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Quali conseguenze per chi partecipa a una rissa?

9 Luglio 2021 | Autore:
Quali conseguenze per chi partecipa a una rissa?

Cosa rischia chi prende parte a una colluttazione violenta? C’è reato anche nel caso di legittima difesa?

La violenza non è mai consentita dalla legge, se non nelle ipotesi eccezionali in cui sia necessario difendere la propria o l’altrui incolumità. Ecco perché il Codice penale punisce le lesioni personali, le percosse e le risse. In merito a quest’ultimo delitto, la legge ha deciso di punire tutti coloro che prendono parte a una colluttazione, a prescindere dalle conseguenze. Ciò significa che ogni persona che si getta nella mischia per fare a botte, rischia un’incriminazione penale.

Quali conseguenze per chi partecipa a una rissa? Sin da subito, possiamo dire che le conseguenze per chi prende parte a una zuffa variano a seconda degli “esiti” della rissa stessa: fermo restando che la mera partecipazione costituisce già di per sé reato, le pene aumentano nell’ipotesi in cui qualcuno abbia riportato lesioni o, addirittura, ne sia conseguita la morte. Tuttavia, bisogna intendersi per partecipazione alla rissa: è chiaro, infatti, che colui che si trova suo malgrado coinvolto in una colluttazione e si limita a difendersi non potrà rispondere di alcun reato in quanto la sua non è una “partecipazione attiva”.

Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le conseguenze legali per chi prende parte a una rissa.

Rissa: cos’è?

Da un punto di vista giuridico, la rissa è una contesa tra tre o più persone, intrapresa con il proposito di farsi del male reciprocamente [1].

In pratica, non si può parlare di rissa se le persone coinvolte sono solamente due: in un caso del genere, i soggetti che rendono parte alla colluttazione risponderanno di lesioni personali o di percosse a seconda delle conseguenze delle loro azioni.

Rissa: com’è punita?

Come detto in apertura, la semplice partecipazione a una rissa costituisce un reato, anche nel caso in cui dalle proprie azioni non sia derivata alcuna conseguenza concreta ad altri. In pratica, risponde del reato di rissa anche colui che si getta nella mischia ma non riesce a colpire nessuno.

Per legge [2], chiunque partecipa a una rissa è punito con la multa fino a 309 euro; se, però, nella rissa qualcuno rimane ucciso o riporta una lesione personale, la pena, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni. La stessa pena si applica se l’uccisione o la lesione personale, avviene immediatamente dopo la rissa e in conseguenza di essa.

Rissa: quali conseguenze per chi partecipa?

Chi partecipa a una rissa è punito con una multa; il carcere scatta solamente se nella rissa qualcuno rimane ucciso oppure riporta lesioni personali: in questa circostanza, la pena detentiva è prevista per il semplice fatto di aver partecipato alla rissa, anche se, di fatto, non si è l’autore della lesione o della morte.

La rissa è reato di pericolo dato che, per integrarsi, non è richiesta necessariamente una conseguenza lesiva ai danni di altri, ma è sufficiente la mera partecipazione alla colluttazione.

Rissa: per chi scatta il reato?

Chiarito cos’è una rissa e quali sono le conseguenze per chi vi partecipa, bisogna ora spiegare quando l’adesione a una rissa sia penalmente rilevante. E infatti, sarebbe ingiusto punire chi si trova coinvolto senza averne intenzione e senza voler fare del male ad altri.

Secondo la giurisprudenza, i partecipanti alla rissa devono essere animati dal reciproco intento di recare offesa agli avversari. Di conseguenza, se manca questo elemento (come nel caso, ad esempio, di chi si limita a una difesa passiva), il reato di rissa non sussiste [3].

Tizio e Caio, ubriachi, aggrediscono Sempronio e Mevio, i quali si limitano a difendersi. Questi ultimi non risponderanno di alcun reato, mentre Tizio e Caio potranno essere incriminati per percosse oppure per lesioni personali.

Filano si trova coinvolto in una rissa tra tifosi di calcio. Egli si limita a schivare i colpi e a fuggire via. Non risponderà di alcun reato.

Chi partecipa a una rissa tra almeno tre persone deve avere l’intenzione di prendervi parte attiva, cioè di arrecare danno a qualcuno dei corrissanti.

Da tanto deriva che colui che si è trovato coinvolto in una rissa contro la propria volontà e che, anziché fuggire, si è limitato a difendersi, non risponderà del reato di rissa, in quanto la sua intenzione non è stata quella di offendere alcuno.

Secondo la Corte di Cassazione, il reato di rissa si configura anche quando i partecipanti non siano stati coinvolti tutti contemporaneamente nella colluttazione e l’azione si sia sviluppata a più riprese, purché susseguitesi rapidamente [4].

Rissa: quando c’è legittima difesa?

Non risponde del reato di rissa nemmeno chi ha agito solamente per legittima difesa [5].

La giurisprudenza è in verità poco propensa a riconoscere la legittima difesa in caso di rissa: ciò perché, come specificato nei paragrafi superiori, i corrissanti sono originariamente animati dall’intento reciproco di offendersi.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ammesso la possibilità che ricorra la legittima difesa nel caso in cui la condotta sia necessaria per difendersi da un’azione imprevedibile e sproporzionata, ossia un’offesa che, per essere diversa e più grave di quella accettata, si presenti del tutto nuova e autonoma [6]. Facciamo un esempio.

Tizio, Caio, Sempronio e Mevio, dopo una violenta lite verbale, giungono alle mani. Per i primi attimi, si tratta solamente di spintoni, schiaffi e pugni; all’improvviso, però, Mevio sfodera una pistola. Tizio, impaurito dall’arma e non pensando, all’inizio della rissa, che sarebbero giunti a tanto, per evitare di essere ucciso spinge violentemente Mevio in strada, facendolo rovinare a terra proprio mentre passa un’auto a tutta velocità.

In un’ipotesi come quella appena prospettata, tutti i corrissanti sono consapevoli di partecipare a una colluttazione e, pertanto, sono tutti passibili del reato di rissa; tuttavia, l’arma mostrata da una delle persone coinvolte ha giustificato la reazione nei suoi confronti, cosicché colui che si è difeso potrà invocare la legittima difesa.


note

[1] Cass., sent. del 25.02.1988.

[2] Art. 588 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 5156 del 04.05.1992.

[4] Cass., sent. n. 7013 del 03.11.2010.

[5] Art. 52 cod. pen.

[6] Cass., sent. n. 36143 del 16.08.2019.

Autore immagine: canva.com/


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