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Pensione gestione Separata

3 Marzo 2021 | Autore:
Pensione gestione Separata

Trattamenti pensionistici per collaboratori, lavoratori atipici e professionisti senza cassa: pensione anticipata, di vecchiaia, di inabilità.

Gli iscritti presso la gestione separata possono conseguire la generalità dei trattamenti pensionistici riservati agli iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps.

In merito alla pensione gestione separata, però, deve osservarsi che i contributi utili ai trattamenti pensionistici sono normalmente collocati dal 1996 in poi, poiché la gestione è stata istituita dalla legge Dini [1].

In particolare, l’entrata in vigore della gestione Separata [2] è avvenuta dal 1° aprile 1996 per i lavoratori privi di tutela pensionistica alla data del 30 marzo 1996, con obbligo di iscrizione entro il 30/04/1996; risulta invece dal 30 giugno 1996 per i contribuenti già coperti, alla data del 30 marzo 1996, da contribuzione obbligatoria, figurativa o volontaria e per i pensionati diretti e indiretti, con obbligo di iscrizione entro il 31 luglio 1996.

È comunque possibile che gli iscritti presso la gestione separata possiedano dei contributi collocati, presso la gestione stessa, precedentemente alla data del 1° gennaio 1996. può trattarsi, in particolare, dei contributi derivanti da periodi di collaborazione coordinata e continuativa, non superiori a 5 anni [3].

In ogni caso, tutta la contribuzione posseduta presso la gestione separata è assoggettata al calcolo interamente contributivo della pensione.

I trattamenti pensionistici che possono conseguire gli iscritti presso la gestione separata sono dunque gli stessi che possono conseguire i lavoratori iscritti all’Inps in data successiva al 1° gennaio 1996, quindi coloro la cui pensione deve essere calcolata col sistema integralmente contributivo.

Calcolo contributivo della pensione

Ricordiamo che il calcolo contributivo della pensione si basa:

  • sul reddito imponibile, che presso la gestione Separata coincide, generalmente:
    • con i compensi lordi erogati ai collaboratori ed ai parasubordinati in genere;
    • con il reddito da lavoro autonomo, per i liberi professionisti;
  • al quale si applica l’aliquota di computo tempo per tempo vigente, che varia in base alla categoria di appartenenza.

I contributi così calcolati sono rivalutati annualmente sulla base del tasso di capitalizzazione, che si basa sulla variazione quinquennale del Pil nominale.

I contributi rivalutati formano il montante contributivo.

Infine, i contributi sono trasformati in pensione sulla base di un coefficiente moltiplicatore, che aumenta con l’età e che è aggiornato periodicamente in base alla speranza di vita media.

Reddito imponibile 20.000 euro; aliquota di computo 24% (pensionati ed iscritti presso altre gestioni). Contribuzione da accreditare a montante e da rivalutare annualmente: 4.800 euro (20.000 x 24%).

Per approfondire: Guida al calcolo contributivo della pensione.

Reddito di riferimento dei liberi professionisti iscritti alla gestione Separata

Il reddito imponibile dei liberi professionisti iscritti presso la gestione Separata è individuato nel modello Redditi come segue (deve essere riportato in dichiarazione dei redditi per il calcolo a consuntivo della contribuzione dovuta, nel quadro RR5):

  • per i professionisti in regime di contabilità semplificata, l’importo si trova nel Quadro RE (reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni): rigo RE 23 (reddito delle attività professionali e artistiche) o RE 25 se presenti perdite al rigo 24;
  • in riferimento ai redditi diversi imponibili presso la gestione Separata, l’importo si trova nel Quadro RL (altri redditi);
  • in riferimento ai redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate, l’importo si trova nel Quadro RH: rigo RH15 o RH17; in alternativa, è indicato al rigo RH18, colonna 1, se la società semplice genera reddito da lavoro autonomo;
  • per i contribuenti minimi, l’importo corrisponde al valore indicato nel rigo LM6 (reddito lordo o perdite) meno LM9 (perdite pregresse), Quadro LM;
  • per i contribuenti che fruiscono del regime forfettario, l’importo consiste nella differenza tra il valore del rigo LM34 (reddito lordo) indicato nella colonna 2 (Gestione separata autonomi) e l’importo indicato nel rigo LM37 (perdite pregresse) colonna 2.

Pensione anticipata in regime di cumulo

Gli iscritti alla gestione Separata che possiedono contribuzione accreditata presso casse differenti possono ottenere la pensione anticipata in regime di cumulo [4], in quanto ad oggi è impossibile raggiungere presso la sola gestione l’intera contribuzione richiesta per il trattamento.

Per ottenere la pensione anticipata devono essere raggiunti, tra tutte le gestioni:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini,
  • 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne;
  • per la liquidazione della pensione si attende una finestra pari a 3 mesi.

Ogni quota di pensione è calcolata secondo i sistemi delle singole gestioni in relazione ai periodi maturati: per quanto riguarda la quota di competenza maturata presso la gestione Separata, come osservato, si applica il calcolo contributivo.

I periodi coincidenti concorrono a determinare la misura della quota di pensione ma sono contati una sola volta ai fini del diritto al trattamento.

Il requisito contributivo può essere ridotto a 41 anni per i lavoratori precoci: anche questa pensione può essere raggiunta in regime di cumulo. Per approfondire: Pensione anticipata precoci.

Pensione di vecchiaia

Gli iscritti alla gestione Separata possono anche ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria, se raggiungono:

  • 20 anni di contributi;
  • 67 anni di età;
  • una pensione pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè almeno pari a 690,42 euro (460,28 euro x 1,5)

In ogni caso, senza rispettare un importo minimo dell’assegno, possono ottenere la pensione di vecchiaia con un minimo di 71 anni di età e di 5 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia in regime di cumulo

La pensione di vecchiaia ordinaria, con 67 anni di età, 20 anni di contributi ed il rispetto dell’importo soglia può essere anche ottenuta in regime di cumulo [4].

La pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere invece conseguita attraverso un’altra tipologia di cumulo, previsto dal decreto attuativo della legge Dini in materia di riscatto, ricongiunzione e contributi volontari [6]. Il decreto in questione consente infatti ai lavoratori nel sistema contributivo puro (cioè iscritti ad un fondo di previdenza successivamente al 31 dicembre 1995) di utilizzare gratuitamente i contributi versati in tutte le diverse gestioni previdenziali e per tutti i periodi di lavoro, non coincidenti, ricadenti nel regime contributivo di calcolo della pensione.

Pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione

Gli iscritti alla gestione Separata che possiedono contribuzione accreditata presso casse differenti possono poi ottenere la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione [7], se raggiungono, tra tutte le gestioni:

  • 20 anni di contributi;
  • i requisiti specifici per la pensione di vecchiaia previsti dall’ordinamento di ciascuna cassa (presso la gestione Separata è richiesto un assegno pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale).

Il requisito di età per la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione è pari a 66 anni.

Si applica una finestra di attesa pari a 18 mesi.

La pensione è calcolata pro quota col sistema contributivo, salvo che i contributi accreditati presso le eventuali ulteriori gestioni pensionistiche private o privatizzate siano almeno pari al requisito minimo richiesto per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, o che presso le gestioni Inps non si raggiunga autonomo diritto a pensione. In questo caso, non si applica il ricalcolo contributivo, ma il sistema di calcolo della pensione previsto dall’ordinamento della gestione.

Presso la gestione Separata si utilizza comunque il sistema di calcolo integralmente contributivo.

Pensione di anzianità in regime di totalizzazione

Gli iscritti alla gestione Separata che possiedono contribuzione accreditata presso casse differenti possono infine ottenere la pensione di anzianità in regime di totalizzazione (D.lgs. 42/2006), qualora raggiungano complessivamente:

  • 41 anni di contributi;
  • previa finestra di attesa, dalla maturazione dei requisiti, pari a 21 mesi.

La pensione è calcolata pro quota col sistema contributivo, salvo che i contributi accreditati presso le eventuali ulteriori gestioni pensionistiche private o privatizzate siano almeno pari al requisito minimo richiesto per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, o che presso le gestioni Inps non si raggiunga autonomo diritto a pensione. In questo caso, non si applica il ricalcolo contributivo, ma il sistema di calcolo della pensione previsto dall’ordinamento della gestione.

Presso la gestione Separata si utilizza comunque il sistema di calcolo integralmente contributivo.

Pensione anticipata contributiva

Gli iscritti presso la gestione Separata possono ottenere, nel 2021 e sino al 31 dicembre 2022, la pensione anticipata a 64 anni di età. Si tratta della cosiddetta pensione anticipata contributiva, che prevede, nello specifico, il perfezionamento dei seguenti requisiti:

  • compimento dei 64 anni di età, sia per gli uomini che per le donne: il requisito di età, che resterà invariato sino al 31 dicembre 2022, sarà successivamente adeguato agli incrementi demografici;
  • una contribuzione effettiva minima di 20 anni (non sono considerati utili, a tal fine, i contributi figurativi);
  • l’ammontare mensile della pensione deve risultare almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (1.288,78 euro nel 2021).

La pensione anticipata a 64 anni può essere ottenuta, in alcuni particolari casi, anche attraverso il cumulo dei versamenti per coloro che si trovano nel sistema integralmente contributivo [6].

Pensione Quota 100

La pensione anticipata con opzione Quota 100 [7] si può ottenere, per il solo triennio 2019-2021, con:

  • almeno 62 anni di età;
  • almeno 38 anni di contributi; il requisito contributivo può essere ottenuto anche in regime di cumulo (con esclusione dei contributi accreditati presso le casse di categoria dei liberi professionisti), ma devono in ogni caso risultare almeno 35 anni di contribuzione al netto dei periodi accreditati figurativamente per disoccupazione, malattia e infortunio, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria Inps e ad alcuni fondi sostitutivi;
  • è prevista, per i lavoratori del settore privato, tra cui gli iscritti alla gestione Separata, una finestra di attesa pari a 3 mesi.

Con l’opzione Quota 100 non è possibile lavorare sino al compimento del 67° anno di età (o dal differente requisito di età che potrebbe essere introdotto, dal 2023, per la pensione di vecchiaia ordinaria). È concesso il solo reddito di lavoro autonomo occasionale [8], sino a 5mila euro di compensi lordi annui.

Pensioni per invalidità ed inabilità

Presso la gestione Separata è possibile anche ottenere l’assegno ordinario per invalidità e la pensione di inabilità ordinaria, con i seguenti requisiti.

Tipologia di pensione
Contributi richiesti (anni)
Età richiesta (anni)
Altri requisiti
Assegno ordinario d’invalidità5 Di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennioAl compimento dei requisiti per il conseguimento del trattamento di vecchiaia, l’assegno ordinario di invalidità si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia, a condizione che sia cessata l’attività di lavoro dipendenteInvalidità al lavoro specifica, cioè in mansioni confacenti all’esperienza, alle attitudini ed alle competenze dell’interessato superiore ai 2/3 (art.1 L. 222/1984);

  • questo requisito di invalidità non deve essere confuso con l’invalidità civile generica richiesta per la maggior parte delle prestazioni di assistenza, intesa come riduzione della capacità lavorativa generica dell’individuo
Pensione d’inabilità al lavoro(art. 2 L. 12.6.84 n. 222 e art. 2 co. 12 L. 335/95)5 Di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennioLavoratore che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa

Pensione con computo presso la gestione Separata

Coloro che sono in possesso di anzianità assicurativa antecedente al 1° gennaio 1996 presso altre gestioni possono ottenere i trattamenti speciali, riservati a coloro che sono assoggettati al calcolo integralmente contributivo (come la pensione anticipata a 64 anni) solo a seguito del computo della contribuzione presso la gestione Separata [9].

Attraverso il computo, tutta la contribuzione posseduta presso le varie gestioni Inps è riversata presso la gestione Separata ed assoggettata al calcolo contributivo.

Per aderire al computo, però, sono richiesti i seguenti requisiti:

  • iscrizione presso la gestione separata e versamento di almeno un mese di contributi;
  • meno di 18 anni di contributi versati o accreditati alla data del 31 dicembre 1995;
  • almeno 5 anni di contributi versati o accreditati dal 1° gennaio 1996;
  • almeno 15 anni di contributi complessivi.

note

[1] Art.2, Co. 26, L.335/1995.

[2] Art.4, Co.1, DM 166/1996.

[3] Art.51, co.2, L. 488/1999; Circ. Inps 117/2002.

[4] Il cumulo è disciplinato dall’Art.1 Co. 239 e ss. L. 228/2012. La pensione anticipata è disciplinata dall’Art.24 Co.10 DL 201/2011.

[5] Art.24, co. 6 DL 201/2011.

[6] D.lgs. 184/1997.

[7] Art.14 DL 4/2019.

[8] Art. 2222 Cod. Civ.

[9] Art.3 DM 282/2006, Circ. INPS 184/2015.


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