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Cos’è il prelegato?

9 Luglio 2021 | Autore:
Cos’è il prelegato?

Può succedere che uno degli eredi riceva, oltre alla sua quota di eredità, anche un bene o un diritto specifico del defunto. Vediamo quando ciò avviene e cosa comporta.

Alla morte di una persona, subentrano gli eredi, che diventano titolari delle sue sostanze. Ognuno di essi acquisisce una quota del patrimonio del defunto, nella misura stabilita dalla legge o, se c’è, da un testamento. In certi casi, accade che un soggetto, mettendo per iscritto le sue ultime volontà, lasci a uno degli eredi, oltre alla quota che gli spetta, anche un bene o un diritto specifico: ad esempio, la proprietà di un immobile oppure il diritto di riscuotere un credito nei confronti di un’altra persona. Questa disposizione prende il nome di prelegato.

In questo articolo, vedremo cos’è il prelegato e quali conseguenze comporta. In particolare, ci soffermeremo sui rapporti tra il prelegatario e gli altri eredi e su vantaggi e svantaggi che derivano da questa decisione del testatore.

Che differenza c’è tra eredità e legato?

Quando qualcuno muore, si apre la successione: ciò significa che il suo patrimonio, composto da diritti (ad esempio, la proprietà su beni mobili e immobili) ma anche da eventuali debiti, si trasferisce in capo ad altre persone, denominate eredi.

Se il defunto, detto anche de cuius (cioè persona della cui eredità si tratta) non ha lasciato testamento, è la legge ad individuare chi sono gli eredi: si tratta dei suoi parenti più prossimi, fino al sesto grado di parentela.

A volte, però, il de cuius lascia un documento nel quale stabilisce le sue ultime volontà. Ciò avviene quando l’interessato vuole dividere le sue sostanze in modo diverso rispetto a ciò che la legge prevede, o lasciare parte di esse a persone o enti che gli stanno particolarmente a cuore.

Il testamento può contenere due tipi di disposizioni:

  • quelle che individuano gli eredi. In questo caso, il de cuius stabilisce che le sue sostanze vadano, in tutto o in parte, a determinate persone, dividendole per quote. La quota è una parte del patrimonio indicata da una frazione. Ad esempio: «Lascio un terzo del mio patrimonio a Filippo e due terzi a Marcella»; «Stabilisco che le mie sostanze vengano divise per quote uguali tra Alfio, Gabriella, Angelo e Luigi» (in questo caso, le quattro persone individuate dal testatore riceveranno ciascuno una quota corrispondente a un quarto del suo patrimonio). Gli eredi, così individuati, subentrano al defunto anche negli eventuali debiti per una quota corrispondente: così, ad esempio, se i debiti ammontano a mille euro, chi ha ereditato un quarto del patrimonio sarà tenuto a pagarne una parte pari a 250 euro;
  • quelle che stabiliscono uno o più legati. Il legato consiste nell’attribuzione a una persona non di una quota, ma di un bene o un diritto determinato. Ad esempio: «Lascio ad Agnese la casa in montagna»; «Lascio a Renato il diritto di farsi pagare da Cesare il debito che questi ha nei miei confronti, pari a seimila euro». Il destinatario del legato, detto legatario, a differenza degli eredi, non subentra nei debiti del de cuius.

Cos’è il prelegato?

Si ha il prelegato [1] quanto il testatore attribuisce un diritto o un bene specifico a un soggetto che è già erede.

Nel testamento, Alfonso dispone che il suo patrimonio debba essere diviso tra Lucia, Franca, Anna e Roberto, che indica come suoi eredi in parti uguali. Inoltre, il testatore stabilisce un legato in favore di Lucia, che in aggiunta alla sua quota di eredità avrà anche la casa nella quale il de cuius viveva.

Come conseguenza del prelegato, il patrimonio ereditario si riduce del valore del bene o diritto che ne forma oggetto; quello che resta viene quindi diviso tra gli eredi secondo le rispettive quote.

Per chiarire questo concetto torniamo all’esempio appena fatto.

Poniamo che il patrimonio di Alfonso abbia un valore pari a 800 mila euro. Se non ci fosse il prelegato, ognuno dei quattro eredi designati dal testatore avrebbe diritto a 200 mila euro, somma corrispondente a un quarto del valore del patrimonio. Alfonso, però, ha lasciato a Lucia, in aggiunta alla sua quota di eredità, anche un appartamento in legato. L’immobile ha un valore di 200 mila euro; questo importo va sottratto dall’asse ereditario e ciò che rimane, 600 mila euro, va diviso tra gli eredi, ognuno dei quali avrà diritto a 150 mila euro.

Con il prelegato, quindi, il testatore stabilisce un trattamento più favorevole nei confronti di uno o più eredi.

Quali sono i vantaggi del prelegato?

Abbiamo visto cos’è il prelegato e, a questo punto, è chiaro che esso presenti alcuni vantaggi sia per chi lo riceve che per il testatore. Infatti, quest’ultimo, grazie a questa particolare disposizione, può far sì che dei beni specifici vadano a qualcuno soltanto dei suoi eredi. Ciò è particolarmente utile, ad esempio, se il testatore è titolare di un’azienda e desidera che uno solo dei suoi figli, che reputa particolarmente capace, continui a gestirla; per raggiungere questo obiettivo, può stabilire un prelegato, avente per oggetto l’azienda, in suo favore.

L’erede che riceve il prelegato, da parte sua, ottiene una porzione più consistente del patrimonio del de cuius, ma viene gravato dei debiti soltanto in proporzione alla sua quota di eredità.

Può succedere, tuttavia, che qualcuno degli eredi contesti il prelegato. Coloro che possono farlo sono i legittimari [2]: alcuni familiari stretti del defunto (coniuge, figli, genitori) che per legge, a prescindere dalla volontà del loro congiunto e da ciò che prevede il testamento, hanno comunque diritto a una quota del patrimonio ereditario detta quota di legittima o di riserva. Se, per effetto del prelegato, questa quota viene intaccata, i legittimari possono rivolgersi al giudice per fare valere il loro diritto, con una specifica azione detta di riduzione [2].


note

[1] Art. 661 cod. civ.

[2] Art. 536 cod. civ.

[3] Art. 553 cod. civ.


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