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Adozione di straniero maggiorenne: come si fa

9 Luglio 2021 | Autore:
Adozione di straniero maggiorenne: come si fa

Condizioni di legittimazione, requisiti, procedura, effetti. Ora può adottare anche chi ha già figli minori propri.

Anche se sei sposato e con figli minori, puoi adottare una persona straniera maggiorenne: negli anni recenti, le condizioni di ammissione sono state notevolmente estese dalla giurisprudenza rispetto alle rigide preclusioni iniziali ed ora è possibile farlo se sussiste un legame affettivo con la famiglia di accoglienza, come ha affermato una nuova sentenza del tribunale di Treviso [1].

Esaminiamo quindi come si fa l’adozione di un maggiorenne straniero soffermandoci sui requisiti basilari: la differenza di età tra adottante ed adottato, la procedura presso il tribunale, le motivazioni da porre a sostegno della richiesta, le condizioni di ammissione della domanda di adozione e i benefici che ne derivano allo straniero adottato una volta che il decreto del giudice è stato emanato e trascritto.

Adozione di maggiorenne: condizioni

Il Codice civile [2] consente l’adozione di maggiorenni alle persone che hanno compiuto 35 anni e a condizione che tra loro e la persona che intendono adottare ci siano almeno 18 anni di differenza di età: quindi gli adottanti devono superare di almeno 18 anni l’età di coloro che intendono adottare.

Solo se ricorrono «eccezionali circostanze», il tribunale può autorizzare l’adozione agli adottanti che hanno almeno 30 anni, purché sussista in ogni caso la differenza di età di 18 anni con l’adottato.

Adozione di maggiorenne: procedura

La procedura per adottare un maggiorenne inizia con un ricorso da presentare al tribunale ordinario del luogo di residenza, con l’assistenza obbligatoria di un avvocato.

Oltre ai documenti indispensabili (certificato di nascita degli adottandi, atto di nascita dell’adottato, stato di famiglia e residenza), è necessario che il ricorso sia motivato: devono essere descritte al giudice le ragioni per le quali si intende adottare il maggiorenne. Uno dei motivi più ricorrenti è rappresentato dall’esistenza di un rapporto affettivo instaurato nel corso degli anni tra gli adottandi e l’adottato.

Il consenso all’adozione

Per arrivare all’adozione è necessario ottenere [3]:

  • il consenso dell’adottante e, se vi sono, del suo coniuge non legalmente separato e dei suoi figli. Infatti, la Corte Costituzionale ha stabilito che anche le persone che hanno già figli propri possono adottare un maggiorenne, purché essi siano consenzienti (prima l’adozione non era permessa);
  • il consenso dell’adottato, dei suoi genitori, se ancora in vita, e del suo eventuale coniuge.

La salvaguardia dei membri delle rispettive famiglie biologiche, quella dell’adottante e quella dell’adottato, viene così garantita dalla loro autorizzazione preventiva all’adozione. Se l’assenso manca il tribunale può pronunciare ugualmente l’adozione quando ritiene il rifiuto ingiustificato o contrario all’interesse dell’adottando «salvo che si tratti dell’assenso dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale o del coniuge, se convivente, dell’adottante o dell’adottando». Il tribunale dichiara l’adozione anche quando «è impossibile ottenere l’assenso per incapacità o irreperibilità delle persone chiamate ad esprimerlo» [4].

L’adozione in presenza di figli

La Corte di Cassazione [5], sulla scia dell’insegnamento della Corte Costituzionale, ha ritenuto ammissibile l’adozione di un soggetto maggiorenne da parte del coniuge del genitore dell’adottando, anche in presenza di figli minori dell’adottante, quando l’adottando già appartiene al contesto affettivo della famiglia di accoglienza.

Infatti – riporta la sentenza – «quando l’adozione di maggiorenne riguardi un soggetto, il figlio del coniuge, che è già membro della comunità di affetti della famiglia dell’adottante, non v’è spazio per un consenso dei figli (legittimi, legittimati o naturali) dell’adottante medesimo, inteso come condizione di ammissibilità dell’adozione».

Ida è una ragazza maggiorenne che è stata accolta quando era molto piccola nella famiglia dei coniugi Rosanna e Claudio, perché i suoi genitori naturali non potevano occuparsi di lei. Da anni, Ida vive stabilmente con Claudio e Rosanna, i quali ora vorrebbero adottarla; la coppia però ha già altri figli, nati dal loro matrimonio. Nonostante ciò, l’adozione è ammissibile.

Questo principio è stabilito in quanto, come afferma il tribunale di Treviso [1], «in tale situazione peculiare, l’interesse patrimoniale dei figli dell’adottante deve ritenersi subordinato rispetto alla finalità di assicurare legami più stabili all’interno della famiglia di accoglienza, nello specifico interesse di costoro, oltre che dell’adottando».

Adozione del maggiorenne straniero: effetti

Quando la procedura di adozione si perfeziona, mediante l’apposito decreto emanato dal tribunale, da trascrivere nei registri anagrafici dello stato civile, il maggiorenne adottato:

  • assume il cognome dell’adottante e lo antepone a quello dei suoi genitori biologici;
  • acquisisce il diritto di successione all’adottante e quello agli alimenti.

Quando l’adottato è uno straniero, diventa per lui possibile ottenere il visto d’ingresso ed il permesso di soggiorno in Italia e, trascorsi cinque anni dalla data di trascrizione del decreto di adozione, potrà acquisire, su sua richiesta, la cittadinanza italiana [6].

Approfondimenti

Per approfondimenti leggi i seguenti articoli:


note

[1] Tribunale di Treviso, sent. n. 4/21 del 26.02.2021.

[2] Art. 291 Cod. civ.

[3] Art. 297 Cod. civ.

[4] Art. 297, comma 2, Cod. civ. come modificato dal D.Lgs. n.154/2013.

[5] Cass. sent. n.2646/2006.

[6] Art. 9 Legge n. 91/1992.


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