Diritto e Fisco | Articoli

Si può chiedere il taglio degli alberi al vicino?

9 Luglio 2021 | Autore:
Si può chiedere il taglio degli alberi al vicino?

Come comportarsi quando le piante presenti sul fondo confinante arrecano disturbo o provocano danni? Quello che si può fare e quando occorre rivolgersi al giudice.

I problemi di vicinato nascono spesso dalla presenza, in prossimità del confine, di alberi che provocano fastidi di vario genere. Capita infatti che i rami, protendendosi verso il terreno confinante, cagionino danni. Il più comune è dato dalla caduta di foglie, frutti troppo maturi o bacche, situazione che costringe il vicino a una continua pulizia e manutenzione. Le conseguenze possono essere però più serie: ciò accade quando i rami sono particolarmente robusti e arrivano a danneggiare siepi, recinzioni o costruzioni poste in prossimità del confine. Anche le radici di alcune specie di piante possono arrecare problemi, insinuandosi sotto il terreno confinante e danneggiando pavimentazioni, cisterne, persino le fondazioni della casa.

Cosa fare allora? Si può chiedere il taglio degli alberi al vicino? In molti casi sì, con un’avvertenza: è vietato farsi giustizia da sé procedendo al taglio di propria iniziativa, perché si rischia di passare dalla parte del torto. Vediamo dunque come tutelarsi.

Alberi vicino al confine: a che distanza devono stare?

Quando un albero del vicino arreca disturbo occorre, innanzitutto, verificare se esso si trova a una distanza dal confine conforme a quella prescritta dalla legge. Il Codice civile [1], a tal proposito, stabilisce che bisogna avere riguardo ai regolamenti o agli usi locali. La prima cosa da fare, quindi, è quella di informarsi presso il proprio Comune di appartenenza, chiedendo se tali regolamenti o usi esistono e, in caso affermativo, verificando ciò che prevedono a proposito di distanza delle piante tra fondi confinanti.

In mancanza di regolamenti o usi, il Codice civile stabilisce che le distanze da osservare rispetto al confine sono le seguenti:

  • tre metri per gli alberi di alto fusto, cioè quelli il cui tronco si erge ad altezza notevole, come ad esempio i cipressi, i pini, i castagni, i pioppi, le querce e simili;
  • un metro e mezzo per gli alberi non di alto fusto. Sono quelli dotati di un tronco di altezza non superiore ai tre metri, che si diffonde in rami;
  • mezzo metro per le siepi, gli alberi da frutto la cui altezza non supera i due metri e mezzo, le viti, gli arbusti;
  • un metro per le siepi di ontano, di castagno o altre piante che periodicamente si potano vicino al ceppo;
  • due metri per le siepi di robinie.

Tuttavia, se tra i fondi confinanti esiste un muro (non importa se di proprietà comune o esclusiva di uno dei vicini), le suddette distanze non devono essere osservate, sempre che l’altezza delle piante si mantenga al di sotto del muro stesso.

Se dunque si accerta che l’albero del vicino è stato piantato in violazione delle distanze legali, è possibile chiederne l’estirpazione, ossia l’eliminazione; ciò a prescindere dalla verifica che vi siano o meno rami sporgenti o dalla presenza di fastidi o danni.

Se il vicino non provvede spontaneamente al taglio degli alberi, occorre rivolgersi al giudice.

Chi deve tagliare i rami che sporgono dal confine?

A volte, gli alberi del vicino, pur trovandosi a una distanza conforme a quella prescritta dalla legge, hanno rami che si protendono oltre il confine provocando problemi di vario genere: dalla caduta di foglie e frutti a veri e propri danni a carico di siepi, recinzioni o costruzioni. I rami inoltre possono essere di intralcio alla libertà di movimento e costituire un pericolo se urtati inavvertitamente.

Cosa fare in questi casi? È assolutamente vietato provvedere da sé al taglio: si rischia di venire denunciati per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni [2]. Infatti, nel nostro ordinamento, vige il principio secondo cui, anche se si ha ragione, non è possibile farsi giustizia da soli: se ciò avvenisse nella nostra società regnerebbe il caos. Bisogna sempre rivolgersi a un giudice che valuti la situazione in base alla legge e provveda di conseguenza a tutela di chi subisce la violazione di un diritto.

Pertanto, come prima mossa, si può chiedere al vicino, amichevolmente, di provvedere al taglio dei rami che arrecano fastidio e, subito dopo, se il tentativo è stato vano, fargliene richiesta formale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, assegnandogli un termine di alcuni giorni per provvedere.

Se anche la raccomandata si rivela inutile, bisogna rivolgersi al giudice. Quest’ultimo accerta la situazione e, se riscontra che effettivamente i rami sporgono oltre il confine, condanna il vicino a tagliarli. Se la controparte non dà seguito al provvedimento del giudice, è possibile procedere ad esecuzione forzata con l’ausilio dell’ufficiale giudiziario, recidendo i rami (stavolta, sarà consentito farlo perché c’è un provvedimento del giudice); le spese necessarie dovranno essere rimborsate dal vicino, spontaneamente o a seguito di pignoramento.

Finché non avviene il taglio dei rami, le spese necessarie per ripulire il terreno da foglie e frutti caduti devono essere rimborsate dal vicino; così pure quest’ultimo è tenuto a risarcire i danni che i rami provocano. In entrambi i casi, la procedura è la stessa: dopo una richiesta scritta, se questa rimane inascoltata, è possibile rivolgersi al giudice per fare valere le proprie ragioni.

Radici che sconfinano: si possono tagliare?

Abbiamo visto in quali casi si può chiedere il taglio degli alberi al vicino. Ma cosa fare se a sconfinare sono le radici? In questa circostanza, la legge [3] consente di procedere direttamente al taglio delle radici che arrecano fastidio, senza necessità di farne prima richiesta al vicino né di rivolgersi al giudice.

La ragione del diverso trattamento tra rami e radici dipende principalmente dal fatto che, spesso, queste ultime vengono recise involontariamente quando si effettuano lavori di manutenzione del terreno. Di conseguenza, è difficile dimostrare che il taglio sia stato volontario e viene meno la possibilità di provare la sussistenza del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, di cui abbiamo parlato sopra. Meglio, quindi, fare un’eccezione e consentire di eliminare liberamente le radici che danno fastidio.


note

[1] Art. 892 cod. civ.

[2] Art. 392 cod. pen.

[3] Art. 896 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

5 Commenti

  1. Se l’albero in questione fosse una palma, piantata dal vicino a distanza di legge, ma la stessa impedisse la vista del meraviglioso panorama a causa della sua ingente crescita, cosa si può fare?

    1. L’articolo 907 del Codice civile sancisce il diritto di veduta. Diritto che rileva soltanto in tema di distanza tra edifici e confine. Con riferimento agli alberi occorre rispettare i regolamenti locali e la normativa relativa alle distanze. Il Codice civile indica quali sono le distanze che devono rispettare gli alberi dal confine. Il vicino è tenuto a potare l’albero per ridurne l’altezza in modo da non ostacolare la vista panoramica.

  2. Scusate ma se queste siepi queste piante sono state piantate 30 anni fa e il vicino non ho mai posto questione può porre questioni adesso a 30 anni di distanza?

    1. L’articolo 896 del codice civile prevede che il vicino ha il diritto di far tagliare i rami the si protendono sul suo fondo e a tagliare le radici. Nel caso in cui gli alberi sono piantati alla distanza legale e protendono i loro rami e spingono le loro radici al di là del confine, invadendo il fondo del vicino, quest’ultimo può, in qualunque tempo, costringere il proprietario a tagliare i rami e può egli stesso tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube