, dopo una breve panoramica sulla normativa in materia di sicurezza, andremo ad affrontare nel dettaglio gli elementi e gli aspetti da considerare per garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro sotterranei.

La sicurezza nel lavoro

La normativa cardine in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è contenuta nel Testo unico sulla sicurezza del 2008 [1] che sintetizza, in un unico testo normativo, tutte le previsioni relative alle misure generali di tutela da adottare nel sistema di sicurezza aziendale. Le previsioni legislative contenute nel Testo unico sono da modificare e/o integrare con le misure di sicurezza previste per rischi specifici o per determinati settori di attività.

La regola generale è quella per cui il Testo unico sulla sicurezza trovi applicazione per tutti i settori di attività, sia pubblici che privati e per tutti i tipi di rischi [2]; per cui la sua efficacia si estende a tutti i lavoratori, sia subordinati che autonomi, nonché a tutti i soggetti ad essi equiparati, con alcune eccezioni precisate dalla legge, quali, ad esempio, i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti, gli artigiani e i piccoli commercianti [3].

In tutti i settori produttivi e per tutti i lavoratori, devono essere adottate misure di tutela idonee, ossia delle misure volte a proteggere i lavoratori da potenziali situazioni di danno e di pericolo per la loro salute e sicurezza.

Se lavori per un’impresa edile che ripara i tetti dell’abitazione, il tuo datore di lavoro dovrà dotarti di un casco protettivo, di un paio di scarpe antinfortunistica e di un’imbracatura anticaduta.

La sicurezza nei lavori in sotterraneo

Normalmente, per assicurare efficienti ed efficaci misure di tutela, occorre studiare i rischi presenti nell’ambiente di lavoro, al fine di poter mettere il lavoratore nella condizione di lavorare in sicurezza. Questa operazione di analisi dei rischi viene definita come valutazione dei rischi e va alla ricerca delle caratteristiche precipue dei diversi fattori di rischio, quali quelli legati alla salubrità, all’illuminazione, al microclima. Ma se tale valutazione può sembrare semplice in alcuni ambienti di lavoro, potrebbe non essere altrettanto in presenza di lavori in sotterraneo.

Innanzitutto, precisiamo che i lavori eseguiti in sotterraneo sono finalizzati alla costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi e opere simili, a qualsiasi scopo destinati, ai quali siano addetti determinati lavoratori [4]. Per questa tipologia di lavori, la normativa sulla sicurezza, prevede degli specifici elementi cui prestare attenzione. Vediamoli insieme.

Il primo elemento da verificare è la salubrità dell’ambiente di lavoro in relazione alla ventilazione e al monitoraggio della presenza di gas. Com’è risaputo, le gallerie sono ambienti chiusi, senza fonti di luce o di aria naturale. In un ambiente così ostile risulta difficoltoso garantire il ricambio dell’aria. Se poi vengono utilizzati anche mezzi che producono polveri (tipo un escavatore) o da cui fuoriescono sostanze inquinanti (ad esempio, dal tubo di scarico di un camion a motore diesel), la qualità dell’aria certamente va a peggiorare.

Il responsabile della sicurezza in galleria, pertanto, deve analizzare le caratteristiche del motore (manutenzione, potenza, usura del mezzo) e le caratteristiche delle emissioni inquinanti (quantità e tipologia) e dei dispositivi di abbattimento delle stesse emissioni (se funzionanti e sufficienti), per poi adottare delle misure di tutela adeguate a salvaguardare i lavoratori; ad esempio, proponendo l’installazione di un sistema di ventilazione di tipo aspirante moderno, il montaggio dei filtri antiparticolato o ponendo il divieto di utilizzare tutti i mezzi presenti in galleria contemporaneamente.

In relazione ai mezzi in uso nelle gallerie, altra problematica è quella legata al loro spostamento. Le manovre di movimentazione dei mezzi negli ambienti sotterranei recano rischi elevati per i lavoratori, soprattutto per la scarsità di illuminazione e l’amplificazione dei suoni che caratterizza questi ambienti. Una soluzione potrebbe essere, ad esempio, quella di fornire i mezzi di adeguati segnali sonori oltre che luminosi e di disporre all’interno della galleria un’adeguata segnaletica di sicurezza volta ad orientare i lavoratori nei loro camminamenti da un punto all’altro della galleria.

Altro pericolo concreto per i lavoratori che operano all’interno di gallerie, pozzi e similari è il pericolo di esplosione, dal quale è possibile tutelarsi attraverso l’adozione di adeguate misure di sicurezza, prima fra tutte, l’implementazione di un efficiente sistema antincendio.

In contrapposizione al pericolo incendio, vi è quello dell’infiltrazione dell’acqua. Sul punto, la normativa è chiara nell’affermare che «Le misure minime di sicurezza per evitare l’irruzione e la stagnazione di acqua in galleria, nonché le opportune misure per l’evacuazione della stessa, in particolare derivante da acque sorgive e di falda, incontrate nel corso dello scavo”, vanno prese dopo aver valutato “la portata, le pressione e la temperatura dell’acqua presente nell’ammasso roccioso o nei terreni attraversati, anche per mezzo di fori spia di idonea lunghezza; l’allontanamento delle acque può essere eseguito mediante cunicolo di scolo oppure, nelle tratte in contropendenza, tramite eiettori o pompe centrifughe azionate ad aria compressa o con energia elettrica, correttamente dimensionate per garantire un rapido smaltimento delle acque» [5].

La normativa in materia, per quanto detto fino a questo punto, è incentrata sulla protezione della salute dei lavoratori e sul raggiungimento di un’adeguata condizione di sicurezza dell’ambiente di lavoro. Conoscere queste informazioni comunque è utile non solo a chi lavora nelle gallerie, ai datori di lavoro o ai professionisti della sicurezza, ma anche e soprattutto a chi deve intervenire nelle gallerie in caso di eventi accidentali, quali esplosioni, incendi o infortunio di un lavoratore. Per tale ragione, un altro aspetto da considerare al fine di garantire la sicurezza nei lavori in sotterraneo è il sistema di comunicazione con l’esterno che deve essere conosciuto dai lavoratori al fine di chiedere aiuto in caso di bisogno e dai soccorritori in caso di intervento.

Il personale di soccorso che entra nei sotterranei, per qualsiasi tipologia di emergenza, deve avere a disposizione tutte le informazioni riguardanti le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, per poter adottare tutte le procedure in grado di garantire che l’azione di soccorso avvenga in condizioni di sicurezza e non diventi, a sua volta, fonte di pericoli.

Se scoppia un incendio e sono presenti strumenti collegati a cavi elettrici, i soccorritori eviteranno di utilizzare l’acqua per domare l’incendio.

Quali tutele sono previste per il lavoratore?

Il datore di lavoro ha il dovere di garantire la salute e sicurezza dei lavoratori: è lui il responsabile della gestione, dell’organizzazione, del controllo, della vigilanza e dell’attuazione delle misure di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Se il datore e chi collabora con lui nella predisposizione delle misure di tutela, non ottempera a quanto previsto dalla normativa e si rende autore di violazioni di legge (non fornisce ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale, non predispone adeguati sistemi di illuminazione dei sotterranei, etc.) viene assoggettato a specifiche sanzioni. Ad esempio, se il datore di lavoro non ha valutato i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, viene punito con l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro [6].

Laddove il lavoratore si renda conto che il datore di lavoro non abbia approntato le dovute misure di sicurezza, può richiedere al responsabile del servizio di prevenzione e protezione, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o al datore stesso di intervenire per porre rimedio; ad esempio, rimanendo nel contesto dei lavori in sotterraneo, se il lavoratore nota un cattivo funzionamento dell’impianto di ventilazione o se non è stato installato a norma, può segnalare tale situazione di pericolo al datore di lavoro.

Ma se il datore non appronta in breve tempo tutte le misure atte a garantire la sicurezza dei lavoratori, il lavoratore può chiedere l’intervento dell’Ispettorato del lavoro; questi è competente a verificare, a livello provinciale, regionale, interregionale e nazionale, l’efficace ed efficiente tutela della salute e della sicurezza nelle varie situazioni lavorative.

Per poter presentare la denuncia, il lavoratore interessato deve recarsi presso l’ufficio dell’Ispettorato del lavoro territorialmente competente (indicato come Direzione Territoriale del Lavoro), rilasciando le proprie generalità, quelle del proprio datore e ogni altra informazione concernente il rapporto di lavoro, specificando le ragioni per cui chiede l’intervento. In tal caso, i funzionari dell’ispettorato operano nella veste di ufficiali di polizia giudiziaria [7] in collaborazione con i Carabinieri del nucleo tutela del lavoro (in sigla Nil), avente sede nella stessa direzione territoriale del lavoro, e del gruppo del comando Carabinieri per la tutela del lavoro.

Il lavoratore può anche denunciare o segnalare una potenziale situazione di pericolo tramite il servizio di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro territorialmente competente, specificando i motivi e indicando ogni altra informazione utile. La segnalazione o denuncia, scritta o orale, verrà presa in carico dal servizio di prevenzione e sicurezza per l’adozione dei necessari provvedimenti. Se la situazione di pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori è grave e imminente, la segnalazione di cui sopra può essere fatta anche in forma anonima. Ad esempio, se i lavoratori stanno operando delle ristrutturazioni delle pareti in galleria, ma senza un’adeguata segnaletica stradale.

In caso di mancato rispetto, da parte del datore, delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro tale da compromettere lo stato di salute del lavoratore, questi può anche presentare le proprie dimissioni per giusta causa.

Le dimissioni vanno formalizzate compilando l’apposito modello disponibile in via telematica, personalmente o con l’aiuto di un intermediario abilitato (ad esempio, un patronato). In seguito alla presentazione delle dimissioni per giusta causa del dipendente, il datore di lavoro, sarà tenuto a corrispondergli l’indennità sostitutiva di preavviso, cioè una somma di denaro pari alla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di dimissioni ordinarie.

A questo punto, viene instaurato un contraddittorio tra datore di lavoro e lavoratore, volto alla definizione della controversia: se il datore di lavoro nega l’esistenza della giusta causa e si rifiuta di versare l’indennità sostitutiva di preavviso, il lavoratore potrà agire in giudizio, dinanzi al giudice del lavoro, per chiedere l’accertamento della giusta causa delle dimissioni, vedersi riconosciuto il diritto a percepire l’indennità sostitutiva di preavviso, il contributo per la disoccupazione e l’eventuale risarcimento del danno.



Di Antonella Matarazzo

note

[1]  D. Lgs. n.81/2008 

[2] Art.3 co.1 D. Lgs. n.81/2008  

[3] Art. 3 co.4 D. Lgs. n.81/2008 

[4] Art.1  D.P.R. n.320/1956

[5] Artt.36-40 D.P.R. n.320/1956

[6] Art.297 D. Lgs. 81/2008

[7] Art.8 D.P.R. n 520/1955


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