Chiudere con Equitalia in una sola volta: versamento unico in scadenza


Chiudere con Equitalia in una sola volta: versamento unico in scadenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2014



La sanatoria con Equitalia (anche chiamata “rottamazione delle cartelle esattoriali”) varata dal governo Letta è ormai al rush finale: la scadenza è il 31 marzo 2014.

Il 31 marzo scade la chance prevista dall’ultima legge di stabilità per chiudere i conti in presenza di tasse non pagate ma anche di multe stradali affidate alla riscossione di Equitalia entro lo scorso 31 ottobre. I contribuenti che vorranno valersi di questa opportunità potranno ottenere la cancellazione degli importi dovuti a titolo di interessi; a fronte di questo beneficio, essi dovranno versare tutto il dovuto in un’unica soluzione.

Il beneficio della sanatoria attiene, pertanto, solo allo sconto relativo agli interessi da ritardata iscrizione a ruolo dovuti, attualmente, nella misura del 4% annuo e degli interessi di mora dovuti, dal 1° ottobre 2009, nella misura del 5,2233% annuo.

 

Si possono definire in modo agevolato solo i carichi inclusi nei ruoli consegnati all’agente della riscossione fino al 31 ottobre 2013 ed emessi da uffici statali, agenzie fiscali, Regioni, Province e Comuni. Sono compresi anche gli avvisi esecutivi affidati entro la stessa data.

 

Il beneficio è limitato solo al risparmio degli interessi di mora ma non alle altre maggiorazioni conseguenti all’irrogazione delle sanzioni amministrative.

 

Doppia valutazione

Per valutare la convenienza dell’operazione bisogna prima valutare quanto pesa lo sgravio degli interessi sul debito complessivo. La sanatoria consente, infatti, di scomputare, nel caso di imposte, sia gli interessi di mora (applicati sulle somme contestate dalla data della notifica della cartella e fino a quella del pagamento), sia quelli da ritardata iscrizione a ruolo (calcolati sulle imposte dovute in base a liquidazioni delle dichiarazioni o ad accertamenti dal giorno successivo a quello in cui sarebbe dovuto avvenire il pagamento e fino alla data della consegna del ruolo all’agente della riscossione).

La valutazione circa la convenienza dell’operazione è estremamente soggettiva perché essa è collegata sia all’importo originariamente preteso (a cui si sono aggiunte anche sanzioni e poi l’aggio della riscossione) sia al tempo trascorso rispetto alla scadenza originaria di pagamento.

Nello stesso tempo, però, il contribuente deve avere la liquidità sufficiente per pagare tutto in quanto non sono ammesse dilazioni.

Rientrano nella sanatoria le cartelle per entrate non erariali, come il bollo dell’auto e le multe per violazione al Codice della strada elevate da Comuni e prefetture: il vantaggio sarà rappresentato dallo sconto sugli interessi di mora.

Dall’altro lato, Equitalia, lo scorso 23 gennaio, ha comunicato che sono esclusi dalla rottamazione i contributi Inps e i premi Inail: il che potrebbe rendere la sanatoria meno allettante per molti morosi.

In casi non isolati gli avvisi di accertamento che raggiungono i titolari di reddito d’impresa o di lavoro tendono a contestare oltre alle imposte (Irpef e addizionali o Ires, Iva e Irap) anche i contributi. Qualora la rettifica sia già stata iscritta a ruolo (avvisi esecutivi o “vecchi” atti diventati cartelle), occorrerà isolare la voce relativa ai contributi per aderire alla sanatoria.

Sulla componente esclusa dalla definizione agevolata  si paga tutto, compresi gli interessi.

In alternativa il contribuente potrà avviare una procedura per una rateizzazione del debito.

Come aderire alla sanatoria

Per aderire alla sanatoria non occorre presentare un’istanza, ma basta pagare le somme dovute direttamente presso gli sportelli dell’agente della riscossione o presso gli uffici postali con la compilazione del bollettino postale denominato “modello F35”.

Attenzione, però, a tre aspetti; non sarà considerato valido un versamento solo parziale degli importi; va utilizzato un singolo F35 per ciascun atto che si vuole rottamare (cartella o atto esecutivo); occorrerà scrivere la dicitura “Definizione Ruoli– L.S. 2014” sulla parte frontale del bollettino nello spazio in cui è riportata la frase “eseguito da”.

Solo così, infatti, il concessionario potrà individuare i pagamenti effettuati per la definizione dei ruoli e predisporre, entro il prossimo 30 giugno, l’elenco dei debitori che hanno versato nei termini con i relativi codici tributo. Un elenco in base al quale gli enti creditori (come, tra gli altri, l’agenzia delle Entrate) elimineranno dalle proprie scritture patrimoniali gli importi corrispondenti alle somme che attendevano di riscuotere, di cui Equitalia è automaticamente “sollevata” proprio a seguito del pagamento.

Sempre entro il 30 giugno, l’agente della riscossione comunicherà tramite posta ordinaria ai contribuenti che avranno aderito alla rottamazione l’avvenuto inserimento nell’elenco e l’estinzione del debito. Fino al 15 marzo resta, comunque, sospesa la riscossione dei debiti interessati alla definizione agevolata.

Anche i contribuenti che hanno già un piano di rateazione con Equitalia possono definire in tutto o in parte le somme ancora dovute. Per garantire la corretta estinzione o rimodulazione delle rate, il pagamento potrà avvenire solo presso gli sportelli del concessionario e nel calcolo non sarà considerato il carico residuo degli interessi di dilazione (oltre agli interessi di mora e da ritardata iscrizione a ruolo).

Potranno aderire alla sanatoria anche i contribuenti che abbiano provveduto a impugnare le cartelle presso il giudice. In tal caso, il giudizio si estinguerà, ma le spese processuali restano a carico del contribuente.

Le somme pagate per beneficiare validamente della definizione agevolata non possono mai essere rimborsate, neppure in esecuzione di sentenza eventualmente favorevole al contribuente nel giudizio avente a oggetto la pretesa definita. In altri termini, se il contribuente esercita la facoltà di aderire alla definizione agevolata, la scelta va considerata definitiva e non modificabile.

Niente timore per chi teme il pignoramento della casa

Coloro che sono portati ad aderire alla sanatoria per timore che Equitalia iscriva ipoteca sulla casa devono però ricordare – a loro beneficio – che, dall’entrata in vigore del Decreto del fare [1], l’abitazione di residenza è salva. Infatti, a prescindere dall’entità del debito, Equitalia non può più procedere all’esecuzione forzata sulla prima casa del contribuente, anche se resta la possibilità di iscrivere ipoteca (per somme oltre i 20mila euro) e quella intervenire nell’espropriazione avviata da altri. Il divieto richiede che si verifichino le seguenti condizioni:

– non si tratti di immobile di lusso, (con le caratteristiche individuate Dm 2 agosto 1969), ovvero di villa (A/8), castello o palazzo di eminente pregio artistico o storico (A9);

– il bene sia destinato a uso abitativo e il debitore vi risieda anagraficamente;

– l’immobile sia l’unico di proprietà del debitore.

La nota del 1° luglio 2013 dell’agente della riscossione ha chiarito che il divieto si estende anche alla pertinenza (cantina o box) seppur accatastata autonomamente. Inoltre l’espropriazione immobiliare può avvenire solo se il credito supera, nel complesso, 120mila euro (il precedente limite era di 20mila).

Per le multe risparmio limitato

Sulle multe si risparmia esclusivamente ben poca roba. Infatti nel caso dei verbali per violazioni al Codice della strada l’abbuono è inferiore.

Come già detto, la norma concede il beneficio a tutte le multe (non importa quale sia l’organo di polizia che le ha comminate), se comprese in ruoli consegnati all’esattore entro il 31 ottobre 2013. Ma lo limita ai soli interessi e specifica che essi sono quelli di mora e quelli per ritardata iscrizione a ruolo. Ma questi ultimi sono applicabili ai soli tributi, per cui si risparmiano i soli interessi di mora.

Resta quindi dovuta la maggiorazione semestrale del 10%. È un aggravio di un decimo per ogni semestre che è trascorso da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile a quello in cui il ruolo è stato trasmesso all’esattore. Il fatto che questa maggiorazione non sia menzionata nel comunicato di Equitalia indica che non rientra nella sanatoria e quindi va pagata. Di ciò abbiamo già parlato nell’articolo: “Resta la maggiorazione sulle multe”.

note

[1] DL 69/13.

Autore immagine: 123rf.com

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3 Commenti

  1. L’AGGIO EX.ART.17,è escluso dalla rottamazione del ‘L.S.2014″?
    Grazie e Saluti
    Giuseppe

  2. possono pignorare l’immobile dell’azienda , pur avendo pagato il 50% della rateazione ?
    grazie

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