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Quando e come è possibile adottare un maggiorenne

19 Febbraio 2014 | Autore:
Quando e come è possibile adottare un maggiorenne

L’adozione di un maggiorenne permette a chi non ha una propria discendenza di tramandare il proprio cognome e lasciare a qualcuno il proprio patrimonio: vediamo in quali casi e con quali modalità è possibile effettuarla.

 

La nostra legge consente di adottare anche i maggiorenni. Ciò avviene, di solito, quando

– non si hanno figli legittimi e si vuol trasmettere a qualcuno il proprio patrimonio o semplicemente il nome della famiglia;

– si vuole mostrare gratitudine a una persona, accogliendola nella propria famiglia;

– si vuole assicurare assistenza a persone anziane o disabili.

Requisiti

Per l’adozione dei maggiorenni [1] sono necessari alcuni presupposti.

1. L’adottante deve avere:

almeno 35 anni; tuttavia, in presenza di esigenze particolari, il tribunale può autorizzare l’adozione anche se l’adottante abbia raggiunto i 30 anni;

18 anni di più di colui che intende adottare.

Non esistono invece limiti di età massima, né per l’adottante, né per l’adottato.

2. L’adottante non deve avere figli minori.

Consenso

I seguenti soggetti devono dare il proprio consenso all’adozione [2]:

– l’adottante;

– l’adottato;

– i genitori dell’adottando;

– il coniuge dell’adottante (che non è tenuto ad adottare a sua volta, e ciò comporta che l’adottante possa anche essere un single);

– il coniuge dell’adottando;

– i figli maggiorenni dell’adottante; se versano in stato di infermità mentale o non sono comunque in grado di prendere una decisione del genere, è il Tribunale a decidere se concedere o meno il consenso all’adozione.

Qualora il Tribunale ritenga ingiustificato o contrario all’interesse dell’adottando il rifiuto dei soggetti tenuti a dare il consenso, potrà ugualmente autorizzare l’adozione.

Procedimento

Per questo tipo di procedimento – a differenza di quanto avviene nel caso di adozione di minori – è necessaria l’assistenza di un legale.

 

La domanda di adozione si propone al Presidente del Tribunale del luogo in cui l’adottante ha la residenza. L’autorità preposta, assunte le opportune informazioni, verifica:

– se tutte le condizioni della legge sono state adempiute;

– se l’adozione conviene all’adottando.

Sentito il pubblico ministero, il presidente del Tribunale emette una sentenza con cui decide se dar luogo o meno all’adozione. Adottante, pubblico ministero e adottando, possono impugnare in appello detta sentenza entro 30 giorni dalla comunicazione.

Decorsi i termini per l’appello, viene effettuata la annotazione del provvedimento di adozione a margine dell’atto di nascita dell’adottato.

Effetti dell’adozione

Una volta trascritta la sentenza, il maggiorenne adottato:

– acquista il cognome dell’adottante, anteponendolo al proprio (in pratica, avrà un doppio cognome);

– conserva tutti i diritti e doveri verso la sua famiglia biologica;

– non acquista rapporti di parentela con i familiari dell’adottante (e viceversa);

– acquista i diritti ereditari nei confronti dell’adottante (ma non viceversa).

Casi di revoca dell’adozione

L’adozione può essere revocata dal Tribunale [3] su richiesta del soggetto interessato (adottante o adottato) solo per ipotesi specifiche:

– in caso di indegnità dell’adottato, ossia quando questi abbia attentato alla vita dell’adottante o dei suoi familiari o abbia commesso verso di loro un delitto punibile con una condanna non inferiore a tre anni;

– in caso di indegnità dell’adottante, e cioè quando questi abbia attentato alla vita dell’adottato o a quella dei suoi familiari.


note

[1] L’istituto é regolato dagli artt. 291 – 314 cod. civ.

[2] Artt. 296 e 297 cod. civ.

[3] Artt. 305 e 306 cod. civ.


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